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io e i miei trenini

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Corbellini 2^ classe scala N - Il telaio

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Indice
Corbellini 2^ classe scala N
Il telaio
La cassa
Assemblaggio e coloritura
Tutte le pagine

IL TELAIO

Il pezzo del telaio appena staccato visto da sotto.


Per prima cosa, ho piegato i bordi longitudinali. 
Essendo molto sottili e lunghi mi sono aiutato con degli angolari di alluminio stretti nella morsa.


Dopo aver  bloccato il pezzo a filo della linea di indebolimento, con un righello di alluminio l'ho ripiegato a 90°. Ho ripetuto l'operazione anche sul lato opposto.


I bordi laterali piegati visti da sotto.


Quindi ho piegato i bordi delle due testate.


Le due linguelle centrali si devono ripiegare verso il centro come da foto e serviranno per agganciare le molle collegate ai porta ganci.


Il controtelaio 2,  con la tiranteria, ha 4 spine che ho piegato a 90°.


Controllo che si inseriscano nei corrispondenti fori del telaio (sono chiusi e devo aprirli con una punta da trapano).


Taglio un pezzetto di tubicino da 1 mm. e lo inserisco nell'apposita spina a formare il serbatoio 20.


Il pezzo per il set di batterie ancora da piegare.


Piego sulle linee di indebolimento i cassoni 7 li saldo dall'interno e poi, inserite le spine negli appositi fori le saldo da sotto.
Stessa procedura per il set di batterie 8.


Quindi ho lisciato la parte inferiore eliminando le spine e lo stagno in eccesso e ho ricollocato l'insieme in posizione inserendolo nuovamente nei fori.

I CARRELLI


Ho piegato la struttura dei carrelli (pezzi 11) secondo le linee di indebolimento.
Li ho rinforzate dall'interno con stagno.


Ho inserito le ruote diametro 6,2 mm. di Benno, che scorrono in modo fluido.


Il porta gancio l'ho piegato seguendo le linee di indebolimento e ho dato un punto di stagno all'interno della piega. Qui si vede il pezzo appena staccato e piegato.
La parte superiore sarà ripiegata dopo che avrò inserito il gancio e la molla.


Posizionando il pezzo sotto al telaio nasce un problema: il porta gancio, tirato tutto indietro sino al limite dell'asola per la vite di bloccaggio, e per poter inserire il perno di movimento, tocca il bordino ripiegato della testata del telaio. Questo impedisce il movimento necessario per l'allontanamento.
L'asola di fissaggio avrei potuto allargarla, ma il forellino è troppo vicino al porta gancio per trasformarlo in asola.
Ho quindi scelto un'altra soluzione: combinare la parte dell'asola con un porta gancio che avevo e che era stato realizzato da Nino Rizzo per il Ddm.


Il porta gancio del Ddm aperto e piegato. Il pezzetto in alto a sinistra è il coperchietto sul quale dovrò saldare il rivetto di scorrimento nella scanalatura del telaio per l'allontanamento.


Eccolo  saldato.


Ho inserito nel porta gancio la molla e un gancio in ottone che avevo acquistato dall'Ennegozio dell'ASN invece che quello in plastica in dotazione. Ho quindi messo il coperchietto inserendo le spine nelle apposite asole e le ho ripiegate per bloccarlo. Devo dire che la soluzione studiata da Nino Rizzo è, a mio avviso, la migliore e più robusta che abbia avuto modo di usare. Oltre ad avere una mobilità dl gancio perfetta.


Non mi è rimasto che tagliare il porta gancio del kit e saldarlo a quello del Ddm facendo attenzione che sia bello dritto e la distanza del perno dall'asola ne consenta un libero movimento.


Il porta gancio visto da sotto.


Il carrello e il porta gancio fissati sotto al telaio. Come si vede, ora, c'è spazio sufficiente per consentire una libera rotazione.


I due carrelli montati per provarne il corretto funzionamento.


I laterali del carrello sono in resina. A sinistra come si presentano nella confezione e a destra puliti delle parti di scarto.


I laterali dei carrelli li ho incollati in posizione sul carrello in ottone, prima con una goccia di colla ciano acrilica, al centro, per bloccarli, e poi ho consolidato l'incollaggio con una colla bicomponete, più lenta ad essiccare, ma molto più resistente.


Una prova di posizionamento.



 

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