ferromodellista

io e i miei trenini

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Indice
FS 216 - scala N
Il telaio
La carrozzeria
Assemblaggio
Dettagli aggiunti
Montaggio finito
Tutte le pagine

FS 216 - scala N 


A Novegro 2009 ho visto, finalmente, dal vivo il modellino di Marco Camatarri che da tempo ammiravo in foto. E' bellissimo. Sembra incredibile che questa sia la sua prima realizzazione. Naturalmente ho acquistato subito la lastria. Marco mi ha dato alcune dritte su come realizzare al meglio il montaggio. 


FS 216-0015  Foto di Ernesto Imperato

La 216 é un automotore da manovra leggero di rodiggio B. Il primo esemplare é stato costruito nel 1965 dalla Badoni di Lecco, in totale ne sono stati realizzati 55 nel corso di tre anni. I 216 sono dotati di un motore OM DG-L a 6 cilindri in linea sovralimentato con un compressore meccanico azionabile dalla cabina tramite un interruttore. Il raffreddamento è ad acqua e la potenza complessiva è di 160 CV a 1750 giri/min. Ad esso è accoppiata una trasmissione idraulica del tipo Hydro Titan composta da due pompe idrauliche, una fissa ed una mobile: variando l’inclinazione delle pompe è possibile regolare la velocità ed invertire la marcia. La velocità massima è di 30 Km/h. Semplici e maneggevoli, i 216 sono stati assegnati a diversi impianti quali Reggio Calabria, Palermo, Treviso, Taranto, Bari, ecc. Attualmente questi mezzi sono in via di accantonamento in quanto sono privi del pressostato di sicurezza che inibisce la trazione con pressione in condotta inferiore a 3,5 bar, risultando quindi fuori normativa. Non si ritiene conveniente adeguarli ai vigenti regolamenti sia per la loro età, sia per la loro potenza, non più corrispondente alle attuali esigenze, sia per la massiccia presenza di automotori di costruzione più recente (i 214 ed i 225) che svolgono lo stesso compito.


La lastrina in alpacca di Marco Camatarri


 TELAIO


Per prima cosa ho staccato i pezzi 20 e 19 perché ho intenzione di mettere il gancio modellistico solo dietro. Qui si vede il pancone del retro (pezzo 20) a cui ho saldato il gancio di traino


I tubi


Le maniglie


Approfittando del fatto che Marco ha messo nella lastrina un buon numero di ganci, ho deciso di inserire quelli che dalle foto vedo sono sempre all'esterno dei respingenti. Per fare questo dovevo forare i panconi e per fare i fori senza far scivolare la punta, prima, ho inciso il punto esatto con un ferro appuntito.


I ganci laterali saldati.


I respingenti, questa volta, non li ho incollati ma saldati. Le volte precedenti avevo paura di scaldare troppo il metallo e di staccare qualche saldatura fatta. Adesso ho trovato dello stagno che fonde a una temperatura di soli 70° e per rifonderlo, se unito a metallo bianco, occorre una temperatura più alta. L'ho provato e ha funzionato egregiamente.


Anche nel pancone anteriore ho saldato tutti i dettagli come nel posteriore. In più ho messo il gancio realistico.


Tagliando dei pezzetti di tubo di rame da mm.1,5 ho creato i fari che ho saldato nelle loro sedi.


Le saldature sul retro.


Tutte le sporgenze le ho fresate con un plattorello.


Il telaio è formato da 4 pezzi sovrapposti. Il pezzo 9 ha le scalette posteriori che ho piegato a 90°


Dopo essermi accertato che fossero bene in squadra, ho rinforzato le scalette con una saldatura interna.


Sopra ho posizionato il pezzo 8


Sopra ancora il pezzo 7.


Allineati bene i tre elementi, li ho bloccati con le pinze a stringere e ho dato una sottilissima saldatura sulle testate facendo penetrare lo stagno all'interno.


Il pezzo 6 é quello con il calpestabile e le scalette anteriori. Ho piegato le scalette. Le ho saldate con poco stagno e facendo attenzione, anche qui, che le piegature fossero a 90°. Fatto questo ho saldato il pezzo 6 sopra agli altri componenti del telaio già saldati.


Ecco come appare il telaio con il calpestabile saldato, senza fiancate e panconi.


Il pezzo 15 costituisce l'ossatura della fiancata e su di esso vanno saldati i dettagli. E' impossibile sbagliare in quanto Marco ha inciso la loro sagoma nella posizione esatta dove devono essere collocati.


Sui triangolini di base della fiancata ho saldato le sabbiere. Prima il pezzetto 16 (quello liscio) e sopra il 17 (quello col rilievo). Per non imbrattare di stagno l'esterno, ho usato il sistema della prestagnatura applicando pochissimo stagno tra le superfici.


Con lo stesso sistema ho saldato il braccio del freno (pezzo 38).


I tondini che imitano le testate delle bombole dell'aria (particolare 24), invece, hanno un piccolissimo pernetto che si inserisce nel forellino in cento nella parte corrispondente della fiancata. Per tenerli fermi é stato sufficiente mettere un po' di pasta flussante, inserire il pernetto e girando il pezzo non si é staccato date le piccolissime dimensioni. poi l'ho tenuto fermo con uno stuzzicadenti e ho dato un piccolissimo punto di saldatura.


Per completare le fiancate, mancano le boccole. Ciascuna é formata da 5 pezzi che vanno sovrapposti. Marco, per facilitare questa operazione ha previsto una dima che deve essere piegata e saldata e che serve per assemblare i particolari 10, 11, 12. Io, comunque, ho preferito non usarla, ho saldato pezzo per pezzo controllando ogni volta che fossero posizionati correttamente. Il primo pezzo (il 10) deve essere capovolto, si deve mettere il pernettino in basso, servirà per infilarlo nel forellino sulla fiancata e tenere la boccola in posizione al momento del fissaggio. Terminato l'assemblaggio ho posizionato la boccola sulla fiancata e l'ho saldata dal retro.


Una boccola finita


on il fissaggio delle boccole, le fiancate sono finite.


Ho saldato le fiancate al telaio posizionandole nella scanalatura esistente sotto di esso.


La carrozzeria


Il cofano staccato ancora da piegare


L'interno del cofano, ottimo il tratteggio di indebolimento che sarà utile per la sua curvatura, le righe estreme sono più fitte perché la curvatura in quel punto deve essere maggiore.


La dima assemblata per dare la giusta curvatura al cofano.


Ho curvato la parte superiore del cofano sulla dima, la parte bassa é più aperta, ma con il fissaggio del frontale andrà a posto.


Una volta piegato il frontale a chiusura del cofano, l’ho posizionato stando attento che l'angolo in basso combaciasse perfettamente e l’ho saldato. Ritengo fondamentale questo passaggio, poi continuando a farlo aderire pezzo per pezzo l'ho saldato tutto in verticale. Ho ripetuto l'operazione anche dal lato dove era attaccato alla fiancata.


Finito di saldare il frontale, se posizionato bene, rimane una fessura costante. Questa deve essere riempita di stagno e poi limata per arrotondare lo spigolo come appare nella realtà


Con lo stagno normale non si riesce a riempire uno spazio così ampio, allora ho usato stagno ad alta tensione che facilita questa operazione. Il riempimento l'ho fatto dall'interno tenendomi abbondante, poi, dall'esterno l'ho completato nei punti dove mancava.
Prima sono intervenuto con un plattorello, poi l'ho rifinito con carta vetrata 800.


La cabina prima della piegatura


Piegata la cabina, è stato sufficiente appoggiare l’angolo aperto sul tavolo e esercitare una leggera pressione perché le parti combaciassero. Ho saldato il punto e poi ho ripetuto l’operazione dal lato opposto facendo correre lo stagno lungo l’angolo interno. Se si applica uno strato sottile di stagno, la saldatura tiene lo stesso e non si imbratta l’interno.


Il forellino dove si applicherà il corrimano è rimasto chiuso dalla parte esterna della saldatura, ma con uno strato talmente sottile che è bastato appoggiare la punta di uno spillo per aprirlo. Ho rinforzato l’interno di tutti gli angoli.


la cabina chiusa


Ho incastrato il cofano nella cabina, utilissimi gli innesti che ne danno l’esatta posizione. Ho notato che la striscia rilevata che corre in basso lungo tutta la cabina, fa stare staccata la stessa dal cofano.


Con una limetta ho fatto due tacche e l’aderenza è perfetta. Devo dire che sono rimasto stupefatto dalla semplicità del collegamento tra cabina e cofano. Qui Marco è stato veramente bravo. Ricordo ancora i problemi che avevo avuto con la 245 (accentuati sicuramente dalla mia inesperienza ).


Come consigliato dalle istruzioni, per tenere bene in posizione cofano e cabina ho utilizzato il telaio.Quando stavo per saldare i pezzi, tra la parte superiore del cofano e la cabina c’era una sottilissima luce, trascurabile, forse, ma temevo che lo stagno potesse passare e sporcare. E’ bastato inserire un po’ di carta pressata e la fessurina si è chiusa. Non sarà un sistema correttissimo, ma senz’altro è stato efficace.


La saldatura dall'interno


La stessa dall'esterno


Cofano e cabina assemblati


Finita la saldatura non ho resistito alla voglia di vedere che effetto fa sul telaio. Mi sembra veramente un bel modello. Anche se è solo appoggiato tutto combacia perfettamente.


Il camino é formato da 2 parti: i pezzi 33 e 34. Devono solo essere piegati.


Il pezzo aderente alla cabina saldato


Il camino completo fissato.


Come si presenta il camino nella vista di assieme.


Ho saldato lo scudo per il logo


Sopra ho saldato la "fiamma".


la griglia interna piegata e poi saldata in posizione.


Per fissare il corrimano del cofano, ho dovuto alesare un poco i fori. Per fare in modo che non appoggi sul cofano, ma rimanga un filo staccato e in modo uniforme, ho interposto un pezzetto di cartavetro 800 in prossimità del collegamento. Poi tenendo premuto il corrimano verso il cofano, l'ho saldato dall'interno. Ripetendo questa operazione ad ogni collegamento ho ottenuto un allineamento perfetto. Nella foto si vede il tratto a destra saldato e ben allineato, mentre quello di sinistra ancora da saldare appare sollevato. Se si lascia luce tra il corrimano e il cofano si ha un altro vantaggio, in fase di coloritura basterà inserire un foglietto di carta e quando si colora il corrimano non si sporca il cofano.


Guardandolo dall'alto si vede se é ben posizionato.


Ecco come appare finito.


Ho saldato anche sul retro i due fari fatti con il tubicino di rame


Il tetto visto da sopra e dall'interno.


Il tetto della fs 216 presenta alle estremità una curvatura molto accentuata. Perciò ho deciso di usare il metodo che aveva funzionato bene con la Bt 46000. Ho cercato un tondino del diametro giusto e la cosa che si adattava meglio era un chiodo e l'ho stretto nella morsa con la parte estrema del tetto.


Con il saldatore a fiamma (non troppo vicino) ho scaldato il tetto.


Usando un pezzo di legno ho piegato il tetto.


Ecco il tetto piegato sulle estremità. Piccoli aggiustamenti si possono fare con delle pinze piatte.


La curvatura centrale é poco accentuata, l'ho fatto strisciare tenendo l'interno appoggiato sul bordo arrotondato della morsa e facendo pressione sulle estremità.
L'ho appoggiato sulla cabina per controllare se andava bene. Solo a sinistra richiederà un'aggiustatina. Il camino l'ho appoggiato sotto perché voglio fare il coperchio come si vede nella foto reale (all'inizio) e quindi verrà coperto. Si deve controllare anche che il tetto non scenda troppo sui finestrini e se necessario fresarlo un poco.

Per l'inserimento dei vetri dopo la coloritura sono stato indeciso se lasciare da montare il tetto o saldarlo e inserirli da sotto. Dal tetto sarebbe stato più agevole, ma avrei dovuto incollarlo e dato che é un poco elastico, ho preferito saldarlo forte dall'interno e tribolare un po' di più con i vetri.


ASSEMBLAGGIO 


Per prima cosa ho unito la carrozzeria al telaio


Poi ho fissato il pancone del retro.


Visto di tre quarti


Ho piegato e saldato la pedana davanti al cofano.


Ho quindi saldato il pancone anteriore. Proprio ora mi sono accorto che é saltato via lo scudo sulla griglia. Era l'ultimo che avevo, dovrò cercarlo sul tavolo da lavoro con la lente o... mendicarlo a Marco.


Oltre alle ruote, mancano alcuni corrimano.


E' veramente un bel modello, tutti i complimenti fatti a Marco Camatarri appaiono qui ampiamente giustificati. Torno a ripetere quanto detto all'inizio: a me sembra incredibile che questo sia il suo primo progetto di locomotiva in alpaca.


I corrimano delle porte d'ingresso alla cabina montati.


Tra il gradino sotto alla griglia e il pancone rimane una fessura. Subito pensavo di saldare un pezzo dello scalino che nella lastrina c'é in più, ma non riuscendo a inserire il saldatore tra la ringhiera, ho optato una stuccatura. Quando il modello sarà colorato non si noterà la differenza.


Dettagli aggiunti

Finito il montaggio, ho voluto provare ad aggiungere alcuni dettagli che sono presenti su vari modelli.

La griglia di aerazione:


La griglia tonda di aerazione sopra al cofano.


Ho preso due pezzetti del bordo della lastrina e li ho saldati assieme per ottenere lo spessore giusto.


Con la lima l'ho modellato arrotondandolo e poi l'ho piegato a seguire la curvatura del cofano


Eccola saldata sul cofano.

Il cappello del camino:


Questo dettaglio é presente nella maggior parte delle foto che ho visto.


Per prima cosa mi sono fatto uno schizzo con le misure desunte dalle foto.


Ho preso un pernetto di ottone di quelli usati per sostenere i piani degli scaffali e l'ho portato, con la lima, alle dimensioni di mm. 3,25 per lato. Con il plattorello ho fresato la testa dando le inclinazioni giuste.


Sempre con una lima a triangolo ho staccato il pezzo lasciando un bordo di mm. 0,8.


Ho saldato il cappello sopra il camino e ho aggiunto i due anelli previsti nella lastrina.

Le ringhiere:


La FS 216 0002 in una foto di Roberto Galati (g.c.) tratta da railfaneurope.net

fin'ora, ho aggiunto dei dettagli comuni a molti esemplari di 216. Però é venuto il momento di decidere quale modello rappresentare. La mia scelta é caduta sulla 216 0002 perché ho la numerazione nelle decal e ha una ringhiera con battipiede che mi piace. Per la precisione (come giustamente mi ha fatto notare l'amico Carlo Mercuri) il calpestabile dovrebbe essere allargato. Marco dice che sporge di circa 10 cm. che nella nostra scala sono mm. 0,625, tenuto conto del lavoro che ci sarebbe da fare per apportare una modifica, tutto sommato minima,  mi accontento di inserire la ringhiera sul calpestabile esistente.
Per realizzare la ringhiera utilizzerò del filo di ottone mm. 0,3. 


Mi sono fatto un disegno su un cartoncino e ho piantato due spilli nel punto di curvatura. Ho preso un pezzo di filo e, dopo averlo sagomato sul disegno, l'ho fermato con del nastro adesivo.


ho tagliato il traverso inferiore che entri con precisione tra i due montanti e l'ho saldato usando pochissimo stagno.


Spostando i nastri adesivi, con lo stesso procedimento ho saldato i due pezzi del montante centrale.


Ho aggiunto il pezzetto curvo che si collegherà al montabene.


Ho fissato il montabene formato da un pezzo di filo piegato a U.


Le due ringhiere finite


Dopo aver saldato al telaio il battipiede, ho fissato la ringhiera


Per la ringhiera anteriore ho utilizzato un corrimano della 245 Lineamodel. Ho ritagliato le parti eccedenti, l'ho sagomato come quello della 216 e l'ho ripiegato in avanti.


Il pezzo nuovo l'ho saldato su quello esistente.


Montaggio finito


Finita di montare


Vista da dietro


Sulle dita della mano.


Il paragone con la 245 di Lineamodel fa capire quanto sia minuscolo questo modello.

 

Cerca

Chi è online

 13 visitatori online