Corbellini 2^ classe scala N

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CARROZZA CORBELLINI 2^ classe - Bz 34750 - SCALA N

La carrozza è progettata in fotoincisione da TriNacria che la propone come mista 1^ e 2^ classe, ma, non trovando documentazione fotografica di questa versione, l'ho realizzata come era dopo il declassamento a sola seconda classe.


La Corbellini Bz 34750 (qui con la marcatura unificata UIC 50 83 28-08400) in una foto di Michele Mingari,autore di un bel libro monografico sulle Corbellini.


Il modello scala N


La carrozza in questione fa parte di un lotto di 20 esemplari Tipo 1947 entrati in servizio nel 1954/55, misti di 2^ e 3^ classe con marcatura BCz 69.700 a 69719. Alla soppressione della terza classe, a luglio 1956, sono passate di 1^ e 2^ classe ABz (la versione proposta da TriNacria), con medesima marcatura. Circa due anni dopo sono state declassate a sola 2^ classe con marcatura Bz 34750 a 34769.

La lastrina l'ho acquistata diversi anni fa e si presentava molto ossidata. quindi ogni volta che stacco un pezzo gli do subito una bella lucidatina con la fibra di vetro.


IL TELAIO

Il pezzo del telaio appena staccato visto da sotto.


Per prima cosa, ho piegato i bordi longitudinali. 
Essendo molto sottili e lunghi mi sono aiutato con degli angolari di alluminio stretti nella morsa.


Dopo aver  bloccato il pezzo a filo della linea di indebolimento, con un righello di alluminio l'ho ripiegato a 90°. Ho ripetuto l'operazione anche sul lato opposto.


I bordi laterali piegati visti da sotto.


Quindi ho piegato i bordi delle due testate.


Le due linguelle centrali si devono ripiegare verso il centro come da foto e serviranno per agganciare le molle collegate ai porta ganci.


Il controtelaio 2,  con la tiranteria, ha 4 spine che ho piegato a 90°.


Controllo che si inseriscano nei corrispondenti fori del telaio (sono chiusi e devo aprirli con una punta da trapano).


Taglio un pezzetto di tubicino da 1 mm. e lo inserisco nell'apposita spina a formare il serbatoio 20.


Il pezzo per il set di batterie ancora da piegare.


Piego sulle linee di indebolimento i cassoni 7 li saldo dall'interno e poi, inserite le spine negli appositi fori le saldo da sotto.
Stessa procedura per il set di batterie 8.


Quindi ho lisciato la parte inferiore eliminando le spine e lo stagno in eccesso e ho ricollocato l'insieme in posizione inserendolo nuovamente nei fori.

I CARRELLI


Ho piegato la struttura dei carrelli (pezzi 11) secondo le linee di indebolimento.
Li ho rinforzate dall'interno con stagno.


Ho inserito le ruote diametro 6,2 mm. di Benno, che scorrono in modo fluido.


Il porta gancio l'ho piegato seguendo le linee di indebolimento e ho dato un punto di stagno all'interno della piega. Qui si vede il pezzo appena staccato e piegato.
La parte superiore sarà ripiegata dopo che avrò inserito il gancio e la molla.


Posizionando il pezzo sotto al telaio nasce un problema: il porta gancio, tirato tutto indietro sino al limite dell'asola per la vite di bloccaggio, e per poter inserire il perno di movimento, tocca il bordino ripiegato della testata del telaio. Questo impedisce il movimento necessario per l'allontanamento.
L'asola di fissaggio avrei potuto allargarla, ma il forellino è troppo vicino al porta gancio per trasformarlo in asola.
Ho quindi scelto un'altra soluzione: combinare la parte dell'asola con un porta gancio che avevo e che era stato realizzato da Nino Rizzo per il Ddm.


Il porta gancio del Ddm aperto e piegato. Il pezzetto in alto a sinistra è il coperchietto sul quale dovrò saldare il rivetto di scorrimento nella scanalatura del telaio per l'allontanamento.


Eccolo  saldato.


Ho inserito nel porta gancio la molla e un gancio in ottone che avevo acquistato dall'Ennegozio dell'ASN invece che quello in plastica in dotazione. Ho quindi messo il coperchietto inserendo le spine nelle apposite asole e le ho ripiegate per bloccarlo. Devo dire che la soluzione studiata da Nino Rizzo è, a mio avviso, la migliore e più robusta che abbia avuto modo di usare. Oltre ad avere una mobilità dl gancio perfetta.


Non mi è rimasto che tagliare il porta gancio del kit e saldarlo a quello del Ddm facendo attenzione che sia bello dritto e la distanza del perno dall'asola ne consenta un libero movimento.


Il porta gancio visto da sotto.


Il carrello e il porta gancio fissati sotto al telaio. Come si vede, ora, c'è spazio sufficiente per consentire una libera rotazione.


I due carrelli montati per provarne il corretto funzionamento.


I laterali del carrello sono in resina. A sinistra come si presentano nella confezione e a destra puliti delle parti di scarto.


I laterali dei carrelli li ho incollati in posizione sul carrello in ottone, prima con una goccia di colla ciano acrilica, al centro, per bloccarli, e poi ho consolidato l'incollaggio con una colla bicomponete, più lenta ad essiccare, ma molto più resistente.


Una prova di posizionamento.


LA CASSA


I due pezzi della cassa appena staccati. Qui il progettista ha previsto di fare due semi casse invece che un pezzo unico per tutta la cassa. Personalmente preferisco la soluzione con un pezzo unico. Ritengo che conferisca maggiore rigidità e non si corra il rischio che le due semi casse abbiano qualche imperfezione nell'allineamento.


Comunque, così è stato deciso e così si deve fare.
Le due semi casse, una volta piegate, le ho fissate al telaio saldandole dall'interno  in modo che da fuori non si veda nulla.


Vista dall'altro lato.


Per accedere al vestibolo ci sono dei gradini. Quelli in alto sono incorporati nel pezzo del pianale e vanno ripiegati a 90° verso il basso.


Gli altri sono in un pezzo unico (Qui visti davanti e dietro).


Li ho piegati seguendo le linee apposite.


E dopo averli adattati lateralmente, in quanto erano abbondanti, li ho saldati dall'interno.


Ho posizionato le porte del vestibolo centrale e le ho saldate. Il fascione centrale ha, all'interno, due forellini che vanno inseriti nelle spine del pianale.
Quindi la sua collocazione in altezza è obbligata, ma, come si vede nella foto non arriva a toccare il gradino. Poco male, sarà facile chiudere questo spazio.
Sopra ho posizionato provvisoriamente il tetto per accertarmi che coincida bene con la parte superiore delle porte, e così è, ma lascia un po' di luce su tutto il perimetro.


Qui ho messo a confronto il dettaglio del modello con quello al vero.
Come si nota, anche visivamente, è corta la parte che dovrebbe scendere a contatto con il gradino.
D'altronde, non potevo ignorare le spine e posizionarlo più basso perché ci sarebbe stata luce tra la parte superiore delle porte e il tetto.


La testata con la porta intercomunicante tra carrozze l'ho saldata da dentro.


Ho posizionato il tetto per provare la correttezza della posizione della parete.


Il tetto ha una battuta che deve aderire perfettamente alla volta della parete.


La sporgenza della parete laterale, in questo tipo di carrozza è molto avvolgente e va praticamente a coprire i respingenti.


Per ottenere l'arrotondamento che si vede nella foto precedente, mi sono servito di un paio di pinze con i becchi arrotondati.


Però, questa parte avvolgente ha anche un arrotondamento sotto.


Difficilmente si può ottenere in maniera soddisfacente con la parete come è stata progettata. Quindi ho adottato la seguente soluzione: ho riempito la parte sottostante con stagno.


Però, prima, ho posizionato un legnetto arrotondato all'interno della carenatura in modo che lo spessore dello stagno resti sottile.


Poi, con una limetta, ho arrotondato e lisciato lo stagno facendolo coincidere bene con la parte in ottone della carenatura curvata e dandogli la forma giusta.


Nella parte superiore della cassa é previsto un telaio di rinforzo.


L'ho saldato con alcuni punti di stagno.


A questo punto ho inserito i soffietti (pezzo 15) per il passaggio tra una cabina e l'altra. Sopra il pezzo del soffietto appena staccato dalla lastrina.


Dopo aver ripiegato la pedana di 180°l'ho saldata da sotto, quindi ho piegato le pareti e le ho saldate nel punto di contatto.
La parte superiore va leggermente curvata. In fase di realizzazione della lastrina, probabilmente, non si è tenuto conto di questa curvatura e che di conseguenza si sarebbero avvicinate le spine non coincidendo più perfettamente con i fori di inserimento. Sotto,invece, coincidono perfettamente.


Comunque, ho un po' piegato le spine verso l'esterno e le ho fatte entrare nei forellini corrispondenti. Quindi le ho saldate.


Ai lati del soffietto ho collocato i suoi supporti (pezzo 14). Come appare evvidente, non sono state previste le due ringhierine corrimano che ci sono nel passaggio. Peccato.


Neppure i corrimano che aiutano i passeggeri nel salire nel vestibolo centrale della carrozza, sono in dotazione nella lastrina.
Non è una mancanza grave, ma è poco simpatico e fastidioso che non siano stati previsti.
Ho dovuto farmeli con un tondino da 0,2 mm. Se li avessero fatti in fotoincisione la curvatura sarebbe stata sicuramente più precisa. Per fortuna ne va messo uno per lato e le piccole differenze non si notano come se fossero stati vicini. Li ho inseriti negli appositi foti e saldati da sotto in basso, e all'interno in alto.


Uno dei corrimano montati.


ASSEMBLAGGIO E COLORITURA

 


Prima di passare alla coloritura, come di consueto, ho provato a montare le varie parti per accertarmi che non avrò sorprese alla fine.Il tetto è solo appoggiato e quindi non combacia perfettamente, ma anche pressandolo, come ho già detto lascia un po' di luce.


Vista dalla testata. Mancano i respingenti, intanto perché li fisserò a coloritura effettuata, ma sopratutto perché mi devono arrivare.


Una vista in diagonale.


E dal lato opposto.


Ho dato una mano di primer spray.


Anche ai carrelli.


Ho preparato i finestrini che sono staccati dalla cassa e in alpacca in modo che non devo neppure colorarli. Mi sarebbe piaciuto farne qualcheduno aperto, ma uno solo sarà così. Infatti dopo aver fatto questo, ho visto che è un po' problematico rifilare bene la parte superiore e quindi ho rinunciato a proseguire. Al posto del vetro ho messo il solito foglietto di acetato trasparente.

All'interno sono previsti i sedili: a sinistra quelli di seconda classe comprendenti le pareti del wc, a destra quelli della prima classe.


La cassa l'ho colorata in grigio ardesia usando i colori Puravest. I corrimano e le maniglie delle porte con alluminio Hombrol. Ho quindi incollato i finestrini e l'arredo interno.


Una vista dall'alto.


I respingenti li ho incollati con colla bicomponente. Ho anche dipinto i triangolini bianchi che segnalano l'assenza di riscaldamento a vapore nella carrozza, come al vero nel tipo preso ad esempio.


Il tetto, l'ho colorato con alluminio Humbrol. Come già fatto notare da altri che lo hanno montato prima di me, non aderisce perfettamente alla cassa e questo è un male. Per il logo ho usato quello compreso nel Kit. Però era l'unica decal presente nella confezione, e questa è un'altra lacuna, e non da poco, perchè se un corrimano o un gancio me lo posso fare, una decal non la posso realizzare. Il meglio che ho saputo fare è stato ricavare i numeri 2 da vecchie decals che aveva preparato Nino Martire anni fa. Per la targa di destinazione ho usato quelle di Lineamodel avanzate dall' Aln990.

Qui sotto ho messo una serie di scatti sul plastichetto in costruzione del mio nipotino.


Per la numerazione di classificazione, non essendo disponibile quella esatta, ed essendo un lavoro improponibile fare un mosaico di numeri ben allineati e distanziati, ne ho usata una (sempre dal foglietto di Nino Martire) che ha i primi 4 numeri esatti e gli altri di un'altra carrozza. L'impatto visivo non cambia e quindi mi accontento.


Al traino della Gr 735.


Vista da dietro.


Con un bagagliaio agganciato dietro


Con una carrozza a terrazzini.


In composizione con una E402A e delle piano ribassato.


Con la E633.

In conclusione, a mio parere, è un discreto modello, facile da montare. Non mi sento di esaltarlo, come è stato fatto da altri, perché troppe sono le mancanze e le approssimazioni che ho riscontrato. Direi un modello da usare sul plastico, ma non certo da esposizione.