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io e i miei trenini

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Indice
E 626 scala N
Le pareti
I musetti
Il tetto
Il pianale
I carrelli
Il pancone
Prova di montaggio
La coloritura
Tutte le pagine

E 626 SCALA N

Mario malinverno ha realizzato l'ennesima meraviglia. La nuova lastrina della E 626 che ha presentato a Novegro 2009, e lì ne ho acquistate due. Ho chiamato Mario che era in partenza per Stoccarda e gli ho detto che volevo iniziare il montaggio. Su suo consiglio, farò la versione folle con la speranza che nel frattempo Nino Martire realizzi la motorizzazione.


Foto di Giovanni Noli (g.c.) - tratta dal sito amicitreni

Il modello scala N finito


Le pareti


le pareti staccate.


Le griglie di aerazione, seguendo le istruzioni le saldo quando le pareti sono ancora da piegare per poter lavorare sul piano orizzontale.


Ho deciso di saldarle. Prima le ho pre stagnate tutte sul retro e ho messo un poco di stagno anche sulla parete dove devono essere fissate.


Le ho messe tutte in posizione tenendole ferme con dei becchi.

ATTENZIONE alla modifica

Ho passato il saldatore a fiamma che ha saldato tutto.

Il passaggio sopra era sbagliato. Le griglie di aerazione, su questo lato, devono essere fissate sugli sportelli. Pertanto ho dovuto staccarle e correggere il lavoro. Non ho sostituito la foto sbagliata, perché potrebbe essere utile vedere come ho risolto il problema.


Per stacare le griglie ho usato la punta del saldatore a scalpello e la centralina saldante con la temperatura al massimo. Dato che il forte calore avrebbe potuto staccare qualche altra parte, ho imbottito tutto il pezzo con cotone abbondantemente bagnato per tenere queste parti fredde. Poi ho tenuta appoggiata sulle griglie la parte piatta della punta a scalpello e , appena lo stagno ha iniziato a sciogliersi, con la punta di uno spillo, ho fatto cadere la griglia.


Usando lo stagno rimasto, ho saldato in posizione gli sportelli. Da questa foto si nota che quando mi sono accorto dell'errore ero già avanti con il lavoro e le parti da proteggere erano molto vicine agli sportelli da staccare.


Sugli sportelli ho saldato le griglie dell'aria come avrei dovuto fare subito.


Il lato opposto


Con lo stesso sistema ho fissato le tasche dei finestrinidi guida.


Nel maneggiare le pareti due pezzi si sono staccati. Per fortuna, grazie alle asoline di riscontro e alla scanalatura sul pianale, non é stato difficile posizionarle correttamente. Per prima ho fissato la parete con ancora attaccato il frontalino. Questo mi ha aiutato nella giusta collocazione. Per controllare la messa in squadra tra pianale e parete ho usato un angolarino di alluminio.


Fatto questo ho dato alcuni punti di stagno per bloccarla.


Un po' più di attenzione ho dovuto usarla nella saldatura degli spigoli delle altre pareti. Ma essendo molto precisi i pezzi, non é stato difficile e non si nota che sono stati risaldati.

Scalette di accesso alle cabine:
Avevo lasciato i frontalini del telaio da piegare perché sporgono di più delle fiancate e pensavo potessero dare fastidio. L'ho fatto ora e il telaio appare completo.
Ora descrivo il montaggio delle scalette di accesso alla cabina. Temporalmente queste sono state fatte dopo aver montato quasi tutto, perché, data la loro sporgenza e fragilità se le avessi fissate ora si sarebbero potute rovinare. Quindi nelle foto si vedranno altre parti il cui montaggio non é stato ancora descritto.


La scaletta di ingresso alla cabina da piegare e piegata.

 
Dopo aver piegato i gradini e i fazzoletti laterali, l’ho saldata nella posizione giusta con il sistema della prestagnatura.


I corrimani di destra delle scalette delle cabine li ho inseriti nel foro che c'é sul telaio e tenendoli in posizione con una pinzetta li ho saldati da sotto. Una volta ben fermati, con una pinza piatta che agguantasse tutta la ringhiera per non deformarla, l’ho fatta ruotare nella giusta posizione. Nella foto dal vero si nota che non è posizionata a 90°, ma leggermente obliqua. La parte che scende lungo la scaletta l’ho saldata da dietro con un piccolissimo punto di stagno e facendo attenzione che sia ben parallela alla scaletta. Con questo sistema di saldature ho ottenuto di lasciare pulito tutto l’esterno e permettere di vedere il bellissimo lavoro di fotoincisione. Il corrimano di sinistra andrebbe inserito nell’apposito foro, ma risulta un po’ interno (quasi sulla porta) e se lo avessi messo li sarei stato costretto a farlo scendere sul fianco della scaletta storto. Pertanto ho fatto un forellino dello 0,4 sullo spigolo della cassa ( tra l’altro è la posizione corrispondente al vero) in esatta verticale rispetto al filo della scaletta. Stranamente, sul lato opposto il foro è nella posizione giusta e quindi ho usato quello.


I musetti


Uno dei musetti staccato.


Lo stesso visto da sotto con tracciati gli indebolimenti per la piegatura.


Dopo aver piegato a 90° le pareti laterali, per la curvatura della parte anteriore mi sono aiutato con un pezzo di stuzzicadenti tirando il coperchio verso l'alto.


Dopo la prima piegatura parziale ho adattato il coperchio sulla sagoma delle pareti laterali.


Il musetto chiuso ancora da saldare.


Il musetto finito visto dal davanti.


E di lato


I musetti li ho quindi saldati alle pareti. Se tutto é stato fatto bene coincideranno le linguelle che si devono inserire nelle asole delle pareti. Io qualche piccola limatura per farle coincidere ho dovuto farla. Quando monterò la prossima, prima di saldare le pareti, preparerò i musetti e li posizionerò al loro posto, dando l'esatta posizione in cui devono essere saldate le pareti sul telaio.


Tutte le saldature fatte finora sono all'interno del modello mantenendone la pulizia esterna.


Sui musetti devono essere posati i coperchi. Si devono seguire attentamente le istruzioni perché non sono uguali. Nella parte anteriore li ho piegati servendomi degli indebolimenti sul retro e facendoli aderire al musetto. Per non correre il rischio di chiuderli troppo li ho lasciati leggermente aperti e li ho poi finiti di chiudere dopo il fissaggio. Per questa operazione é stato sufficiente spingere sull'estremità con un pezzo di legno morbido.


I coperchi anteriori fissati.


Il cofano con gli sportelli saldati. Prima di fissarli ho saldato sotto agli sportelli vicini alla cabina gli spessori appositi che ne aumentano lo spessore. Come consigliato da Mario, ho dato una passata di plattorello sui bordi per renderli un pezzo unico.


A questo punto ho inserito i parasole che sono sopra i finestrini di guida. Sono formati da due piccoli pezzi che devono essere piegati e saldati nelle apposite asole.


La protezione dall'AT montata. Nel riquadro, prima della piegatura, che deve seguire l'andamento del musetto.


Per realizzare i fari ho usato un tubetto di rame da 1,5. Ne ho tagliato dei pezzetti di pochi millimetri.


con il platorello li ho portati tutti a uno spessore 0,6.


I fari saldati sui musetti.


Il tetto


Il tetto staccato e le dime che servono per controllare la giusta curvatura.


La piegatura del tetto viene fatta in due parti. Prima si curva la parte superiore. Io mi sono servito dell'impugnarura del saldatore a fiamma che é circa 4 cm di diametro. Facendo pressione con le mani sui bordi del tetto si riesce a dargli la sagoma voluto.


Per la piegatura dei bordi ho preso un tubetto di rame diametro mm.1,5 e con le pinze piatte ho esercitato una leggera pressione su tutta la lunghezza. Ho controllato la curvatura con le apposite dime e ho corretto i pochi punti che non coincidevano.


Dopo aver dato la giusta piegatura al tetto, ho inserito le due linguelle di testa nelle rispettive asole e l'ho saldato dall'interno.


I pezzi 33 sono le alette parasole delle porte della cabina. Quella di sinistra é appena staccata e mostra i fori di indebolimento per la piegatura, quella di destra é piegata.


Un parasole montato sopra la porta. L'ho inserito nello spazio rimasto tra la fiancata e il tetto e l'ho saldato dall'interno.



I serbatoi. seguendo le istruzioni, li ho arrotolati su un tondino da mm. 2,5 facendo combaciare i bordi e li ho saldati nella parte sottostante. Fatto questo Ho saldato i dischi di testa.


Il pezzo 28, gli sfiatatoi ancora da piegare.


Gli elementi 29 staccati e saldati in asse con la chiodatura danno la giusta inclinazione della lamiera degli sfiatatoi.


Lo sfiatatoio di destra finito.


Lo stesso sfiatatoio saldato sul tetto e a fianco saldati i serbatoi. In un primo momento avevo fissato i due sfiatatoi, ma i serbatoi faticavano ad entrare, allora ho staccato lo sfiatatoio di sinistra e ho messo prima i serbatoi.


A questo punto ho fissato il serbatoio di sinistra (quello con la linea AT che deve coincidere con la parte presente sul tetto).


Sulle modanature dei serbatoi ho fissato le fascette che li legano.

I pantografi


Per prima cosa ho saldato alle basi 23 un dado da 1 facendo attenzione a non far andare lo stagno nella filettatura.


Ho piegato a 90° i due bordi indeboliti da una scanalatura girandoli dal lato opposto a quello con il dado saldato.


Ho tagliato dei pezzi di tondino di ottone da 0,5 un po’ più lunghi della base.


I bracci inferiori (24) devono essere piegati dal lato dell’incisione, è ovvio che data la sottigliezza si deve prestare particolare cura in questa operazione. Prima di tutto mi sono accertato che il tondino da 0,5 entrasse nei fori. Per fortuna l’ho fatto, il tondino non entrava e adesso è stato facile alesarli ma se lo avessi dovuto fare dopo averli montati avrei incontrato qualche problema. Stessa cosa da fare con il braccio superiore (25) che andrà inserito dopo. Per piegare le alette ho scelto di servirmi della morsa, ma essendo grossolani i suoi bordi ho inserito due angolari di alluminio che mi hanno permesso di avere un bordo lineare e preciso. Inserito il pezzo sino alla tacca, con l’aiuto di una limetta da orologiaio tenuta piatta, l’ho piegato.


Stesso lavoro dall’altro lato, ma essendoci il bordo già piegato non ho potuto tirarla giù fino in fondo e l’ultimo piccolo tratto l’ho fatto a mano con le pinze, ma a questo punto non correvo più rischi.

 
I 4 bracci inferiori piegati.


Ho inserito i perni nei fori più gandi dei brecci inferiori e li ho saldati dall'esterno controllando che lo stagno non li blocchi e siano liberi di ruotare.


I bracci superiori pronti per essere montati.


I bracci superiori (25) devono inserirsi, dalla parte più larga, nei fori dei bracci inferiori (24). Questa è veramente un’operazione che richiede molta cura, le parti da inserire devono essere strette tanto da far entrare le linguelle nei fori, ma c’è il rischio che i l pezzo si pieghi sotto la pressione esercitata. Allora ho accorciato leggermente uno dei peduncoli, ho infilato per primo quello rimasto lungo e poi piano, piano ho inserito l’altro. A questo punto con le pinzette ho ripiegato i peduncoli per evitare che fuoriescano.


L’elemento 26 è il supporto dello strisciante del pantografo. Ho piegato le estremità a zeta e nei fori della parte verticale ho inseriti i peduncoli del braccio superiore del pantografo. Questa è stata la cosa più difficile perché se la zeta era troppo chiusa non entravano, se era troppo aperta scappavano fuori dopo averli inseriti. Allora, da una parte li ho inseriti e schiacciati con le pinze piatte perché non uscissero più e con tanta… tanta pazienza ho trovato il giusto equilibrio per farli entrare e stare fermi il tempo necessario per richiudere la zeta quanto basta a non farli scappare fuori.


Ho piegato le estremità dello strisciante e i due pernetti in mezzo li ho abbassati a 90° piegando dal lato indebolito. Li ho inseriti nei fori del supporto e li ho saldati.
Ora i pantografi sono finiti.

Isolatori

Mario ha concepito gli isolatori come dei funghi con un perno da 0,5 in cui si infilano, prima il dischetto piccolo (32 ) e sopra uno più grande (71). Io ho seguito il metodo da lui ideato. Mi sono fatto 4 fori da 0,55 nel legno su cui lavoro spesso e vi ho inserito dei pezzi di tondino da 0,5.


Dopo aver alesato con una punta 0,5 i dischetti ho inserito prima quello più largo e sopra quello più stretto. Così l’isolatore è rovesciato, ma sarà più agevole far penetrare lo stagno.


I pezzi saldati.


Saldati i quattro isolatori li ho estratti, puliti e capovolti, quindi ho accorciato a pochi millimetri il pezzo inferiore del tondino lasciando ancora lungo quello superiore.
Ho inserito gli isolatori negli appositi fori e, per essere sicuro della loro posizione rispetto ai fori della base dei pantografi, ho infilato questi nei perni e li ho tenuti li durante la saldatura che ho fatto dall'interno.


Ho troncato a filo il tondino sporgente e il pantografo sarebbe solo da saldare agli isolatori, ma non lo faccio ora perché prima devo decidere se colorare il modello e in tal caso li incollerò dopo la coloritura.

Il fischio:


Per il fischio ho semplicemente usato quelli in microfusione avanzati dalla E.402A saldandoli dall'interno.


 

Il pianale


I pianali disponibili sono tre, uno per chi ha il telaio prodotto da Bodo&Fonfara, uno per la Tibidabo e uno per la versione folle. Io come ho detto prima,ho scelto la soluzione folle dopo essermi consigliato con Mario. Potrò motorizzarlo in seguito. Ne ho già parlato con Nino Martire che fa delle eccellenti motorizzazioni e che ha detto che ne preparerà una per questa loco.


Staccato il pezzo 1 ho saldato i dadi M1 nelle loro sedi con abbondante stagno per non correre il rischio che si possano staccare.


Ora dovevo decidere se fissare la cassa e poi piegare o viceversa. Mario consiglia di saldare prima per non correre il rischio di piegarlo male. Mario ha sottovalutato il suo lavoro. Dopo averlo maneggiato per un po' mi ha dato l'impressione che lavorando con cura non si sarebbe sciupato nulla perché sufficientemente robusto. Così ho fatto e tutto é andato perfettamente. Temo che nell'altro modo avrei rischiato di crearmi dei problemi con la saldatura nella piega.


 I carrelli

La versione di 626 che sto realizzando prevede (per il momento) i carrelli folli che si devono realizzare assemblando l'elemento 71.


Per prima cosa ho saldato il dado da 1 nella sede apposita. Come già detto in altre realizzazioni, la saldatura deve essere bella forte per non rischiare distacchi a modello finito. Nell'immagine di destra si vede il bulloncino inserito per controllare che non ci siano impedimenti dovuti a infiltrazioni di stagno.


I carrelli piegati e saldati


Le ruote devono essere aperte per inserirle nei fori. Gli assi delle ruote che avevo io erano un po' larghi e ho dovuto alesare i fori con una punta da trapano.


I carrelli montati. Le ruote dovrebbero avere i raggi, ma per il momento non le ho e ho montato queste, appena mi arrivano le sostituirò.


Un porta fiancate di un carrello esterno (49), ancora da piegare con vicino la dima che permetterà di dargli la giusta inclinazione. Al centro mentre controllo la giusta piegatura. A destra finito.


Dopo averli sagomati, i porta fiancate dei carrelli esterni li ho saldati alle fiancate stesse.


Un porta fiancate visto dal lato opposto


Alla fine della realizzazione i carrelli saranno fissati al telaio usando le rondelle ovali 69.

 

FIANCATA CARRELLO CENTRALE:


Fiancata carrello centrale destro 36 e una leva delle balestre 35.


Dopo aver prestagnato il pezzo, l'ho posizionato con uno spillo grazie al foro e l'ho saldato lasciando bello pulito l'esterno.


Ho fissato le boccole 36 senza perno perché era più agevole.


A questo punto ho inserito un tondino 0,5 come perno nei fori delle boccole perché i pezzi da fissare erano troppo piccoli. Ho infilato, nell'ordine, i pezzi 38, 39 (2 pezzi) e 40. Ogni pezzo, prima di infilarlo nel perno, l’ho spalmato di flussante in modo che all’atto della saldatura lo stagno penetri fra i vari pezzi.


Quando erano tutti bene in ordine li ho saldati.


Ho tagliato il perno in eccedenza il più raso possibile e l’ho lisciato con carta vetro 800. A lato si vede la leva 74 che sarà fissata sulla sua sagoma


Sempre servendomi di un perno ho saldato la leva 74 sulla sua sagoma e ho fresato il perno a filo della leva.


Una balestra e il pezzo che fa da spessore prima della saldatura.


E saldate.


Le fasi di realizzazione della pompa dei freni 41. Il pezzo staccato, poi arrotolato su un tondino 8/10 e a destra la pompa finita e saldata.


Le pompe dei freni le ho saldate sopra alla leva della tiranteria.


La fiancata del carrello centrale saldata sotto al telaio.

SERBATOI SOTTOCASSA SINISTRA:


Il pezzo 64 serve per formare i serbatoi sottocassa. Li ho arrotolati con lo stesso procedimento usato per i serbatoi del tetto.


Una volta chiusi, prima di saldarli, ho provato a posizionarli, ma non entravano nello spazio della sottocassa. Per farli stare li, correttamente come al vero, li ho dovuti arrotolare più stretti. Un lato è risultato finito non bene, ma è quello che metterò contro la fiancata e non si vedrà. L’importante é che la parte in vista sia bella tonda e dia l’impressione che tutto il serbatoio sia così (il pezzo al centro é come apparirà una volta montato). Per chiuderli di testa ho usato dello stucco Tamiya.


I serbatoi sistemati nel vano della cassa. Per fissarli li ho incollati con bicomponente.

COMPRESSORE MECCANICO:

Nella lastrina é prevista la possibilità (pezzo 63) di costruire un compressore meccanico con i relativi biellismi. Io l'ho montato, ma non l'ho ancora fissato sulla fiancata del carrello perché é presente solo in alcuni modelli e dovendo ancora decidere quale sarà quello che scelgo non so se lo userò mai. Comunque andrebbe posizionato sul fianco destro.


E tutto già pronto, basta arrotolare su un tubo da 3 mm il pezzo rigato e montarlo.

FIANCATA CARRELLO ESTERNO:


Le fiancate dei carrelli esterni comprendono anche il pezzo su cui fissare il pancone.



Vanno ripetute le stesse operazione della fiancata del carrello centrale. A sinistra é fissato solo lo spessore di rialzo, a destra le balestre complete.


Un particolare con i perni ancora da tagliare e fresare.


Il pancone


Il pancone 50. In basso appena staccato e sopra piegato a 90°


L'ho saldato sul frontale del pezzo 42 facendo coincidere perfettamente i fori per i respingenti.


A questo punto ho piegato le fiancate a 90° rispetto al pancone.


Al centro del pancone ho fissato il porta gancio 73, il primo l’ho prestagnato e fissato dal davanti, ma si è incollato storto ed è rimasto un po’ sporco, allora il secondo l’ho saldato da dietro attraverso il foro dove si deve inserire il gancio, anche se il foro si era chiuso è stato facile riaprirlo con una punta e il girapunte a mano. Così il risultato è un dettaglio molto pulito.


I gradini della scaletta di accesso al pancone.


Le scalette montate.


Le ringhiere per la salita sul pancone.


I tubi dell'aria saldati al pancone.



Le fiancate laterali montate sui carrelli.

I RESPINGENTI


Per i respingenti, nella lastrina, ci sono i piattelli. Ho seguito il metodo già descritto per le 633. Ho usato la stesso disegno per avere le dimensioni delle varie parti. Ho preso un tubicino di rame da mm. 1, ne ho tagliato un pezzo abbondante e l'ho saldato al piattello inserendolo nell'apposito invito. L'unica accortezza é che sia perfettamente ortogonale. Ho tagliato un pezzo di circa 4 mm di un tubetto di rame da mm. 1,5 con foro da mm.1 e l'ho limato portandolo a mm. 2,2. E' bastato inserire il tondino nel tubetto, tagliare la parte eccedente e il respingente era pronto. Nella foto al centro si vede come ho fatto per tenere il piattello staccato di mm. 0,5 costantemente. Ho inserito una carta di plastica di questo spessore sui due lati e ho appoggiatoo il pezzo da incollare.


I respingenti inseriti come prova. Saranno incollati dopo la coloritura.

REC FEMMINA


I REC femmina sono formati da tre pezzi che vanno saldati assieme (attenzione che non sono simmetrici). L'allineamento é favorito dal foro centrale attraverso il quale ho inserito un tondino 0,5 poi tagliato e fresato.

REC MASCHIO


Il rec maschio della lastrina é, per forza di cose, piatto. Come già per la 633 ho voluto farmelo. Ho preso del filo di ottone mm.05 e ne ho tagliato un piccolo pezzo che ho limato portandolo alla lunghezza di mm. 2, l'ho stretto nella morsa e con un girapunte a mano ho fatto un piccolo foro di testa che mi servirà per accogliere il filo del tubo. Ho ritagliato un pezzo di filo mm. 0,2 e l'ho saldato all'interno del foro fatto. Ora non resta che piegarlo e tagliarlo della lunghezza giusta.

IL GANCIO REALISTICO


Con gli elementi 72 ho formato il gancio realistico. Ho usato lo stesso sistema che avevo usato per la E402A. Ho preso la barretta con due fori più lunga e l'ho piegata a U. Poi un pezzetto di filo di ottone 0,3 e l'ho schiacciato da un lato con le pinze piatte, il lato opposto l'ho fatto passare tra i fori della U e con in mezzo il pezzo che rappresenta la barra filettata. Ho tagliato il filo in eccedenza e l'ho schiacciato per non far uscire i pezzi. Dal lato opposto ho fatto la stessa cosa con le barrette corte e infine ho fissato il tutto al foro del gancio. Come si vede dalle foto il gancio é perfettamente articolato e può essere aperto e chiuso.
Ho realizzato questo gancio solo per il gusto di farlo, infatti non lo userò nella 626 dove ho già saldato il gancio fisso.


Prova di montaggio

Come per gli altri modelli, anche per la 626 ho provato a montare il modello in tutte le sue parti per vedere se tutto funziona o se ci sono problemi che una volta colorata sarebbe difficile risolvere.


626 vista di lato


626 vista di tre quarti


La coloritura

la 626 di Mario Malinverno é talmente bella che per diverso tempo ho pensato di non colorala, per poterne apprezzare tutti i particolari senza la distrazione del colore. Poi ho deciso il contrario, anche per vedere se era altrettanto bella. Ho dato una mano di prymer Tamiya fine bianco come aggrappante, e ho usato i colori al nitro di Irmodel spruzzati con aerografo. Data la complessità di alcune parti e la loro delicatezza, ho deciso di non usare nastri per la mascheratura, ma di usare maschere "volanti" cioè cartoncini opportunamente tagliati e sagomati tenuti appoggiati sul pezzo da mascherare. Bisogna stare attenti a non far filtrare sotto il colore e quindi si deve sempre spruzzare dal cartoncino verso l pezzo. Non é una tecnica facile, ma con un po' di pratica si possono ottenere ottimi risultati senza il rischio di strappare il colore già spruzzato. Alcuni particolari piccoli sono stati colorati con acrilici e pennello. Le targhe identificative sono ricavate da avanzi della 245 e così pure le decals gialle. Se fossero leggibili ci si accorgerebbe che non sono quelle giuste, ma non lo sono e avendole scelte e tagliate delle dimensioni simili a quelle vere, assolvono perfettamente al loro compito. Le scritte bianche sono ricavate con un lavoro di "taglia e cuci" dai foglietti bianchi fatti da Nino Martire per l'ASN.


Vista laterale


Vista di tre quarti lato prese d'aria


Vista di tre quarti lato sportelli.

Alcuni dettagli ( si stenta a credere che sia in N).


Mario Malinverno mi ha fatto, giustamente, notare che i parasassi andavano piegati a 90° verso l'interno. La correzione é stata fatta e ora appaiono così.

 

 

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