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Gr 735 128 FS "Wilson"- SCALA N

 


La 735 128 conservata al museo di Pietrarsa in una bella foto di Stefano Paolini, tratta da Wikipedia.

Ho realizzato diversi rotabili montando lastrine progettate da altri. Poi mi sono progettato e autocostruito integralmente alcuni rotabili scala TT.
Ora ho voglia di provare a farne uno in scala N.
In questa scala esiste già molto, ma non sono mai riuscito a trovare una lastrina per farmi una vaporiera.

Su un forum ho letto che gli artigiani non le producono, in scala 1:160, per la loro complessità.
Leggere questo e decidere di accettare la sfida è stato un tutt'uno.
Quindi ci provo anche se so che non sarà facile.

Inizialmente ho puntato a fare la 740, una locomotiva sulla quale esiste molta documentazione e ho anche un libro.

Non volendo rifare anche tutta la parte bassa con il biellismo, ne la motorizzazione, ho dovuto comparare vari modelli commerciali per trovare quello più adatto da "cannibalizzare".
Dalla mia ricerca è venuto fuori che la locomotiva che maggiormente si avvicinava, sia come rodiggio che come dimensione delle ruote è la BR56, però, quest'ultima ha una distanza tra le ruote motrici costante, mentre nella 740 il primo asse è un po' più staccato rispetto agli altri.
Ho notato, invece, che la 735 corrisponde anche per questa caratteristica alla locomotiva tedesca.

La gr.735 è una locomotiva di costruzione americana (da qui il soprannome Wilson) e quindi ho valutato anche molti modelli americani sperando di trovare qualcosa di meglio della BR56, ma non è stato così.
Stesso rodiggio: 1-4-0, diametro ruote motrici 1370 mm. per la 735, 1350 mm. per la BR56, una differenza, in scala, di 1,25 mm. per me accettabile.

Quindi, la decisione è presa: proverò a fare la 735.
Mi sono procurato una BR56 Fleischmann usata e ho iniziato la ricerca di documentazione.
Qui il primo problema: su internet ci sono pochissime foto e non molto esplicative dei problemi da risolvere; modelli ancora esistenti ce n'é uno al museo di Pietrarsa, la 735 128, ma è troppo lontano per pensare di andare a fare foto e misurazioni. Per  la verità, su Trenomania, c'è una foto dove si vede una loco in condizioni pietose e sotto la didascalia parla di una 735, ma si tratta della 736.083 per cui temo proprio che quella di Pietrarsa sia l'unica rimasta. 
Ho consultato l'archivio dell'Associazione DSC e qui è andata decisamente meglio, ho trovato dei disegni scala 1:10 utilissimi; da questi si capisce che sono state importate due diverse serie: una che comprende le locomotive
dalla 001 alla 108 con questo profilo laterale (notare la "gobba" in prossimità del duomo).


e l'altra che va dalla 109 alla 393 con quest'altro dove la "gobba" scompare.


Questo è il profilo di quella della 735 128 Pietrarsa.

Ho iniziato a buttare giù degli schizzi e a calcolare gli ingombri della motorizzazione (dopo aver smontato la BR56), ma quello che mi mancava erano foto di dettagli.
Nei disegni ci sono particolari che non sono chiarissimi e solo l'aiuto di foto può palesarli.


La BR56 smontata.

Ho postato su alcuni forum la richiesta di "aiuto" e per fortuna mi ha risposto Adriano Tabaglio dal forum Treno in casa, (a cui va un doveroso ringraziamento), mandandomi molte foto, bellissime, frutto di una sua recente visita al museo, dove si vedono molti particolari e che mi hanno chiarito quasi tutti i dubbi.



Prima di iniziare questo "viaggio", sento il dovere di ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato a reperire la documentazione necessaria per cercare di fare un modello che, nonostante la scala, fosse il più possibile fedele alla realtà.
In particolare Adriano Tabaglio per la ricca documentazione fotografica che mi ha inviato e Riccardo Olivero per i preziosi suggerimenti che mi ha fornito tramite il gruppo Facebook "Locomotive a vapore".
Molto utile è stata anche la documentazione della sua bella realizzazione scala H0 pubblicata sul forum duegieditrice.
Tutte le foto della 735 al vero che si vedono sotto, (tranne diversa indicazione) sono di Adriano Tabaglio.


PROGETTAZIONE:

Come mia abitudine, non faccio disegni di assieme, ma studio a lungo il modello e mi faccio appunti e schizzi su come realizzare, tramite la fotoincisione, i vari pezzi.
E' chiaro che il problema maggiore è  la necessità di trasformare figure piatte in parti tridimensionali.
Si devono poi prevedere tutti gli incastri e le varie soluzioni di montaggio con una sequenza logica che possa essere messa in pratica senza troppe difficoltà.
Mi sono stampato in scala 1:10 i disegni e ho riportato le misure alla 1:160, quelle mancanti sono facilmente ricalcolabili.


Lo studio preliminare con la progettazione delle varie parti e il disegno in vettoriale tramite il programma Inksape.


 

LA LASTRINA:

La sequenza che illustrerà il montaggio si riferisce alla lastrina di prova, e mi serve soprattutto per scoprire errori e cose migliorabili sia dal punto di vista estetico che della sequenza di montaggio.
Pertanto il suo assemblaggio è, a volte, approssimativo.

La tranciatura chimica l'ho fatta fare dalla ditta Lasertech.
Già in passato mi ero servito di loro, ma devo dire con risultati qualitativamente non esaltanti.
Altri hanno fatto meglio, ma essendo questa una lastrina di prova, ho deciso, per comodità di rivolgermi a loro perché fanno anche un solo pezzo.
I risultati sono stati sorprendenti: mai nessuno mi aveva realizzato un lastrina con una precisione di dettaglio e tranciatura simile.


La lastrina vista davanti


Il retro.

 


LA CALDAIA:

 

Per realizzare la caldaia ho preso in considerazione varie possibilità. 
- Utilizzare un tubo di ottone su cui applicare le varie parti in rilievo, ma la regolarità delle strisce che coprono la giuntura delle lamiere non era facilmente ottenibile.
- Utilizzare un pezzo fotoinciso significava avere una caldaia molto debole, a meno che non la facesse di uno spessore maggiore, ma questo avrebbe creato problemi per l'inserimento    di piccoli particolari e per il suo arrotolamento.
- Usare un pezzo fotoinciso molto sottile, facile da arrotolare, ma inserire all'interno un pezzo di tubo in ottone per irrigidirla.
Alla fine ho scelto questa ultima soluzione.


Ecco il pezzo staccato dalla lastrina.
Le strisce coprigiunto sono ben marcate, i fori per i mancorrenti, per i gradini e per il sostegno del compressore ho potuto farli molto piccoli.
Inoltre, la sottigliezza del pezzo, mi ha permesso di realizzare anche i piccolissimi supporti sotto i gradini (qui si vede solo le asole).


Il rivestimento della caldaia ha bisogno di una prima parziale curvatura.
Questo consente di saldare le parti da fissare dall'interno, che poi dovrà essere lisciato con una fresa per non creare spessore nel contatto con il tubo di rinforzo.
Per arrotondarla ho usato un tubo di cm. 2,5.


Per il rinforzo interno, ho preso un tubo di ottone del diametro di cm. 1 e ne ho tagliato un pezzo lungo cm. 5. 
Quando sarà inserito nella caldaia dovrà sporgere per alcuni millimetri dal lato della cabina, in modo che si inserisca nell'apposito foro.


Per accedere alla parte alta della caldaia, dal piano di calpestio che corre per tutta la sua lunghezza, ci sono due gradini per lato, posizionati leggermente sfalsati.


Qui li vediamo nell'ovale e sono i pezzi 159.
Hanno una piccola sporgenza che va incastrata nell'apposita asola e saldata dall'interno.


Eccoli indicati dalle frecce rosse.
Li ho posizionati perpendicolari alla lastrina, ma poi, una volta chiusa a cilindro la caldaia, con delle pinzette, andranno portati nella posizione parallela al suolo.


In un primo momento ho fissato i corrimano alla caldaia per avere una maggiore robustezza saldandoli dall'interno, però mi sono accorto che completare l'arrotolamento sul tubo interno di irrigidimento è più difficile del previsto, quindi ho staccato i corrimano, che fisserò in seguito e ho proceduto alla chiusura della caldaia con una saldatura sotto, in posizione non visibile.


Per la sabbiera ho utilizzato un tondino di rame da 5 mm smussato sul bordo superiore con una limetta.
Per il duomo, ho utilizzato un tubetto di ottone da 4 mm riempito nella parte superiore di stagno e arrotondato con una limetta.
Per il supporto della valvola di sicurezza, ho usato 4 tondini fotoincisi da 3 mm su cui ho applicato il pezzo 67 che accoglie il braccio della valvola (66).
per il fumaiolo ho usato un tubetto di rame da 2 mm.

Tutti i pezzi necessari per realizzare lo sportello della caldaia. 
59 la corona fissa, 60 lo sportello, 61 il profilo per sostenersi, 62 i perni di sicurezza 63 la rotella di chiusura, 64 la maniglia, 65 il cerchietto centrale con il foro per la maniglia.


A sinistra la corona fissa su cui poggia lo sportello quando è chiuso. A destra lo sportello ancora da sagomare. Per dargli la forma conica corretta, si deve svolgere una duplice azione: Con delle pinzette i tirano i lembi interni come indicato dalle frecce e contemporaneamente si aiuta il pezzo ad assumere la forma conica spingendo i bordi in basso. Quando l' apertura è chiusa e i lembi sonio accostati si salda da dietro. L'eventuale fessura che può restare si riempie con stagno o stucco metallico e si liscia con una limetta.


A sinistra lo sportello sagomato e chiuso. A destra fissato sulla corona chiodata.


A sinistra sono stati aggiunti i dettagli 61 e 62. A destra, indicato dalla freccia rossa il sostegno 61 le cui estremità vanno ripiegate in basso a 90°, inserite negli appositi fori e saldate da dietro. La freccia azzurra indica uno dei quattro perni di sicurezza che a sportello chiuso si ruotano sopra al suo bordo bloccandolo. Questo dettaglio è sicuramente il più piccolo che abbia mai dovuto saldare su un modello scala N.


Lo sportello quasi completo (manca il gancio porta lanterna che inserirò in seguito).
Per comodità il blocco della chiusura centrale l'ho montato a parte e poi inserito sullo sportello.
Ho infilato la maniglia nel foro centrale della manopola e poi l'ho fissata al cerchietto di chiusura.
Ottenuto il blocco dei pezzi, l'ho poggiato sul foro centrale del cono dello sportello e saldato dall'interno.
Osservando le manopole rotonde delle due foto, sembrerebbe che la mia sia sbagliata, 6 razze invece che 4. Non è così, io mi sono rifatto ai disegni originali, come si può notare sotto.

 


Sui due fianchi della caldaia, in senso longitudinale, ci sono due praticabili.
Il pezzo N° 2 va sul fianco destro e il N° 3 su quello sinistro.


Nell'apposita impronta, sotto si salda il bordino 6 e 7.


Di testa si mettono le piastrine verticali 4 e 5


I gradini di accesso alla passerella (80) vanno piegati a 90°.
Prima di saldarli sotto la passerella, si deve inserire nell'impronta apposita la barra di sostegno (81) che poi va fissata sotto alla passerella.

Io, ho preferito usare, al posto dei pezzi 81, dei pezzetti di tondino di ottone da 3/10.

Una volta preparati i praticabili con gli scalini, ho aspettato a montarli sulla caldaia perché devono inserirsi bene nei tubi del vapore che scendono ai cilindri e quindi, prima, bisogna realizzare e posizionare questi.

 


Nella parte posteriore, in corrispondenza del focolaio, la caldaia, si raccorda alla cabina e al pianale tramite il pezzo 43.


Dopo averlo piegato si inserisce nell'impronta, un tondino (44) per lato.


Il compressore Westinghouse sul fianco destro della caldaia.


Tutti i pezzi che formeranno il compressore.


Preso un tondino 0,5 mm l'ho infilato in un pezzo di legno e ho inserito tutta la serie di anelli e tubicini secondo lo schema riportato sotto.


Tutte le parti montate.


 

IL PANCONE


Il pancone è abbastanza complesso da realizzare, si compone di molti pezzi.



La struttura principale (77) vista sui due lati.


Va piegata a U secondo le apposite linee, mentre i due fazzoletti che reggeranno le scalette si piegano ulteriormente a 90° in basso.

Sul davanti del pezzo 77 si fissa il 73 che è la parte con la chiodatura.


All'estremità frontale vi è una striscia chiodata (72) e a fianco un pezzo di pedana antiscivolo (73). 
Entrambe i pezzi si devono saldare sopra la parte  corrispondente del 77.
IL 72 va posizionato leggermente sporgente rispetto al filo del pancone.

I due gradini per salire sul pancone (79) vanno piegati a U.
Quindi saldati sulla piastra di sostegno.


IL pancone è retto da due spesse staffe che si saldano sul pianale della locomotiva.
Sopra si vedono i tre strati che, sovrapposti, formeranno la staffa.
In basso a sinistra la piastra, con l'impronta per la staffa.


Una staffa finita.


Una staffa fissata alla piastra che la collegherà al pancone.

GRUPPO CILINDRI


Foto tratta da internet di cui non conosco l'autore.
Il gruppo dei cilindri è, probabilmente la parte più complessa da realizzare, 
Ci sono due cilindri per parte sovrapposti, racchiusi da un blocco sagomato.


Quello superiore è facile da fare, basta tagliare della giusta misura due pezzi di tondino di ottone da 3mm. di diametro e arrotondare le due circonferenze estreme.
Per quello inferiore non ho trovato un tubicino da 4,5 mm. quindi ne ho preso uno da 5 mm e l'ho ridotto a misura.
Per questi ho anche previsto due dischetti fotoincisi per la chiusura di testa con il foro per l'inserimento dello stantuffo.


Per il sostegno dei cilindri e la loro giusta collocazione ci sono 3 sagome che prevedono il loro inserimento, quella centrale e quella posteriore sono lisce (46).


Quella anteriore (45) si differenzia per l'asola verticale e per i due fori.
Per il cilindro piccolo, ho fatto il foro di inserimento con il bordino inferiore sottilissimo, intanto per rispettare la realtà, poi perché, o si stacca in fase di fotoincisione, o lo si può staccare dopo, permettendo così di farlo aderire bene al tondino.
Per il cilindro grande ho fatto solo un'impronta parziale e il suo inserimento non presenta problemi di nessun genere.


Centralmente, in verticale vanno inseriti, nell'asola, i pezzi che formano la giunta.
Al centro quello liscio con il dente di incastro e lateralmente le chiodature.


Si saldano da dietro.


Il blocco cilindri viene chiuso sotto dal pezzo 58 che si vede qui sopra.
Va piegato secondo le apposite linee di indebolimento e sagomato sulla parte inferiore dei pezzi 45/46.


Dopo aver sagomato il pezzo 58, si posiziona il posteriore 46.


I tre strati fissati.
Quello anteriore va posizionato leggermente arretrato in modo che con la chiusura inferiore coincida il pezzo centrale della finta giunzione.
I cilindri superiori si infilano nei fori e si saldano.
Quelli inferiori si fissano nell'impronta dopo aver saldato davanti a ciascuno il tondino forato.

La chiusura superiore del blocco cilindri (47) appena staccata.


Il pezzo va sagomato sul gruppo cilindri.


Il blocco cilindri completato.
Nei fori dei cilindri in basso saranno inseriti gli stantuffi.



La piastra per fissare il sostegno anteriore della caldaia è composta da due pezzi che vanno uniti tra di loro dopo aver dato la curvatura della caldaia.


La piastra fissata sotto la caldaia.

 

 


LA CABINA


La struttura della cabina è comporta da due strati, questo per irrobustirla, e per poter realizzare anche le chiodature e gli spessori interni con un effetto di maggior realismo.


La cabina ancora attaccata alla lastrina.


Il rivestimento interno delle preti della cabina (91 e 92) ha uno scopo estetico e di rafforzamento della parete.
Deve essere allineato perfettamente con l'esterno e saldato.


La struttura della cabina vista di fronte.

 


Lateralmente


Dall'interno.


Il pavimento della cabina (14) visto da sopra e da sotto.


Sotto, sui lati, nelle apposite scanalature che si vedono sopra a destra, si devono saldare i profilini verticale (161).

La scatola ovale di uscita della leva di inversione di marcia (166) ha già l'impronta sulla facciata della cabina. Si deve sovrapporre un pezzo per avere il corretto spessore.


Il tetto della cabina (9) visto da sopra e dall'interno.
La rigatura interna, ha lo scopo di facilitarne la curvatura, ma anche di riprodurre la dogatura come nella realtà.


Il tetto deve essere curvato sul profilo anteriore della cabina stessa.
Da lato posteriore, va chiuso con la lunetta 10.
Negli appositi fori, nel senso longitudinale vanno fissati i due gocciolatoi 11.


Una delle due vedette al vero e nel modello (93 vedetta sinistra - 94 vedetta destra).


Il pezzo 12 è la copertura dello sportello di aerazione del tetto della cabina.
Prima di fissarlo si applica sotto il pezzo 13 che lo tiene sollevato.
Per aiutarsi a salire sulla cabina, c'è un tubo verticale che ho riprodotto applicando un tondino di ottone da 0,3 mm.

Il frontale del forno (15) vista davanti.


E dietro.


La struttura della fiancata del forno vista da sopra.


E dall'interno. Le righe di indebolimento aiutano a curvare il pezzo che va sagomato sul pezzo 15.
Qui si vede bene come vanno assemblate le parti.


Qui si nota come nella parte basa ci sia uno zoccolo che va piegato all'interno e deve assumere una posizione verticale, sia davanti che sui lati.


Lo sportello che chiude la bocca del forno, è formato da due piastre che scorrono comandate da una leva manuale.
Le due piastre collegate dalla leva (17) al centro, con ai lati le piastre con la chiodatura (!8) sinistra (19) destra.


Fissata la chiodatura sulla piastra, si piega la maniglia di 90° e si fissa il tutto sulle impronte ai lati della bocca del forno ( questa operazione l'ho fatta in seguito per la paura che lavorando le altre parti potessi urtare la manopola sottilissima e spezzarla).

In alto c'è un gruppo di rubinetti in ottone che ho dovuto sintetizzare a causa della complessità e delle dimensioni.
Nell'apposito foro ho inserito il pezzo centrale 26, lateralmente, sia destra che a sinistra due pezzi 27 (simili al 26, ma senza la parte del perno), a questi ho inserito a sinistra il rubinetto 28 e a destra il rubinetto 29.
A questi rubinetti saranno attaccati dei tubi.


Sul retro della cabina ci sono due respingenti fissi.



Il pancone sul retro della locomotiva (33) ha l'impronta per i due respingenti che sono formati da 5 strati del pezzo 50.




Il pezzo con i respingenti montato.


La striscetta con la chiodatura da inserire sul pancone del retro (34).

APPLICAZIONE DEL BIELLISMO.


 

 

ASSEMBLAGGIO DELLE VARIE PARTI


Il telaio della BR56 staccato e pronto a essere elaborato per adattarlo alla 735.

 


Il pancone della BR56 staccato dal suo telaio per fare posto a quello della 735


La freccia gialla indica la posizione dove di trovavano i cilindri della BR56


Lo sportello fissato davanti alla caldaia, è un particolare molto delicato e quando si decide di montarlo, si deve poi fare molta attenzione a non danneggiarlo con urti.


Una vista di fronte della cabina con la caldaia fissata.


La cabina fissata alla caldaia.


Nella parte sottostante, in corrispondenza della vite di fissaggio che si usa per bloccare il telaio della BR56 ho praticato un foro, sul quale salderò un dado M 1,4. il foro consentirà alla vite di entrare nella caldaia invece che forzare su di essa.


Dopo il dado, ho fissato un tubetto che nasconda la vite e tenga alla giusta distanza la caldaia dal piano del telaio sottostante.

 


Le maniglie  montate sul lato della cabina.

 


Le ringhiere per aiutarsi a salire sui praticabili.
Qui si vede bene anche come va realizzata la fresatura per posizionare i praticabili incastrati nei tubi che scendono ai cilindri.


I tiranti di sostegno del pancone, sono dei tondini da 3 mm collegati alla parte inferiore della caldaia.
Le staffe che sostengono i praticabili vanno piegate e fissate alla caldaia, posizionandole nell'asola sotto al pezzo di staffa in rilievo sulla caldaia.
Quindi si saldano sotto al praticabile.


Con un tondino di ottone 0,5 mm. ho realizzato la leva di inversione di marcia che è sul lato sinistro e entra nella cabina.


Le staffe di sostegno del compressore (49) che sarà posizionato sul lato destro. Le staffe vanno montate anche sull'altro lato.


Dopo averle piegate, si fissano alla caldaia inserendo le asoline nelle piccolissime tacche che ne facilitano il giusto collocamento.


Il compressore fissato alle staffe.


La lamiera zigrinata (160) che serve come raccordo per passare dalla cabina della locomotiva al tender.


Lungo la caldaia ci sono due corrimano per lato ad altezza diversa, quello sopra è un po' più corto.
Sono molto delicati ed è consigliabile montarli il più tardi possibile, anche dopo aver fissato i tubi esterni alla caldaia.


Il corrimano inferiore ancora nella lastrina.


Quello superiore.


I corrimano fissati sulla caldaia per aiutarsi quando ci si sposta sul praticabile.


Lungo la caldaia ci sono diversi tubi che portano il vapore e quelli che vanno dalla sabbiera posta in alto sino in corrispondenza delle ruote motrici.
Per realizzarli ho usato i fili di rame interni di un normale filo per la luce.


I pezzi che compongono il gancio realistico.
Mentre sul retro del tender metterò un gancio modellistico, sul davanti della locomotiva ho intenzione di mettere un gancio realistico snodato.
Ne ho già montati diversi per altre locomotive, ma questo mi ha creato molto meno problemi.

 


Il gancio montato aperto.


E chiuso.

 


 

TENDER CASSA

L'unica possibilità di inserire una motorizzazione, per questa locomotiva, è di posizionarla nel tender.
Per realizzare un modello motorizzato si dovrà praticare una apertura sul fondo della cassa del tender tale da far passare la motorizzazione, e non si dovrà inserire l'intero contenitore del carbone, ma solo la sua parte superiore chiodata.
Questo modello sarà folle, quindi il pezzo della cassa è chiuso inferiormente e prevede l'inserimento della cassa carbone, come nella realtà.

La copertura superiore del serbatoio (104) va piegata a Z seguendo le linee di indebolimento.


Le parti separate e assemblate delle botole di sfiato rotonde laterali.

Il pezzo 128 va sovrapposto al pezzo 127 e il tutto saldato da sotto in corrispondenza degli appositi fori. Il tubetto dello sfiato lo monterò in un secondo tempo per evitare che l sua sporgenza possa farlo rompere durante la lavorazione.


Il disegno originale della boola per il carico dell'acqua.


La botola per il carico dell'acqua, è composta da una struttura verticale (126) e dal coperchio (125).
La struttura va sagomata esattamente nell'impronta apposita e poi saldata al tetto.
Il coperchio, dopo aver fissato le maniglie (132), si centra sulla struttura in modo che le cerniere, ripiegate in basso, tocchino la struttura stessa.


La base e le fiancate del tender viste dall'esterno (103).


E dall'interno.
Nelle apposite impronte si devono saldare due dadi per il fissaggio al telaio, è bene fare un fissaggio molto forte, in quanto, una volta chiusa, la cassa del tender non sarà più apribile e un distacco dei bulloni sarebbe un guaio irreparabile.


Le pareti si piegano a 90° rispetto alla base.
Nel punto di raccordo si deve ottenere una curvatura.
L'operazione è facilitata dalle righe interne di indebolimento.


Per facilitare l'operazione mi sono fatto una dima di legno.


Fatta la piegatura ho controllato con la parete di fondo che fosse corretta e che i profili combaciassero.


Parete di fondo 107.


Sul retro della parete di fondo va saldato il pezzo di rinforzo 106 che serve anche  vanno saldati assieme facendo attenzione al'allineamento, i fori e le asole devono coincidere perfettamente.


I due gradini 123 vanno posizionati nelle asole laterali e in basso, il 124 nell'asola centrale in alto.
Tutti e tre si possono saldare da dietro.


Lateralmente ci sono due maniglioni per aiutarsi nella salita (122) che vanno fissati negli appositi fori. Nel forellino centrale, in alto, si fissa il porta lanterna (135)


La cassa contenente il carbone (105) vista sui due lati.


Va piegata secondo le linee apposite e saldata.


Le asole che si vedono servono per fissar i ganci porta attrezzi che metterò in un secondo momento.


La cassa del carbone incastrata nel resto del tetto.
In altezza va posizionata a filo della parte con la chiodatura.


la parete del tender dal lato della locomotiva (115).


Nel vano per gli spalatori, ci sono due ripostigli (117 sinistro e 118 destro). Questi sono i pezzi visti sui due lati.


Chiusi, uno senza lo sportello superiore, l'altro con lo sportello fissato.


Due vani porta oggetti sono ricavati lateralmente alla cassa carbone, sono chiusi da due sportelli (111 a destra e 112 a sinistra). Gli sportelli si saldano dall'interno attraverso l'apposita apertura.


I mobiletti e gli sportelli dei vani attrezzi fissati. Manca uno sportello del mobiletto perché durante la fotoincisione si è staccato ed è andato perso.
Sotto, la pedana incastrata nelle asole e saldata.


Il pezzo assemblato e inserito davanti alla cassa del tender.


A sinistra il disegno dello sportello del vano porta oggetti di destra, a fianco la vista di fronte.


Il freno a mano (121).


L'asta deve poggiare sul pavimento e i sostegni orizzontali si infilano negli appositi forellini per essere saldati sul retro.
Il vano carbone è chiuso da una paratia (108).
Sotto ad essa si deve posizionare una pedana (153)

 


 

PIANALE TENDER


Il pianale visto da sopra.


E da sotto.


Il pianale è sostenuto da 2 travi a C longitudinali, io ho realizzato due pezzi (137) che piegati a L si inseriscono nella scanalatura. Sopra si cede il pezzo 137 piatto e, in mezzo, piegato a L.
Le travi sono chiodate, ma non era possibile fare la chiodatura direttamente sul pezzo 137 così ho previsto due piattine (138) apposite, da inserire all'interno delle travi.


Le travi a C fissate sotto al pianale.


Sul retro, il pianale ha una pedana zigrinata su cui appoggia una cassa porta attrezzi che può essere rimossa. A sinistra, in alto il pezzo 139 con la piastra zigrinata e sotto il frontale 140 con i dettagli, a destra il pezzo 139 piegato a 90°.


Il pianale e la piastra zigrinata  (139) montata.


Respingenti e gancio centrale fissati.


Il gancio di collegamento tra la locomotiva e il tender l'ho fatto con un tubetto di recupero, in una futura lastrina dovrò studiare un sistema di aggancio migliore.




La struttura della cassa (130) e il coperchio (131).
La struttura va semplicemente piegata, è bene saldare internamente le parti piegate per irrobustirle.
Prima di posizionare il coperchio ho fissato le maniglie per aprirlo (132 freccia blu), quelle frontali (132 freccia verde), quelle laterali (133 freccia rossa), i due ganci porta lanterna (135 freccia gialla) e ripiegate a 90° le cerniere.


La cassa porta attrezzi sul retro posizionata.


Un'altra delle cose andate perse in fase di fotoincisione sono le scalette di accesso al retro del tender. Le ho fatte con pezzetti di recupero.

 

CARRELLI TENDER


La struttura dei carrelli (149) vista sui due lati.


Si deve piegare come da linee apposite.
In corrispondenza delle pieghe è bene rafforzarli con della saldatura.

A questo punto si deve montare la struttura esterna dei carrelli con boccole e balestra, ma un problema con la lastrina ha fatto si che mancassero gli elementi principali.
Per il momento, quindi, il modello ne apparirà privo e verranno realizzati con la prossima lastrina.

 


 

Finita:


Fianco sinistro.

 


Fianco destro


Vista da dietro.


Il tender finito.


Visto da dietro.


Locomotiva e tender agganciati.



Sul plastichetto del nipotino.

Sotto, alcuni scatti della 735 colorata, mancano le marcature e, come già detto i carter sui carrelli del tender.
Sto tentando di farli con pezzi di recupero di vecchie lastrine, ma sono complicati e con listelli molto sottili e non so se ci riuscirò.