ferromodellista

io e i miei trenini

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Indice
bagagliaio FS gr. DI 92015
Il telaio
La carrozzeria
Il tetto
Prova di montaggio
Dettagli aggiunti
La colorazione
Tutte le pagine

Bagagliaio FS gr. DI 92000 - scala N 

Le carrozze bagagliaio a due assi serie DI 92000, ordinate dalle FS nel 1931, sono state costruite in 283 esemplari in due riprese: dal 1933 al 1935 (DI 92.000÷199) e dal 1950 al 1952 (DI 92200÷283). Per la loro costruzione sono stati utilizzati telai provenienti dalla demolizione di bagagliai a cassa di legno tipo 1907 e 1912. I bagagliai gr. DI 92000 sono lunghi 11320 mm (con 6500 mm di interperno), hanno una massa di 18,6 t ed una velocità massima di circolazione di 100 km/h. La massima parte di questi rotabili era equipaggiata con boccole ad olio. L'allestimento interno comprende un comparto bagagli (accessibile attraverso due porte scorrevoli, una per fiancata), un compartimento per il capotreno ed una ritirata. Utilizzati prevalentemente per il trasporto di bagagli e collettame in composizione a treni accelerati, locali e diretti (spesso con più unità accoppiate), i bagagliai gr. DI 92000 non sono più in servizio regolare da qualche anno e per la maggior parte sono stati demoliti; tuttavia, alcune unità sono ancora utilizzate, a titolo di esempio per servizio lavori, ed altre sono state restaurate a cura di associazioni feramatoriali per la composizione di treni storici.


Foto Stefano Imperato - Il Bagagliaio Dl 92031 restaurato.

Se per la carrozza Bt46000 le istruzioni erano scarse, per il bagagliaio non ce ne sono proprio. Volevo aspettarle per non commettere errori, ma Alessandro Pone mi dice che Casola si é infortunato e temo ci vorra del tempo. Oggi ho preso in mano la lastrina, l'ho studiata per un po' e ho deciso di provare a montarla senza istruzioni. Speriamo bene.

 
Il bagagliaio scala N.


Se per la carrozza Bt46000 le istruzioni erano scarse, per il bagagliaio non ce ne sono proprio. Volevo aspettarle per non commettere errori, ma Alessandro Pone mi dice che Casola si é infortunato e temo ci vorra del tempo. Oggi ho preso in mano la lastrina, l'ho studiata per un po' e ho deciso di provare a montarla senza istruzioni. Speriamo bene.

IL TELAIO:
Mi sembra che qui problemi non dovrebbero essercene, é simile alla Bt46000.


I respingenti saldati alle traverse longitudinali. Ho già spiegato in altre occasioni che io preferisco farlo come prima cosa perché avendo i respingenti una discreta massa vanno scaldati molto e, se fissati dopo, potrebbero provocare il distacco di saldature già fatte.


Ora, dopo aver piegato le traverse longitudinali esterne, le ho saldate al fondo del bagagliaio inserendo le spine nei corrispettivi fori.


Il pianale visto da sopra con le saldature delle spine delle traverse.


Sotto ho inserito e saldo il controtelaio.


Staccate le balestre le ho fissate in posizione esatta con il solito sistema di inserire un pezzo di stuzzicadenti nei fori e bloccare gli estremi con dei becchi. Poi, dal retro ho dato due punti di saldatura.


Una balestra montata.


Il gruppo batterie piegato (riquadro piccolo) e fissato sull'apposita piastrina. Nello staccarlo lasciare la spina che va inserita nel foro e ne determina l'esatta posizione.


Le batterie viste di lato.


La scatola del grasso (nel riquadro i pezzi montati visti da sopra e da sotto) fissata sulla balestra. E' bene controllare che il foro della balestra e della scatola coincidano altrimenti l'asse delle ruote potrebbe avere dei problemi ad entrare.


Uno ei tiranti centrali staccato dalla lastrina.


Il tirante saldato sotto al telaio.


La carrozzeria:
Senza istruzioni ho dovuto studiarla bene. E' composta da due parti, il bagagliaio vero e proprio e una cabina più piccola  e più stretta che ne movimenta la linea estetica.
Quando sono arrivate le istruzioni c'era questo bel disegno con l'esplosione delle varie parti.

 
Il disegno eploso con le parti da montare della carrozzeria.


Il pezzo della carrozzeria staccato.


Ho allargato il foro dove deve essere fissato il dado con una punta di trapano per agevolare l'inserimento della vite. Anche qui, come nella carrozza Bt46000 non c'é la sede dove inserire il dado e bisogna arrangiarsi cercando di centrarlo perfettamente al foro.


Il fissaggio del dado, come ha detto l'esperto Carlo Maldifassi, é uno dei passaggi più importanti, se dovesse staccarsi a carro finito sarebbe un disastro. Per renderlo ancora più sicuro, ho raschiato il metallo per portarlo al vivo e togliere eventuali ossidazioni.


Ho cercato di fare una saldatura il più possibile ben fatta e solida. Dopo la solita spazzolata con la spazzola di ottone, ho controllato la saldatura e la centratura.


Ho piegato la lamella e l'ho rinforzata con una solida saldatura


Ho piegato la testa del bagagliaio servendomi del legno che mi sono fatto per garantirmi la posizione a 90° e ho fatto una saldatura lungo tutto lo spigolo interno.


Dopo aver ripetuto l'operazione sui tre angoli, il quarto deve chiudere il perimetro. L'operazione é facilitata da una scanalatura sul pezzo di testa dove ho appoggiato il lato lungo.


La cassa chiusa.


La piccola cabina staccata e aperta.


I lati piegati. Naturalmente anche questi li ho rinforzati all'interno con una saldatura.


Ho piegato le lamelle che appoggiate all' interno del bagagliaio formeranno una nicchia aperta.


Uno dei soffietti staccato. Questo é quello con la piastrina di fissaggio al telaio. Nello staccarlo dalla lastrina si devono assolutamente lasciare le 4 spine che daranno la posizione esatta sulla carrozzeria. Per piegare il soffietto, non ci sono incisioni interne, ma l'ho fatto in corrispondenza delle due tacche indicate dalle frecce rosse. E la sagoma che ne é uscita Ha coinciso esattamente con i fori per le spine.


A sinistra, attorno alla porta, i 4 fori di inserimento delle spine. Sotto la porta c'é una fessura attraverso la quale va fatta passare la piastrina di fissaggio al telaio. Quindi non si deve fissare il dado prima, altrimenti non si può più inserirla nella fessura. Non c'é motivo (almeno non l'ho capito io) perché i due predellini che pendono sotto siano attaccati solo lateralmente. Questo li indebolisce molto e durante la lavorazione spesso si piegavano e uno infatti si é staccato e ho dovuto risaldarlo. A destra il soffietto montato, la parte superiore l'ho leggermente incurvata e penso sia stata giusta la scelta di non fare tacche dove si doveva piegare, così gli angoli risultano arrotondati e danno l'idea della morbidezza del soffietto. Le saldature le ho fatte sulle spine dall'interno, ma la chiusura in basso l' ho dovuta saldare esternamente per non lasciare luce.


Dopo averlo sagomato sulla parte superiore del soffietto, ho fissato il suo tettuccio saldando dall'interno il perno che si inserisce nell'apposito foro.
Su segnalazione di Sergio Pauluzzi (eccezionale ferromodellista) mi accorgo di non aver messo in risalto che ci sono due tipi di tettucci e solo uno va usato.


Questi sono quelli giusti.


Questi sono in più e non devono essere usati.


Visione interna. Si vedono le saldature sulle spine. Il dado l'ho saldato con le precauzioni dell'altro. Ho dovuto usare un legno che lo tenesse sollevato per via dei soliti due predellini.


Sul lato opposto del bagagliaio c'é la parete interna che chiude la piccola cabina. Questa ha due fresature verticali (indicate dalle frecce rosse) entro le quali si deve incastrare la cabina.


Ecco la cabina incastrata nel bagagliaio. L'ho saldata da dentro.


Le vedette erano difettose, avevano delle bruciature dell' acido usato per incidere la lastrina. Subito avevo qualche dubbio che ci fosse una feritoia e che fosse solo mal tagliata. Ho chiesto ad Alessandro se era corretta la mia interpretazione, ma non mi ha risposto. Siamo in agosto e magari é in ferie. Ho cercato una foto e ho visto che non c'é nessuna apertura. Allora l'ho riempita di stagno e fresata con un platorello esternamente.


Una vedetta finita e pronta per essere fissata alla carrozzeria.


La vedetta fissata.


La nicchia é formata su tre lati e sopra dal pezzo della cabina. in alto si vede la chiusura dall'interno, in basso dall'esterno. La base della nicchia si ottiene piegando all'interno la linguella indicata dal punto rosso. Dopo tante cose precise che ho segnalato, qui devo far notare che il pezzo non coincide perfettamente. Si vede nettamente che ci sono ampie fessure eppure dall'interno il pezzo collegato alla cabina tocca la parete e, come si vede dall'interno, é bene in squadra. Significa che la linguella é piccola. Ho chiuso le fessure con dello stagno ad alto grado di fusione che mi ha permesso di riempirle.


Questi sono i pezzi con la porta scorrevole e i telai dei finestrini. Li monterò dopo la coloritura.

 


Il tetto:
presenta grosso modo le stesse problematiche di quello della Bt46000. Deve essere piegato a caldo con l'aiuto della morsa e di un tondo che permetta la giusta curvatura.


Il pezzo stretto nella morsa. Essendo più corto delle ganasce non richiede l'inserimento di altri profili.


L'ho scaldato con il saldatore a fiamma e piegato con una squadra di alluminio.


Il tetto piegato ancora nella morsa.


L'ho centrato bene sulla carrozzeria e tenuto ben fermo con dei becchi (si nota a destra che un predellino si é staccato).


L'interno con la saldatura.


Per saldare il lato della cabina ho dovuto farlo dall'esterno. Il mio saldatore, non si inserisce nel poco spazio che rimane tra le due pareti. Ho cercato di farla molto sottile e comunque darò una fresata prima di spruzzare il primer. Mentre Il tetto della Bt46000 era scarso, questo é leggermente abbondante, non appoggia sulle pareti, ma vi si sovrappone leggermente. Magari a lavoro finito no si nota,  ma chi lo monta lo vede.

 


Prova di montaggio:
come al solito ho provato il montaggio per vedere se tutto funziona. Il telaio e la carrozzeria non sono stretti dalle viti, ma solo incastrati e il portellone con i telarini delle finestre é tenuto fermo da del nastro, quindi non molto preciso.


Vista laterale.


Vista di tre quarti lato cabina.


Il bagagliaio visto da sotto. Prima di inserire le ruote ho dovuto fresare le punte degli assi perché forzavano troppo e si rischiava di far saltare qualche pezzo. Lo scorrimento sui binari é ottimo.


La scatola per il gancio aperta e chiusa.


Dettagli aggiunti: 

Prima di passare alla coloritura ho deciso di aggiungere alcuni dettagli mancanti.

I gradini:
Per salire sul carro entrando dal portellone laterale ci sono due gradini, nella lastrina, inspiegabilmente, ce n’è uno solo. Quindi ho dovuto realizzare il secondo con pezzi di recupero.


Ho preso un pezzetto del bordo della lastrina, ho saldato su un lato due fili di ottone da 2 mm schiacciati con pinze piatte, fatto questo, li ho piegati nella giusta posizione e fissati al telaio sotto al gradino esistente.

I gradini di testa, sono tre e ne è stato previsto uno, tra l’altro di forma incorretta. Subito pensavo di aggiungere i due mancanti, ma poi, notando che anche l’altezza dell’unico esistente non è giusta, ho deciso di rifare l’intera scaletta e togliere il gradino esistente.

Tagliati i gradini facendo attenzione perché non sono di lunghezza uguale, ho saldato il solito filo di ottone da mm. 2 su un lato del primo e sul lato opposto del terzo. Il gradino di centro l’ho saldato perpendicolare agli altri due. A questo punto ho ruotato il primo e il terzo di 90° e la scaletta è pronta.


La scaletta saldata al telaio.

Le inferriate:
In questi bagagliai, i tre finestrini piccoli sono dotati di inferriate. Vanno collocate all'interno rispetto ai vetri e questo mi costringerà a farli praticamente a filo. Sarà meno agevole, ma più realistico.


La colorazione:

Volendo formare il convoglio classico (2 BT46000 e un bagagliaio 92000) anche questo l'ho colorato in castano isabella. Ho usato gli stessi colori acrilici di IRMODEL forniti da Nino Iraci dopo aver dato una mano di stucco fine Tamija bianco. La colorazione è stata fatta ad aerografo e solo alcuni dettagli sono stati colorati con il pennellino.
Le decals sono sempre quelle della decalenne (link scelti). Mancano ancora i vetri che monterò dopo aver sporcato la vettura. Il tetto l' ho fatto con il ricasco castano. Su segnalazione dell'amico e grande esperto Massimo di Giulio (é consigliabile una visita al suo sito - link scelti) secondo il Voltan, nella livrea castano-isabella il tetto aveva il ricasco in castano, ma sul finire degli anni cinquanta anche questo divenne alluminio come il resto del tetto, e ovviamente rimase così fino all'avvento dell'ardesia.


La cassa con una mano di fondo.


Il telaio con una mano di fondo


Il bagagliaio nella stazione di Genova Rivarolo.

 


Il bagagliaio da un' altra angolazione


Fermo in stazione


Il bagagliaio visto di testa

 

(da finire)

 

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