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io e i miei trenini

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modulo deposito locomotive

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Indice
modulo deposito locomotive
Binari e scambi autocostruiti
Comandi per scambi
L'officina
I 2 depositi locomotive
Tutte le pagine

Modulare GasTT
Modulo deposito locomotive

Con gli amici del GasTT abbiamo deciso di realizzare un plastico modulare.
Qui descrivo la costruzione del doppio modulo denominato "deposito locomotive".
Si tratta di due pannelli da cm. 550 x 996, quindi le misure totali sono 550 x 1992.
Per avere più spazio per il deposito sposterò la piena linea quanto più possibile verso lo spettatore, entrando nel deposito ci sarà un fascio di binari che porterà a un deposito/officina con fosse di ispezione.
Il pannello di sinistra ospiterà l'officina.
Quello di destra 2 depositi locomotive che per lo smistamento, non avendo spazio per un ampio fascio di binari, utilizzerà un trasbordatore che darà accesso a 10 binari.


I pannelli visti da sotto. Per tutta la lavorazione li terrò uniti come uno unico.


Questo è il piano su cui sorgerà il deposito.


Dopo aver disegnato il tracciato della piena linea, per prima cosa, ho posizionato le basette che serviranno per l'unione dei binari nel punto di congiunzione dei due pannelli. Dopo aver spessorato con un pezzo di legno, ho incollato due pezzi di vetronite su cui salderò le estremità delle rotaie.


Questo è un momento importante per il modulare TT, é stato posato il primo binario di quella che sarà una lunga serie...
Qui si può vedere lo spostamento della linea, dalla posizione standard, verso lo spettatore per poi rientrare nella posizione normale.
Ho eliminato alcune traversine nella parte estrema, e dopo aver determinato l'esatta posizione del binario, ho saldato le rotaie alla basetta di vetronite.
Tra le due rotaie, la basetta in rame, viene sezionata per evitare cortocircuito.


Il dettaglio della basetta.


I due binari della piena linea posizionati.

Qui vediamo lo schema dei binari in una visione dall'alto. I binari con le traversine sono di produzione industriale, mentre quelli con solo delle basette di vetronite sono integralmente auto costruiti.


Il deposito visto dall'ingresso. Sullo sfondo una sagoma di prova dell' officina.


Dopo aver fatto tutti i collegamenti elettrici, ho iniziato il lavoro di finitura.
Ho subito sistemato nella correttta posizione le traverse limite.


Ho messo uno strato di ghiaia che verrà poi ricoperto di terra.


Ho coperto con della terra setacciata molto finemente e ho lasciato che, qua e la, spuntino delle pietre.


Il primo tratto del muro di cinta l'ho fatto in mattoni.


Tra i tratti di muro ho messo dei pilastrini e sopra, dato che il muro é un po' basso, ho piazzato del filo spinato.
Questo vuole essere il muro più vecchio del deposito, poi, ho immaginato che espandendosi sia fatto con muri più moderni.


Binari e scambi autocostruiti:


Ho anche deciso di autocostruirmi parte dell'armamento.
Avevo già iniziato questa autocostruzione di binari per un diorama che avevo in mente di fare, e l'ho adattata al deposito.
Possiedo diversi binari flessibili scala N codice 80 che non utilizzerei mai perché il mio impianto N ha l'armamento codice 55.
A occhio le rotaie di questi binari mi sembravano simili alle rotaie TT e infatti, controllando, entrano perfettamente e senza sforzo nelle scarpette TT, sono anche perfettamente allineati come filo del ferro.



Le traversine le ho realizzate con strisce di vetronite per facilitare la saldatura delle rotaie. Per tagliarle mi sono servito di un comune taglia carta a cesoia.


Le striscioline da 3 mm le ho ridotte alla lunghezza delle traversine-
Non ho curato assolutamente la precisione in quanto, le traversine, a lavoro finito saranno annegate nel "cemento" o coperte dalla terra e non si vedranno.

aver Disegnato lo schema del fascio di binari, ho incollato leggermente i pezzetti di vetronite che formeranno le traversine su cui saldare le rotaie.


Mi sono fatto una dima con un pezzo di zinco per verificare continuamente la giustezza dello scartamento.

 


Dopo aver sfilato una rotaia del binario flessibile, ho segnato i due punti dove gli aghi si inseriranno nel binario e ho fresato in modo decrescente metà del binario stesso.

 


Sempre con lo stesso sistema, ma su una lunghezza maggiore ho fatto la punta degli aghi controllando che si inseriscano bene nella fresatura del binario.
Ho dato le giuste pieghe seguendo il disegno e assicurandomi che ci sia perfetto allineamento tra aghi e binari e li ho saldati solo nella parte del cuore, lasciando libere le estremità fresate di muoversi.


Il particolare della punta dell'ago.


Sempre servendomi di una lima ho assottigliato le estremità di due pezzi di rotaia e le ho saldate assieme formando il cuore dello scambio.


L'ho posizionato sulle traversine e ho dato la giusta curvatura prima di brasarlo.
Posizionato sulle traversine


Con due piccoli spezzoni ho realizzato le controrotaie che permetteranno il mantenimento delle ruote aderenti alla rotaia continua, mentre le altre attraversano il cuore dello scambio (in caso contrario c’è il rischio di sviamento).


A questo punto non è rimasto che comporre lo scambio assemblando le varie parti e controllando continuamente lo scartamento con la dima.
Man mano che procedevo brasavo il binario alle traversine facendo attenzione a fare saldature solide ma che non intralciano il passaggio delle ruote, quindi, dove è stato possibile, le ho fatte sull'esterno della rotaia.


Ho brasato le estremità degli aghi a una traversina un po' più lunga facendo in modo che se un ago tocca il suo binario, l'altro ne resti ben staccato.
Verificato il corretto funzionamento, lo scambio è praticamente finito.
Mancano i collegamenti elettrici e meccanici per farlo muovere.


Comandi per scambi:

I comandi  per gl scambi me li sono costruiti con il sistema dei tiretti sottoplancia.


Per prima cosa ho fatto i perni che dovranno inserirsi nel foro della traversina dello scambio per determinarne lo spostamento. Ho creato una L con del tubetto di rame da 1 mm e all'interno ho inserito e brasato un tondino da 3/10 lasciandolo sporgere abbondantemente. E' importante che la brasatura dell'angolo sia robusta e non possa lasciar piegare il pezzo verticale.


Ho preso una barra filettata da 3 mm e l'ho tagliata della lunghezza giusta, ho inserito la barra in un mammut sino a metà e l'ho bloccata con la vite. Qui di mammut se ne vedono due, ma quello in basso servirà solo per l'interruttore. Ho infilato la spina fatta in precedenza nell'altra metà del mammut e anche questa l'ho bloccata con la vite.


Qui si vede, in alto, la barra che esce  dal foro e servirà per il movimento. I basso, la spina, attraverso un foro praticato prima di posizionare lo scambio, va ad infilarsi nel forellino della traversina dello scambio e farà muovere gli aghi.


Ora mi sono dovuto fare i supporti per gli interruttori. Una parentesi, di interruttori ne basta uno se è  bipolare e come si vedrà in seguito ho utilizzato anche questo sistema, ma io avevo parecchi interruttori unipolari e allora li ho accoppiati a due a due ottenendo lo stesso risultato; ecco perché di mammut ne ho messi due.
Qui non ci sono particolari problemi, solo due avvertenze: l'altezza deve essere calcolata in modo che l'interruttore entri nei mammut in modo esatto, ne forzato ne scarso da poter scivolare via; la distanza tra i due interruttori deve essere quella esatta tra i due cilindretti dei mammut.


Qui si vedono montati due comandi diversi, uno con due interruttori e uno con un solo interruttore. Le piastrine di forex fissate sopra al perno che entra nella traversina servono per impedire che lo stesso si sfili cedendo verso il basso. Infatti, il perno, entra nella traversina solo per un paio di mm.
Gli scambi 5 e 6, qui raffigurati, sono posti esattamente uno sopra all'altro e per non ostacolare il movimento dei tiretti, ho dovuto inclinare la parte terminale. Lavorano un po' di sbieco, ma funzionano benissimo.


I tiretti con la barra dritta.


quando sono stato sicuro che tutto funzionava, ho accorciato i perni tagliandoli a raso traversina.


L'officina:

Come si era visto nelle foto dall'alto, entrando nel deposito, sullo sfondo, ho collocato un edificio che ha la funzione di officina e deposito.
Questo edificio sarà liberamente ispirato a uno realmente esistente nel deposito locomotive di Genova Rivarolo.
Ci saranno 4 binari e ciascuno avrà la sua fossa di ispezione.


Qui vediamo 2 binari con le rotaie già interrate nel pavimento dell'officina e due ancora da interrare.


Il basamento completamente finito.


Dettaglio delle fosse.


Una vista laterale.
In alto i due binari della piena linea che curva all'esterno per lasciare spazio al deposito.


Con la fotoincisione mi sono fatto i chiusini e i tombini da inserire nei marciapiedi.


Eccoli inseriti.


Il dettaglio ingrandito.


Le pareti dell'officina le ho realizzate con forex 3 mm. Le decorazioni architettoniche con cartone per guarnizioni di motori spesso 1 mm. Ho anche inciso delle sbrecciature dell'intonaco che poi colorerò.


Sugli angoli dell'edificio ho previsto un bugnato realizzato sempre con cartone per guarnizioni di motori.


Chiuse le pareti ho rinforzato la struttura con travi trasversali e pilastrini sugli angoli.


Le falde del tetto le ho fatte con forex 3 mm rigandolo a mano a imitazione delle tettoie in lamiera ondulata.



L'edificio con il tetto montato e una mano di fondo come coloritura.


I lucernai montati.


I fermacarri interni li ho realizzati con spezzoni di rotaia scala N saldati.


Eccoli montati al termine dei binari.


Visti dal fondo.


Attraverso i finestroni.


Una vista dell'interno.


L'officina dall'esterno.


Un'altro stato di avanzamento dei lavori.


 

I 2 depositi locomotive:

Il pannello di destra ospita il deposito vero e proprio. 
Anche questi, come l'officina riproducono abbastanza fedelmente il deposito di Genova Rivarolo.
Si tratta di due costruzioni, servite da un ponte trasbordatore, costruite con forex e materiali vari.
Tutti i serramenti sono stati realizzati, da me, in fotoincisione.
In ciascuno dei corpi, metà del tetto è asportabile per interventi all'interno.
Per un maggior realismo, alcuni portoni saranno tenuti chiusi, questo ridurrà la possibilità di ospitare locomotive, ma ce n'è, comunque, a sufficienza.
Per il momento ho realizzato solo una palazzina per uffici, ma in seguito ne saranno inserite altre.


Una visione generale del modulo di destra con i due depositi locomotive.


In basso a destra si vede la deviazione che porta, dalla piena linea, al deposito.
I semafori sono la sola cosa non autocostruita, ma un gentile omaggio di Nino Rizzo Borrello.


Un'altra visuale della deviazione.


Il portale per la linea aerea che passerà sull'incrocio e gli scambi.


L'ingresso al deposito.

Una vista dell'interno con, a sinistra, il gruppo di filtraggio, esatta riproduzione di quello esistente nel deposito locomotiva di Genova Rivarolo.


Il ponte trasbordatore (ancora da finire) visto da dietro.


Oltrepassato il ponte trasbordatore c'è un tronchino.

A Novegro 2013 ha fatto il suo esordio il modulare del GASTT de, anche se incompleti, erano presenti i miei 2 moduli.

 

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