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io e i miei trenini

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Indice
Carrozza F.S. BT46000 a terrazzini - scala N
La cassa
Il telaio
Prova di montaggio
Coloritura
Tutte le pagine

Carrozza F.S. a corridoio centrale BT46000 a terrazzini - scala N

Queste carrozze, ideate per i treni leggeri, caratterizzati da due vetture e bagagliaio oltre alla locomotiva a vapore e da tempi di percorrenza inferiori rispetto ai treni in composizione completa, vennero costruite in trenta esemplari tra il 1934 e il 1936 in tre sottoserie: terza classe, miste di seconda/terza classe, cellulari per trasporto detenuti. Con la soppressione della terza classe nel 1956, le carrozze furono riclassificate in BT 46.000 con terrazzini a entrambe le estremità, due saloni di seconda classe con sedili di legno e ABDT 66.200 con un solo terrazzino, salone di seconda classe con sedili di legno, salone di prima con sedili di velluto e compartimento bagagliaio. Accantonate negli anni Settanta, alcuni esemplari rivivono oggi al traino dei treni d'epoca a vapore.

Massa a vuoto 21/24 tonnellate
Rodiggio e sospensione con sale N, SN Boccole 4B/5 - Molle a balestra 854 a elica 5
Velocità massima 90 Km/h - 100 per carrozza cellulare Serie 48.400
Posti a sedere in Seconda Classe (ex 3°) su sedili di legno.
Riscaldamento a vapore ed elettrico per le vetture attrezzate per treni navetta.
Illuminazione ad accumulatori con lampadine ad incandescenza.


La carrozza 46004 dal vero  (foto della galleria immagini di trenomania)


La carrozza 46004 in ottone scala N - 1:160


La cassa 


La cassa staccata ancora da piegare



Dopo aver piegato le piastrine alle estremità, ho saldato i dadi all’interno. Non ci sono scassi per posizionare i dadi, quindi ho dovuto stare molto attento a centrarli perfettamente al foro. Dopo la saldatura ho provato ad avvitare la vite che si è inserita anche se leggermente forzando.


Dopo essermi assicurato che le piastrine fossero esattamente a 90° rispetto alla cassa, ho dato un punto di stagno per renderle rigide.


L'angolo saldato


La cassa chiusa


Ho chiuso nella morsa un cacciavite con il gambo del diametro di mm. 6, il tetto e un angolare di alluminio più lungo della morsa. Ho scaldato il tetto con il saldatore a fiamma e con una riga di metallo l'ho piegato sul gambo del cacciavite. Se quando si toglie il tetto e lo si prova sulla cassa non coincide perfettamente non ci sono problemi, piccole differenze si possono aggiustare aprendo o chiudendo la curvatura anche con le mani.


Il tetto appoggiato sulla cassa per verificare la correttezza della piegatura.


La chiusura del tetto vista dall' interno con le lamelle piegate e saldate.


Il tetto visto di testa. La sagoma di chiusura deve essere posizionata leggermente all' interno.

 


Dopo aver curvato il coperchio delle casse dell’acqua seguendo la curvatura del tetto, l'ho prestagnato e quindi saldato dall’ interno servendomi del foro quadro.


L'interno


Il coperchio saldato.

ATTENZIONE: se ci si accinge a montare il modello avendo a disposizione solo le istruzioni provvisorie inviate da Alessandro tramite e-mail non si viene informati che il tetto ha un verso per il suo posizionamento rispetto alla carrozzeria ed é difficile accorgersene fin tanto che non si montano i telai dei finestrini. Questi si devono posizionare provvisoriamente e in modo che il coperchio delle casse dell' acqua corrisponda al finestrino del gabinetto. Se si mette il tetto nel verso sbagliato non c'é modo di farli coincidere.


Per fare aderire perfettamente il tetto alle fiancate ho dovuto leggermente fresare le sagome a lunetta. Poi ho fissato la testata, e con vari punti ho saldato la fiancata facendo incastrare bene il tetto nel piccolo gradino che c’è in alto sopra i finestrini. Man mano che procedevo con un punto di saldatura tra un finestrino e l' altro controllavo la coincidenza con il bordo del tetto. 


Fissato il primo lato ho iniziato a fissare quello opposto, ma malgrado abbia limato le lunette, negli angoli (dove la carrozzeria non cede) rimane leggermente aperto. Se da un lato non è abbondante, ma preciso e da quello opposto manca malgrado abbia fresato il profilo di appoggio può significare solo che la larghezza del tetto è insufficiente. A conferma di ciò, guardando le foto del montaggio allegate alle istruzione, si vedono queste aperture più accentuate delle mie, segno che li la lunetta non é stata fresata.
 


Visto di tre quarti


Vista parziale.


Non ho resistito alla tentazione di vedere come si presenta. Così é solo appoggiata sul telaio.


in questa foto di Francesco Alois si vedono alcuni dettagli mancanti nel kit. La pedana per il passaggio da un terrazzino all' altro con due ringhiere a sporgere, i due maniglioni per aiutarsi a salire le scalette, e la manovella del freno. Per arricchire il modello ho deciso di inserirli tutti.


Per la manovella del freno ho utilizzato una di quelle avanzate dal Ddm (grazie Nino). L'ho saldata a un tondino da mm 0,5 lasciato lungo per poterlo prendere con le pinze dall' interno e tenerlo fermo in posizione per saldarlo correttamente. Poi l'ho troncato  a filo.


Ho fatto un foro con la punta dello 0,5 sulla traversa rialzata.


La manovella del freno saldata dall' interno nella sua corretta posizione


I maniglioni di aiuto a salire le scalette li ho fatti con un filo di ottone del diametro 0,37


Li ho piegati e saldati nei fori fatti appositamente.


Foto di Francesco Alois
Una bella foto dell' interno del terrazzino


La lastrina con i due terrazzini


A sinistra il terrazzino staccato, a  destra piegato visto dall' interno


Foto di Francesco Alois
La pedana per il passaggio da una carrozza a un' altra


I terrazzini, per il passaggio da una carrozza a un’ altra hanno una pedana ribaltabile e due ringhierine di protezione. La pedana l’ho ricavata dagli sportelli dell’Ims fresando le parti in rilievo, le ringhiere da corrimano della 245 tagliate e saldate alla ringhiera del terrazzino.


Il terrazzino finito visto da un' altra angolazione


Il telaio 


Foto di Francesco Alois
Il primo piano di una balestra


Una traversa longitudinale con la balestra ancora da montare. Se si dispone di un saldatore a fiamma o di una centralina saldante, conviene fissare adesso i respingenti in modo che il calore necessario a saldarli non danneggi le saldature già fatte, in caso contrario è meglio fissarli con colla bicomponente per metalli alla fine. Io li incollerò perché non li ho ancora.


Due balestre da montare e due montate. Questa operazione, l' ho fatta quando ancora non avevo le istruzioni. Per comodità ho deciso di saldare le balestre con le traverse longitudinali ancora aperte, non mi sembrava ci fossero controindicazioni. Invece é bene farlo dopo aver saldato i tiranti dei freni alle traverse e più avanti spiegherò perché.


Ho chiuso il telaio delle traverse e qui si vede con le balestre montate


Il piano di fondo della carrozza

 


Al pianale ho saldato le traverse longitudinali esterne tenendole pressate con dei becchi. L' operazione di posizionamento é facilitata dall'esistenza di spine che vanno inserite in appositi fori del pianale. Qui ho commesso un errore. Non guardando attentamente le foto delle istruzioni, ho girato il pianale al contrario, cioè con la rigatura all' interno. Avevo interpretato questa rigatura come il fondo della carrozza.


Il pianale da sotto con le traverse saldate


A questo punto dovevo fissare il pezzo con i tiranti dei freni, ma mi sono accorto che aver fissato prima le balestre (come ho detto) é stato un errore. Infatti il pezzo che qui é staccato deve passare attraverso le balestre. Unica soluzione possibile é stata quella di staccare il pezzo e risaldarlo al posto giusto. Ho perso un po' di tempo ma il risultato non é stato diverso.


Ecco il pezzo rimesso a posto


A questo punto con le pinzette ho fatto ruotare verso l'alto di 90° i due tiranti dei freni. Questo mi é anche servito per verificare la robustezza delle saldature.


Il pianale come appare ora


Il gruppo batterie. da piegare - piegato e saldato dall' interno - esternamente - fissato sotto al pianale


In primo piano il serbatoio dell' aria compressa realizzato con un tondino da mm 1,2


Le scalette per accedere ai terrazzini piegate e posizionate.


I gradini intermedi da piegare e piegati a U.


I gradini intermedi saldati. Bisogna fare attenzione perché non sono uguali, dei due, quello più basso sporge leggermente, e deve essere posto con la sporgenza all’esterno. Questa è una apprezzabile finezza del progettista. In fase di saldatura i gradini possono non essere perfettamente allineati, ma se ben fissati, con delle pinzette si possono posizionare correttamente. I gradini aggiuntivi delle scalette presenti sulla lastrina sono quattro coppie e quattro ne servono. Sarebbe stata buona cosa averne messi un paio in più. Il loro montaggio è molto delicato e anche se una non riesce perfettamente si deve usare lo stesso perché non c’ è alternativa. Inoltre si impedisce ogni tentativo, se avessi potuto "sprecarne" un paio avrei tentato di staccarli e fissarli singolarmente.


Foto Francesco Alois
Il primo piano della scatola del grasso


La scatola del grasso per i mozzi delle ruote. I pezzi singoli saldati visti dall'interno e dall' esterno.


L'insieme del telaio con le ruote montate


Sono finalmente arrivati i respingenti, come detto avrei dovuto saldarli subito, ma non li avevo. Ora conviene incollarli per non rischiare di scaldare troppo e staccare qualche saldatura già fatta. Per saldarli ho usato della colla bicomponente per metalli. L’incollaggio richiede altrettanta cura delle saldature, infatti è più facile rimediare a una saldatura non precisa che a un incollaggio con il bicomponete non fatto bene. In particolare si deve fare attenzione al posizionamento dei respingenti e a mettere la giusta quantità di colla, non troppo poca da essere debole, non troppa che debordi da sotto. Se, comunque, un poco esce, si deve togliere quando è diventata pastosa, ma non troppo dura.


I respingenti montati


Prova di montaggio 


La carrozza finita vista di fianco, non é stato inserito il pezzo con i telai dei finestrini e le maniglie. Non richiede lavorazioni, ma solo la coloritura.


Vista di tre quarti


La testata A


La testata B


Foto Francesco Alois
Stavo già per colorare il modello quando, guardando questa foto, mi é venuta voglia di provare a realizzare il segnale d'allarme esterno che c'é in alto sulla lunetta del tetto.


Ho preso del filo di ottone diametro mm.0,2 e l'ho arrotolato a formare una maniglia. poi l'ho saldato a un pezzo dritto.


Ho ritagliato un pezzetto di lamierina di ottone e ho saldato la maniglia un po' su una parte come ho visto nella foto.


Quindi ho fissato il tutto alla lunetta del tetto. Ho usato colla bicomponente, perché col saldatore si staccava la maniglia.


Il porta gancio piegato, con inserita la molla e il gancio di plastica. Il coperchio del porta gancio l'ho solo chiuso senza saldarlo per poter sempre intervenire in caso di bisogno.


Il gancio montato

Alla fine del montaggio (manca solo la coloritura) le mie impressioni sul modello sono ottime. Complimenti a Giacomo Casola, che l'ha realizzato. E’ molto bello e tenendo conto che come istruzioni c’era poco, facile da montare. I difetti segnalati durante il montaggio mi sembra siano facilmente rimediabili nelle prossime lastrine.


Coloritura

Ho scelto la finitura castano isabella, e vorrei antichizzarla.


Dopo aver dato una mano di primer ho mascherato la cassa con il nastro per aerografo lasciando scoperta la parte da colorare isabella. 


La stessa parte colorata e il nastro tolto


Il tetto colorato e dietro i finestrini


Le parti castano


I terrazzini colorati e sul fondo del box di coloritura altre parti ad asciugare.

Vista di fianco. Continuano a mancare i finestrini perché saranno posizionati a lavoro finito.
La testata A. La luce che si vede tra la cassa e il telaio é dovuta al fatto che la cassa é solo appoggiata e non fissata.


Il particolare con i respingenti e una scaletta


Il modello finito. Ho montato i finestrini, ho aggiunto le targhe gialle di destinazione (non ho caratteri per scrivere così piccolo, appena riesco a procurarmeli colmo questa lacuna) fatte con dei pezzetti di lamiera di ottone,  ho incollato i terrazzino e ho stretto le due viti di fissaggio. Un foro del telaio non corrispondeva bene al dado, ma alesandolo un poco, tutto é andato a posto e tra carrozzeria e telaio c'é un'aderenza perfetta. La sporcatura l'ho fatta con acrilici e polveri che poi ho fissato con uno spray per belle arti opaco. Le decal in dotazione sono bianche e non vanno bene per la finitura castano isabella, questa é una mancanza alla quale si deve senz'altro porre rimedio. Alessandro mi ha mandato quelle del logo FS, ma manca in particolare la numerazione. Titanic sul forum ferrovie.info mi ha segnalato che la scritta non va in centro. E' vero, solo nella carrozza grigia con il logo a televisore é centrale, questo va posizionato a sinistra. Me ne sono accorto che l'avevo già messa e ora la lascio li, ma non ho dato la vernice finale proprio per poterla modificare appena mi sarò procurato tutte le scritte necessarie. Malgrado le difficoltà incontrate per la carenza delle istruzioni di montaggio, a mio parere é venuto fuori un bel modello.


L'altra fiancata


Fronte A


Fronte B


Il tetto


Entra in stazione al traino di una 8F.


Vista da un'altra angolazione.


Dettaglio


Dall'alto.


I due terrazzini visti in dettaglio.

Un ringraziamento particolare al Sig. Francesco Alois che mi ha concesso l'utilizzo delle sue foto, non solo, ma me ne ha inviate molte altre che mi hanno permesso di realizzare quegli aggiuntivi dei quali non ero a conoscenza e che nelle poche foto che avevo trovato non si vedevano.

 

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