ferromodellista

io e i miei trenini

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Indice
Il plastico modulare scala N
La stazione
I binari
I marciapiedi
Il sottopassaggio
Il corpo centrale
Gli uffici
Il vecchio magazzino
Il piazzale
La zona a valle
Il campo da tennis
L'ex dazio
Tutte le pagine

Chi segue da tempo i miei lavori su questo sito sa che avevo iniziato, e portato a buon punto, un plastico ovale, ma adesso, le mie esigenze sono cambiate. Ho scoperto l'auto costruzione e i mezzi in ottone sono pesati e talvolta con passi lunghi, perciò hanno bisogno di curve ampie e pendenze dolci. Tali caratteristiche non si addicono ad un ovale, quindi mi sono trovato a dover fare una scelta: o continuavo a costruire mezzi senza poterli far circolare tutti, o cambiavo il mio concetto di plastico. Ho inziato a pensare ad un plastico modulare che mi permetta di non avere limiti in lunghezza anche se li aumenta in larghezza. Dopo essere stato a Novegro e aver visto alcuni moduli stupendi fatti dagli amici dell'ASN non ho più avuto dubbi.  Per l'uso "quotidiano" sarà limitato a un modulo da m. 1,2 e due anelli di ritorno. Praticamente un grosso diorama operativo. Quando avrò realizzato più moduli, la sua dimensione sarà molto estesa. Ho la fortuna di avere un giardino e di vivere a Chiavari dove gran parte dell'anno posso montarlo all'esterno (certo c'é la scocciatura di montare e smontare, ma non si può avere tutto...). Il soggetto sarà sempre lo stesso, il nodo di Rivarolo Ligure, ma questa volta, grazie ai moduli potrò fare tutto in scala vera. Prima, la limitazione a m. 2,10 mi imponeva una stazione cortissima con marciapiedi che erano lunghi come una locomotiva e una carrozza, ora saranno lunghi un metro e venti. Il progetto iniziale prevede 4 moduli che partono dal bivio per la succursale dei Giovi e arrivano oltre i ponti che passano sopra la linea in uscita dalla stazione. Poi, se e quando ci riuscirò, vorrei prolungare verso Genova e fare il deposito locomotive. Iserire la deviazione per il Campasso con il grosso scalo. E infine prolungare la linea verso i Giovi con la stazione di Pontedecimo che mi è sempre piaciuta molto. Detto così mi sembra una mole di lavoro che non riuscirò mai a portare a termine, ma avendo intenzione di finire ogni modulo prima di iniziarne uno nuovo... dove arrivo arrivo.
Altra cosa che mi propongo di fare é quella di eseguire il plastico con lo stesso rigore realistico che si applica alla costruzione dei rotabili. Non più fantasia, ma documentazione fotografica. Anche se qualche licenza sono convinto che me la prenderò.
Il plastico sarà adeguato alle norme ASN che sono basate su un modulo di cm. 40x40 in modo che magari, un giorno, lo potrei portare a qualche esposizione e collegarlo ai moduli dell’associazione.
Per chi volesse  prendere visione delle norme ASN questo é l'indirizzo web: http://www.amiciscalan.it/home.php?main=modellismo&page=norme/01_introduzione.php

 

 


Lo stato attuale dei lavori.

 


 

La Stazione:

Rivarolo è dotata di una sua stazione ferroviaria sulla linea dei Giovi. A valle porta alla stazione di Sampierdarena con diramazione verso la riviera di ponente e verso le stazioni di Genova Principe e Genova Brignole con proseguimento per la riviera di levante. A monte passa per Bolzaneto, Pontedecimo, sale verso i Giovi, attraversa l' Appennino e sbuca a Busalla. 
La linea é percorsa esclusivamente da treni regionali.


L'esterno della stazione in una cartolina dei primi del '900.


L'edificio della stazione di Genova Rivarolo allo stato attuale ( foto Sergio Marini).


La stazione vista dal secondo binario guardando verso monte.


Sempre guardando verso monte, si vedono i due ponti metallici della linea per Mi/To che passano sopra la linea dei Giovi.


Da questa visuale si capisce meglio la struttura della stazione. A destra c'é un binario morto, al centro i due binari di corsa, in basso a sinistra si intravvede (semi interrato) il binario morto che serviva il vecchio magazzino, ancora più a sinistra c' é un binario che entra nell'edificio con la serranda chiusa e infine sullo sfondo all'estrema sinistra si intravvede lo scalo.

 


 

I binari:

Per la scelta dei binari mi sono orientato su Peco codice 55, ho acquistato i flessibili peché sono lunghi e devo fare meno giunzioni.


Per prima cosa ho tolto le ultime due traversine alle estremità (dopo si vedrà il perché) e ho colorato sia i binari che le traversine. Ho preso dell'acrilico terra di Siena bruciata e l'ho modificato con del nero sino ad ottenere la tonalità voluta e che più si avvicina alla ruggine. Ho spruzzato il colore con aerografo prima da un lato e poi dall'altro assicurandomi che ogni parte sia coperta senza eccedere nella quantità per non perdere i dettagli. Appena il colore ha iniziato ad asciugarsi, semplicemente passando un'unghia sul ferro dei binari,  li ho puliti facilmente (nella foto solo il pezzo piccolo é pulito e si nota la differenza con gli altri).


Per la giunzione tra i pannelli ho deciso di seguire il metodo illustrato da Mario Malinverno sul forum ASN. Ho incollato in corrispondenza del terminale dei binari un pezzo di balsa da mm.1,5 per la larghezza di un cm. circa.


Ho preso un pezzetto da cm. 1 di vetronite e a metà ho tagliato la parte di rame in modo da creare un isolamento.


Ho incollato la piastrina sul rialzo di balsa.


Lo spessore ottenuto porta il rame esattamente soto al binario (ecco perché avevo tolto le traversine). Ho incollato il binario al sughero con della colla Artiglio e ho saldato gli spezzoni terminali alla vetronite, ottenendo un ottimo fissaggio e un collegamento elettrico facile da gestire. Inoltre non ci saranno scostamenti quando collegherò il modulo con quello adiacente.


I marciapiedi:

I marciapiedi della stazione di Rivarolo sono 2, quello davanti all'edificio e quello tra il 2° binario e il binario morto.
Quello del 2° binario é lungo circa (tutte le misure sono calcolate da una foto dal satellite) 216 metri per una larghezza di 6 metri e mezzo corrispondente, nella riduzione 1:160, a mm. 1350 x 39. Quindi, in lunghezza, il marciapiede non sarà interamente contenuto nel modulo, ma proseguirà su quello adiacente nella direzione mare.


Dal marciapiede del 2° binario guardando verso il marciapiede del 1° binario.
Il piano dei marciapiedi deve stare mm. 1,5 sopra la linea del ferro. Quindi mm. 6,3 rispetto al compensato. Ho deciso di utilizzare del compensato da mm. 4 su cui incollo del legno di balsa da mm.1.5 che ho già, quindi mi mancano mm.0,8 che recupero da strisce di cartone incollate sotto. La parte superiore la faccio con il legno di balsa perchè si taglia benissimo ed é morbido a sufficienza per fare delle incisioni leggere.


Qui il marciapiede manca della finitura in balsa da mm 1,5 ma ha già quella laterale ottenuta tagliando striscioline di balsa e incollandole al compensato per non far vedere gli strati.


Come ho detto, pensavo di realizzare i marciapiedi in balsa e poi colorarli, ma sono riuscito a trovare dei fogli di bettonelle (art. 7372 della Vollmer) che sono praticamente identiche a quelle reali, unico problema i fogli hanno l'orientamento delle bettonelle longitudinale, mentre nella realtà sono trasversali, ma credo sia un particolare trascurabile, l'effetto sarà simile. Ho tagliate dei pezzi della larghezza del marciapiede meno 3 mm. che è lo spazio occupato dai bordi in muratura. Il pezzo più delicato è quello intorno alle scale, ho fatto le giunte in prossimità dell’ingresso dei sottopassaggi dove c’è un giuntura in cemento che lo maschererà bene.


Le bettonelle che ho trovato sono grigie, mentre a me servono rosse anche se nella realtà sono molto sbiadite. Per rimediare ho preso del rosso ossido in polvere finissima (quello che nei negozi di belle arti si acquista per fare gli affreschi) e l’ho strofinato con le dita sulle bettonelle cercando di non renderlo troppo uniforme.


Fatta cadere la polvere in eccesso ho fissato tutto con del fissatore spray acrilico per pastelli, opaco.


Sul marciapiede ci sono delle botole in metallo che permettono di accedere a impianti interrati, le ho realizzate con il calpestabile di scarto di una sogliolina Lineamodel. L’ho tagliate di misura, le ho posizionate sulle bettonelle e con un coltellino molto affilato ho inciso leggermente il cartoncino attorno alle piastre. Con la punta del coltellino ho sollevato uno strato sottile del cartoncino e l’ho tirato via. Si è creato così un incasso dello spesso re di circa 3/10 di mm dove andrò a inserire le piastrine che risulteranno a filo del marciapiede e non in rilievo.


Ho colorato le botole con il grigio. Lasciato asciugare il colore, ho incollato le piastine al loro posto. Attorno ho sporcato con del grigio cemento.


Ho incollato sul modulo il piano del marciapiede mettendo sotto al centro una striscia di nastro da carrozziere per dare una leggera bombatura che scende verso l’esterno su ambo i lati.


Dettaglio con i sottopassaggi.


Ora devo realizzare il bordo dei marciapiedi. E' formato da pietre grigia (forse arenaria) larghe circa 25/30 mm. Subito ho pensato di utilizzare un angolare di plasticard 2x2, ma alla prova é risultato un poco largo e troppo sottile di spessore per cui avrei dovuto spessorarlo per tutta la lunghezza per pareggiarlo alle bettonelle. Allora ho preso del cartoncino che si usa per fare i passepartout delle cornici dello spessore di mm.1,5 e ne ho tagliato delle lunghe strisce da mm.4. L'ho inciso per tutta la lunghezza a mm. 1,5 dal bordo superiore e ogni 3 cm. ho fatto una tacca verticale ad imitazione dei giunti.


Questo cartone ha la caratteristica di poterne strappare una parte che viene via con una certa regolarità. Ho eliminato la parte inferiore in modo che quella rimasta appaia come la sporgenza del bordo.


Con la pressione di un dito ho spianato il pelo sollevato, ma non troppo.


L'ho sporcato con le solite polveri da affresco e l'ho incollato sul fianco del marciapiede curando il più possibile che la parte superiore sia a filo delle bettonelle.


 

Il sottopassaggio:

Per prima cosa ho pensato di realizzare il sottopassaggio, in modo che per inserirli smonto il piano binari ora che é spoglio.
IL sottopassaggio, scende dal 1° binario con una rampa di scale per risalire al marciapiedi del 2° binario con due rampe.


Questo é il sottopassaggio del 1° binario


Questo é quello del 2° binario.


Mi sono fatto uno schizzo in scala del sottopassaggio a due rampe (per quello del 1° binario elimino la rampa di sinistra).
Le rampe delle scale sono composte da 20 alzate da 1 mm e da 19 pedate da 1,8 mm. Subito pensavo di farle con del cartone, ma nelle prove fatte, gli spigoli, non venivano precisi. Ho provato con il legno di balsa e il risultato é ottimo. Si taglia meglio del cartone e gli spigoli sono perfetti.


Ho acquistato una tavoletta di balsa mm. 1x100x1000. Ho tagliato 38 pezzi da mm. 15 x 20 e li ho incollati sovrapposti lasciando la pedata che sporga di mm. 1,8. Ho prestato molta cura nell'allineamento laterale per farli aderire bene alla parete. Per l'incollaggio ho usato vinavil, non secca subito permettendomi un posizionamento accurato, ma abbastanza da non doverlo tenere sotto pressione.


Ho realizzato due semi rampe per non lavorare su una scala troppo sporgente.


Quindi le ho unite a formare un'unica rampa.


Realizzate le due rampe ho fatto uno schizzo per l'esatto posizionamento sulla parete di fondo.


Sagomata la parete con il varco tra le scale l'ho incollata alle rampe lasciando libero l'ultimo gradino sul quale si appoggeranno i pilastri.


Ho incollato le altre pareti lasciando lo spazio per il corridoio.


Ho incollato le pareti del corridoio.


Su un cartoncino ho disegnato la pianta per posizionare i pezzi. Anche se poi si vedranno praticamente solo le rampe di discesa, ho realizzato il sottopasso completo.


Il sottopassaggio é completato nella sua struttura. Lo spazio lasciato nella parete del corridoio servirà per la sua illuminazione.


Ho adeguato i fori nel compensato alla forma delle scale.


Ho provato a vedere se tutto funziona. Le scale si inseriscono bene e ho anche verificato che ci sia un gioco sufficiente per sollevarle al filo del marciapiede quando sarà ultimato.


Ho dato una prima coloritura di grigio alle pareti e di rosso al pavimento. Ho usato colori acrilici dati a pennello.



L'ascensore per diversamente abili.


Dopo averli finiti nella parte interna li ho posizionati alla giusta altezza e li ho fissati al piano del modulo.


A questo ho inserito due lampadine da 12 V per illuminare l'interno del sottopassaggio. Non ho utilizzato il varco laterale lasciato in precedenza, ma ho forato il fondo. Ritengo che così sia più facile sostituire le lampadine in caso di necessità.



Messa una copertura provvisoria, ho provato ad accendere le luci e tutto funziona.

 

 


 

Il corpo centrale:


L'edificio della stazione di Genova Rivarolo allo stato attuale ( foto Sergio Marini).


Lo stato attuale dell'edificio in fase di realizzazione. In particolare mancano ancora le colonne dell'ingresso.


Il complesso della stazione visto dall'esterno.

 


Gli uffici:

Entrando in stazione, sulla destra, ci sono gli uffici. Un corpo ad un piano lungo e stretto. Il tetto é a due falde e ricoperto di coppi. Dal lato del piazzale c'é l'ingresso con una rientranza e un pilastro centrale che sorregge la copertura. Dal lato binari, appare sollevato rispetto al marciapiede. Esternamente spiccano dei grossi cassoni per il condizionamento dell'aria interna.


I vari pezzi di balsa con cui ho realizzato l'edificio. Gli elementi numerati da 2 a 5 sono dei pezzi intermedi che tengono rigida la struttura e in posizione il tetto.


Le pareti colorate e montate. Sono già stati inseriti i serramenti che mi sono fatto con una lastrina di alpacca fotoincisa.


Le pareti montate dal lato piazzale.

 

 


I coppi prima della colorazione, colorati e invecchiati.


La colorazione dei condizionatori


Il tetto finito e fissato. I condizionatori d'aria fissati alle pareti. Le grondaie realizzate con styrene. Si vedono uscire anche i fili dell'illuminazione interna.


Una prova sul plastico. L'edificio é semplicemente appoggiato, é stato fissato il tetto, alcune grondaie e il pilastro davanti all'ingresso.


Il vecchio magazzino:



Il vecchio magazzino merci con il binario morto in disuso.


Per sistemare il binario morto nella giusta posizione ho realizzato subito la base rialzata su cui poggia il vecchio magazzino merci. Il livello del piano calpestabile rispetto al ferro dei binari deve essere a un’altezza tale per cui il piano interno dei carri sia a filo. Ho quindi posizionato un binario sulla base di sughero, ho messo sopra un carro Ims e ho misurato l’altezza necessaria. La base deve essere spessa mm. 12. Per realizzare questo spessore esatto mi sono servito di tre strati di laminil (polistirolo tra due fogli di carta) da 3 mm. E uno di cartone da mm.1,5. Il millimetro e mezzo che manca sarà lo spessore della tavoletta di balsa che costituirà la finitura superiore.


Dopo aver incollato tra di loro i vari strati li ho racchiusi con un listello di balsa della stessa altezza.


Sopra  ho incollato il pezzo di balsa da mm. 1,5 che costituisca il piano calpestabile, l'ho messo che sporga leggermente perché nella realtà é così.


Ho posizionato un binario e un carro e ho controllato che lo sportello fosse posizionato in modo che se si aprisse passerebbe leggermente sopra al basamento.


Il basamento completato anche per gli altri edifici adiacenti al magazzino. Con il sistema già usato per il sottopasso, ho fatto tutte le scalette di accesso al piano rialzato.


Lo schizzo mostra il basamento completo e la sezione dell'edificio.


Le pareti le ho ritagliate in pezzi di balsa da mm.1,5. ho creato l'apertura per le porte e la finestra. Per le porte in legno ho usato dei pezzi di balsa più grandi e le ho incollate dall’interno così che lo spessore della balsa sia corrispondente allo spessore delle pareti. Dal lato binari c’è una porta in metallo scorrevole che ho fatto con lo styrene e per renderla realmente scorrevole, ho usato dei profilini a U. Questo profilo risulta un po’ grande, ma di più piccolo non ho trovato nulla. Sul lato del piazzale c’è una porta in metallo a quarti con rilievo piramidale. Ho usato un pezzo di styrene piatto, con il cutter ho segnato i quarti e li ho sporcati con polvere marrone: poco i due sui lati e di più quello sopra. Si crea così l'illusione del rilievo. Le pareti le ho stuccate in modo che non si vedesse la fibra della balsa e imitando l’intonaco. Poi le ho colorate e sporcate sommariamente. I puntini che si vedono servono per dare la posizione dei fori che saranno fatti per le travature del tetto, ma questo lo vedremo dopo.


La parete lato binari con i graffiti.


La parete lato binari.

Ora dovevo decidere se essere fedele alla realtà e raffigurare anche i graffiti che ci sono o no. da una parte non volevo fosse inteso come un omaggio a quelli che considero degli idioti che credono di compiere gesti artistici e invece sono solo degli “impiastroni“. Però, essendo una realtà, anche se brutta, dei nostri giorni, ed essendo il plastico ambientato, appunto, nella nostra epoca, ho deciso di riprodurli. E' un po’ lo stesso discorso dello sporcare i rotabili, se si tengono in vetrina é meglio lasciarli come nuovi, ma se vanno a circolare sul plastico una bella sporcatura rende tutto più reale. Finite di dipingere le pareti le ho assemblate.


Il lato piazzale.


Visto di 3/4.


 

 

 

Per il tetto ho usato delle lastrine in plastica con coppi in rilievo che avevo già. La lastrina non aveva una lunghezza sufficiente e ho dovuto giuntarla. Per fortuna anche nella realtà una parte del tetto è diversa dal resto (forse un rifacimento successivo) e così quello che poteva essere un difetto è stato mascherato meglio.


Per tenerli nella giusta posizione ho ritagliato due pezzi esattamente uguali alle pareti di testa che ho incollato da sotto.


Il sottotetto presenta una travatura che ho riprodotto con listelli per i modelli navali. La cosa che, da prove fatte, disturbava di più era che le travi appoggiando sulle pareti in alcuni casi lasciavano un antiestetico spazio. Allora ho forato la parete e li ho infilati come nella realtà.


lato binari con il portellone aperto.


Particolarmente complesso é il gioco di travature della testata.


In fase di realizzazione.


La travatura completata e colorata con mordente noce. Sono state montate anche le lamiere degli spioventi di testa. L'edificio é posato provvisoriamente sul basamento senza essere incollato.


Il lato piazzale. Qui si vede anche la giunzione del tetto cui accennavo prima.


Con del tondino di styrene da mm.0,25 ho fatto i tubi di scarico delle grondaie per le quali ho utilizzato sempre styrene mezzo tondo.


Il magazzino inserito nel modulo e visto dal lato del piazzale. Sono state aggiunte le scale con la ringhiera, manca ancora il palo della luce che attraverserà il tetto.


Visto dal lato interno della stazione.


Dettaglio visto dal marciapiedi binario 2. La 245 é autocostruita e le varie fasi di realizzazione si possono vedere nella sezione "autocostruzioni"


Il piazzale:



La linea che scende dai Giovi, poco prima della stazione,devia a sinistra ed entra in un piazzale dove si dirama in 4 binari morti (una volta erano 5, ma del quinto é rimasto solo lo scambio che si vede a sinistra). A fianco del 4° c'é un piano di carico rialzato e una baracchetta in lamiera. Questo modulo che sto realizzando, a monte, si interrompe in coincidenza con la biforcazione dello scambio.

Nel piazzale ci sono una serie di binari morti che terminano con dei fermacarri fatti con rotaie.
Avevo provato a realizzare i fermacarri con la rotaia del binario codice 55 usato per l'armamento, ma risultavano sproporzionati. Poi l'amico Enzo Fortuna, mi ha regalato un binario codice 40, un vero gioiellino. Ho ricavato degli spezzoni di rotaia della giusta lunghezza e mi sono ritagliato le piastre di fissaggio da dei pezzi di alpacca.


Per avere una giusta inclinazione in tutti i fermacarri e tenere fermi i pezzi nella posizione corretta per saldarli, mi sono costruito delle rudimentali dime in legno, semplici, ma che hanno assolto egregiamente al loro compito.

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I componenti di un fermacarri saldati e a destra colorati.


L'invecchiamento con macchie di ruggine ottenute usando dei colori a olio (giallo e ocra per la parte esterna più chiara e terra di Siena bruciata per l'interno scuro).

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Per fissare i pezzi verticali del fermacarri nella giusta posizione rispetto alle rotaie e il traverso all'altezza dei respingenti, ho usato un binario con fissati degli spessori e trattenuto tutto con dei becchi.


Il fermacarri del binario morto interno alla stazione fissato al suo posto (la massicciata non é ancora sistemata).


Vista frontale


I fermacarri del piazzale sono talmente trascurati che appaiono totalmente arrugginiti.


Vista laterale della parte terminale dei binari morti.


Una vista dall'alto. Si può notare come, in questo modulo, sia raffigurata solo la parte terminale dei binari morti, la parte che si dirama dalla linea dei Giovi farà parte del modulo con i ponti.

Sulla sinistra (guardando da monte) a fianco dell'ultimo binario, c'é un piano di carico rialzato in muratura e a fianco, una baracchetta in lamiera. Avevo da tempo nel cassetto una piccola lastrina in alpacca acquistata da Fine Scale Munchen e mi é sembrata l'occasione giusta per utilizzarla. Per la verità non é proprio uguale a quella vera, il modello é in lamiera ondulata e l'originale in lamiera liscia, ma sarà una di quelle "licenze poetiche" che avevo dichiarato mi sarei preso.


I pezzi staccati dalla lastrina.


Le pareti saldate, il tetto fissato e verniciata prima dell'invecchiamento.


La baracchetta sistemata nel piazzale a fianco del piano di carico e fissata a una base di cemento.


Vista dal lato opposto


Vista da dietro


Altra vista da dietro.


La zona a valle:

A valle del corpo centrale della stazione ci sono alcuni edifici di servizio e i gabinetti. Qui c'é anche un po' di vegetazione e questo mi ha costretto a realizzare alcune piante. Io non ne ho mai fatte e ho dovuto documentarmi sulla tecnica. Il metodo migliore mi é sembrato quello che c'é su rotaie.it e che prevede l'uso del filo di rame.


Ho spellato un pezzetto di filo elettrico, ho attorcigliato la parte bassa per formare il tronco, quindi ho diviso i fili in tre parti per i rami più grossi e via di seguito sino a che é rimasto un solo filo. Ho cercato di dare una forma appropriata. Poi ho passato su tutto della segatura fine impastata con vinavil. Una volta asciugata ho colorato il tronco e i rami.


Ho sfilacciato del cotone e l'ho sistemato tra i rami dopo aver spruzzato della colla spray, l'ho dipinto ad aerografo con verde quasi nero e dopo un'altra passata di colla spray ho fatto cadere sui rami delle foglie per la scala N di due tonalità. Dopo una energica
scrollata l'albero é pronto.


Ho praticato un forellino nell'aiuola dove doveva essere collocato e con un goccio di vinavil l'ho "piantato".


Uno scorcio dai binari.


Questo é l'attuale stato di avanzamento della zona a valle.


Nella zona a valle della stazione c'é il centro polisportivo del dopolavoro ferroviario.
Questa zona é quella meno fedele al vero. Gli unici elementi cheavevo erano una visione dal sattelite che mi ha permesso di rispettare le disposizioni e alcune foto dalla stazione dove si cede il campo da calcetto sul tetto di un edificio che sembra una palestra. La sua costruzione, pertanto é un misto di riproduzione fedele e fantasiosa.
Qui mancano le porte del campetto di calcio e le reti di recinzione. Inoltre il foglio su cui ho raffigurato il campo di calcetto non é ancora fissato e per questo appare sollevato in alcuni punti.


Particolare della scala esterna di sicurezza.


La palestra posizionata al suo posto.


Il campo da bocce e dietro si vede il tetto della palestra.


Altra immagine del campo da bocce.


I gabinetti, mancano l'aiuola (appena accennata) e altri dettagli.


Il prato che c'é dietro ai gabinetti.


Il muro di contenimento.

 


 

Il campo da tennis


Uno dei campi da tennis.


Lo stesso visto in controluce.


Il seggiolone dell'arbitro l'ho realizzato in fotoincisione.


Il seggiolone montato.


Il rullo per spianare il terreno (autocostruito).



Il rullo posizionato sul campo e la manichetta dell'acqua realizzata con filo di ottone


Il seggiolone posizionato a fianco della rete auto costruita in fotoincisione.


L'ex dazio


Il locale un tempo utilizzato per gli uffici del dazio (dove ci sono i palletti che impediscono la sosta delle auto c'era il piano di pesa.


L'accesso alla stazione avviene da una strada in salita e sulla sinistra, vicino all' ex dazio ci sono dei box.

 

 

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