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io e i miei trenini

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Indice
FP. Ln372.2 Tobruk
Il telaio
I musetti
La cassa
Il tetto
Finitura
Tutte le pagine

FP Ln372.2 - Tobruk - scala N

Nel 1942, le OM di Milano costruirono tre esemplari di locomotive diesel FSLn372. Le Tobruk appunto. Il soprannome le fu affibbiato perché originariamente erano destinate a viaggiare sulla ferrovia Italiana in Libia. Per questo, essendo una linea in zona di guerra, avevano una caratteristica unica (che sappia io) erano "corrazzate" con la sabbia. Le pareti, cioè, erano doppie e nell'intercapedine erano state riempite di sabbia per attutire i colpi che avrebbero potuto colpirla. Nel 1952 entrarono in servizio nelle Ferrovie Padane sostituendo, nel servizio merci, le locomotive a vapore. la Ln372.01 ha viaggiato anche sulla linea SNFT Brescia-Iseo-Edolo ed é stata demolita. Sopravvivono la 372.2 e la 372.3, anche se in condizioni disastrose e si trovano nel deposito di Ferrara dove Giorgio Donzello si é recato a fotografarle e misurarle per realizzare una lastrina che non é in commercio, ma messa a disposizione dei fortunati partecipanti alle Giornate Fiorentine del 2005.


foto di Ernesto Imperato

La costruzione:
La prima cosa che ho fatto è stata scaricare la descrizione del montaggio (un po’ sintetiche) di Giorgio Donzello dal suo insostituibile sito (rotaie.it) e leggerle con attenzione.


Le condizioni in cui era la lastrina.


Alcuni dettagli. Avrei voluto fare i musetti con le griglie intere, statica, senza gancio modellistico. Ma dovrò usare la parte fresata perché questa é proprio irrecuperabile.


Il telaio:


Staccato il pezzo, si presentava in queste condizioni, era necessario dargli una ripulita.


Prima ho passato uno spazzolino di ottone inserito nel dremel, poi una leggera passata di carta vetro 800 e infine la paglietta finissima che uso per lisciare il bolo quando doro le cornici. Tutto questo facendo attenzione a non toccare le due griglie, sono talmente fini che solo a sfiorarle penso si piegherebbero irrimediabilmente. Per il retro, dove non c'era pericolo di danneggiarle parti in rilievo ho dato una pulita più energica con il platorello, portando il metallo al vivo e questo agevolerà le saldature.


Per la piegatura dei lati lunghi mi sono aiutato con dei pezzi di angolare di alluminio, ne ho inseriti due nella morsa, come si vede nella foto.


Dopo aver stretto il telaio con l’incisione di indebolimento ben allineata, aiutandomi con un altro angolare per fare una pressione uniforme, l’ho piegato a 90°. Stessa operazione sull’altro lato.


Il pezzo piegato sull'angolare.


Il telaio con la prima piega. Ora si ripete l'operazione sull'altro lato, ma l'angolare deve essere più stretto della larghezza del telaio, altrimenti, come nel mio caso, si fa una piega parziale e la si termina una volta tirato fuori dalla morsa.


L’angolare, dall’interno, serve anche per controllare la perfetta messa in squadra del pezzo, in caso contrario si può intervenire, per piccole modifiche, sempre con una pressione uniforme.

I frontali non possono essere piegati con lo stesso sistema perche i lati lunghi già piegati lo impediscono. Però, proprio perché sono corti, è sufficiente appoggiarli a una superficie piana e rigida e con una pressione costante si piegano bene. Un po’ più difficoltoso è il lato senza griglie, perché ha una parte molto sottile e quindi più delicata.

Il lavoro di progettazione e realizzazione di Donzello è stato fatto talmente bene che, piegati i 4 lati, stanno perfettamente chiusi anche senza saldatura. E’ chiaro che comunque vanno saldati per irrobustirli. (Nella foto sono ancora da saldare).


Il telaio della Ln372 visto dall'interno.


La griglia montata. Per far rimanere pulito l'esterno, l'ho saldata dall'interno.


I ganci di sollevamento vanno posizionati con la punta rivolta in basso.


Nelle prime 2 immagini si vede un supporto per un faro sul davanti e sul retro. Nella terza il supporto con le alette piegate e un faro ricavato da un tubicino di rame da mm. 2 tagliato nello spessore di circa 1/2 mm. Nell'ultima immagine il faro fissato al supporto.


I due frontali con i fari saldati. Qui si vedono anche i respingenti montati. Ho utilizzato dei respingenti acquistati all' Ennegozio dell'ASN. Però i piattelli erano un po' spessi e tutti piatti. Allora ne ho assottigliato uno mantenendolo piatto e all'altro ho dato la forma curva.


Una prova di posizionamento della carrozzeria sul telaio.  A fianco dei fari si vedono anche i perni porta lanterna saldati


Una vista laterale.


I musetti:

Primo accorgimento è quello di non eliminare i testimoni dal lato che aderirà alla carrozzeria. Questi serviranno da riferimento per un corretto posizionamento.


Il pezzo dei musetti appena staccato dalla lastrina; a sinistra da sopra, a destra dall'interno.


Usando sempre il sistema della morsa e degli angolari, ho piegato il musetto, anche qui c'é una coincidenza perfetta.


Essendo che gli spigoli del musetto della Ln372 sono arrotondati e che se si smussassero nel pezzo in scala N si staccherebbero, come suggerito da Donzello, ho riempito abbondantemente di stagno l'interno in modo che la successiva limatura non costituisca un problema come si può vedere, sotto, dallo schema tratto dal suo sito rotaie.it.


Schema disegnato da Giorgio Donzello per il suo sito rotaie.it


Così appaiono i musetti con gli spigoli arrotondati.


I corrimano dei musetti sono stati saldati dall'interno e, come in altri modelli, per tenerli alla giusta e costante distanza dalla cassa, ho inserito dei pezzi di cartoncino negli spazi vuoti.


Come si presentano nella vista di 3/4.

Cassonetto esterno:


Sui musetti ci sono dei cassonetti esterni (uno per musetto) che nella lastrina non c'erano. In occasione della realizzazione della lastrina fotoincisa per i serramenti della stazione di Rivarolo, assieme ad altre cose, li ho inseriti.


Qui ne vediamo uno dopo la piegatura e uno dopo la saldatura di rinforzo.


il suo posizionamento sul lato del musetto.


Il risultato dopo la saldatura.


La cassa:


La cassa ancora da piegare


La cassa richiede solo attenzione nell’ eseguire pieghe esattamente a 90°. Dopo ogni piega ho saldato l’angolo dall’interno per irrobustirlo.

L’unica vera difficoltà è l’ultimo angolo che va accostato e saldato. Per eseguire un accostamento perfetto ho usato il piccolo attrezzo in legno (il metallo assorbe troppo calore) che si vede nella foto e che mi permette di tenere ben fermi i pezzi a 90°, nella posizione giusta e, tramite l’apertura alla congiunzione, di controllare che l’angolo esternamente sia perfetto. A questo punto ho saldato l’interno.


Il quarto angolo saldato dall'interno.


La cassa chiusa con le alette per il fissaggio già piegate. Le 4 alette con il foro le ho piegate all’interno e saldate bene sui due lati di contatto con la cassa. Qui, il lato staccato, in tutte e 4 le alette, lasciava uno spazio di circa mm. 0,4. Allora ho usato due tipi di stagno, per il lato attaccato alla cassa la lega per ottone della UTE.CA (art 2006). Questo prodotto ha un grado di fusione sui 188° è più liquido di altri stagni comuni, penetra a fondo e permette saldature resistenti, ma sottili che non rischiano di otturare i forellini vicini, però non riempie spazi superiori a mm 0,2. Per l’altro lato, con una fessura superiore ho usato l’art. 2008 uno stagno ad alta tensione di superficie che permette di riempire fessure di queste dimensioni. Bisogna solo stare attenti a “rinfrescare con cotone umido saldature vicine perché fonde a 224°.


Una delle alette parasole che sono da saldare sopra ai finestrini.


La serranda e i corrimano.


Il tetto:


La prima piega del tetto .


Il tetto posizionato per la seconda piegatura. Fatta questa si deve leggermente incurvare la parte centrale.


A sinistra una parete interna saldata al tetto. Questa operazione mi ha permesso di dare la giusta curvatura, si deve solo fare attenzione a lasciare uno spazio uguale sia a destra che a sinistra per l'inserimento delle pareti della cassa. A sinistra, appunto, il pezzo é stato inserito nella cassa e saldato (sempre dall'interno).


Il tetto, fissato, visto dall'alto.


FINITURA


Il modello colorato. Ho aggiunto alcuni dettagli come i tubi di scappamento che hanno subito varie modifiche nel tempo. Ho realizzato la versione con i tubi che arrivano quasi al centro del tetto. In corrispondenza del calpestio il tubo è protetto da una griglia che ho fatto con pezzi di recupero.


Sul davanti non ho messo il gancio modellistico.


L'ho messo solo sul lato posteriore per il traino.

 

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