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io e i miei trenini

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Indice
E.633 tigre - scala N
La meccanica
Carrello
Motorizzazione
La cassa
I pantografi
Gli isolatori
Dettagli conclusivi
Finita
Tutte le pagine

 


Da quando frequento il forum ASN c’è una locomotiva di cui ho sentito parlare in modo particolare: la E.633 Tigre di Mario Malinverno. Ho visto le sue belle realizzazioni nella cartella delle foto e soprattutto ho visto, a Novegro, il fantastico modello esposto in vetrina al quale, dopo poche ore, sarebbe stato assegnato il Premio Muzio. Appena all’ Ennegozio mi hanno detto che era disponibile l’ ho acquistata, ma è rimasta nel cassetto perché, ritenevo di non essere ancora pronto per provare a montarla. Ero abituato a istruzioni che mi mostravano con disegni ogni pezzo e come andava lavorato, qui le istruzioni sono spartane, essenziali e, pensavo, per persone più esperte di me. Ora, maturata un po’ di esperienza, ho colto l’occasione del sito che sto preparando per provarci e fare seguire (a chi vorrà seguirlo) passo passo il mio lavoro. Se Mario o chi l’ha montata, vede queste pagine e si accorge di errori, mi farà cosa molto gradita se vorrà segnalarmelo.
Io ho interpretato il suo montaggio cosi.


E.633 Tigre dal vero (foto di Ernesto Imperato g.c. - pubblicata su trenomania.org)


 
La lastrina

ISTRUZIONI PER IL MONTAGGIO DELLA E633 (632,652)
Di Mario Malinverno

Elementi da Reperire:
Una lastrina fotoincisa, reperibile preso l’ ENNEGOZIO
Una meccanica della loco diesel BR212 art. Fleischmann 7230 o simili ( anche con motore bruciato o carrozzeria disgraziata). E’ importante assicurarsi che il telaio presenti al centro un foro di aereazione del motore di mm. 5x10.
Un motore Fleischmann, reperibile come ricambio della loco BR120 ex art. 507353.
Due assi dello stesso diametro per il carrello centrale.
Almeno 5 viti con dado da 1 MA che si possono trovare da: Ditta Amati, Linea Model o catalogo Oldpulmann (CH).
Tondi in ottone da 0.5 0,6 e 1 mm.
Tubo ottone 1x1,5 mm.
Buone foto dei particolari reperibili ad es.
http://www.trenomania.org/fotogallery.

In molti casi è necessario ripassare i fori della lastrina con adeguata punta da trapano.


NOTA:  le scritte in corsivo sopra alle foto sono le istruzioni allegate alla lastrina. Quelle sotto alle foto sono mie note.

La meccanica


Ecco la "vittima sacrificale": la BR 212. L'ho acquistata su e-bay, venduta come funzionante a scatti, in effetti non funziona proprio, ma a me non interessa dovendo recuperare solo il telaio. Il resto, motore compreso, lo conservo, magari un giorno, sarò capace di ripararlo (che ne dici Graziano?).


Vista da sotto.

MODIFICA DELLA MECCANICA FLEISCHMANN
TELAIO
La prima operazione da eseguire sulla 212, sarà quella di smontare tutti i componenti e di eliminare, limandoli, tutti gli elementi inutili.
Non avevo mai smontato una locomotiva, é stato facilissimo.


Il telaio visto da sotto e da sopra


Il telaio limato

Segare in due parti il telaio, esattamente al centro del foro di aereazione di mm 5x10 ottenendo così 2 semitelai.

Ho fissato ben fermo il telaio con due morsetti e per tagliarlo ho usato il dremel con montato un disco per troncare il metallo del diametro di mm 40 stando bene attento a tenerlo a 90° rispetto al telaio.


I due semitelai separati

Limare anche le tacche sulle basette anteriori dei semitelai per liberare l’appoggio del controtelaio.
Il semitelaio nella morsa prima della limatura.


Come si presenta dopo la limatura.

ALLUNGAMENTO TELAIO

a) PORTADADO 21
Saldare in posizione un dado MA1 che servirà per il carrello centrale.

Il dado saldato. Carlo Maldifassi, plurivincitore del Premio Muzio, raccomanda di fare molta attenzione che la saldatura di questo dado sia fatta bene perche un suo distacco a lavoro finito sarebbe irreparabile. Per far penetrare lo stagno sotto al dado ho usato il saldatore a fiamma.

b) PARTE CENTRALE 20
Dopo aver saldato dall’interno il portadado 21, piegare tutti gli elementi secondo le incisioni e saldare bene, più il pezzo sarà rigido meglio legherà i due semitelai. Controllare che le due teste di mm. 5x5x2 entrino - senza gioco - negli incassi dei semitelai.


La parte centrale vista dall' interno.


La saldatura del portadado. Naturalmente bisogna porre la stessa cura che si é usata per saldare il dado per evitare distacchi.


Il dado che spunta all' esterno.


Piegati tutti i lembi li ho saldati su tutto il perimetro.

c) FISSAGGIO ANTERIORE LATO “A” 23
La piegatura di questo elemento formerà un tubo rettangolare con la testa forata da mm. 2x5 nella quale dovrà entrare - senza gioco - l’elemento di allungamento 20. Fissare questo elemento 23 con una buona colla a due componenti.

L’elemento 23 lato "A" prima della piegatura.

d) FISSAGGIO POSTERIORE LATO “B” 22
Questo sarà piegato a formare una semplice U ma con foro sulla testa di mm. 2x5 sempre per far entrare - senza gioco - l’elemento 20.
Anche qui incollare bene, assicurandosi che calzi seguendo la forma del semitelaio “B”.
L'elemento 22 lato "B" prima della piegatura.


I due elementi piegati e saldati

Ora occorre rendere tutto solidale infilando dei tondini d. 0,5 nei fori corrispondenti, assicurandosi, durante la saldatura e l’incollaggio, che i due semitelai siano allineati e complanari. Ciò è di fondamentale importanza per i giochi necessari al carrello centrale.


Visto da sopra


Visto da sotto


Ho inserito il tondino da mm. 0,5


Dopo averli tagliati rasente la piastra li ho saldati.

Carrello

Sarà necessario eliminare i fianchi del carrello originale e costruire i nuovi con gli elementi sotto descritti.

n) BASI 31
Creare una dima posizionando le basi su un piano di legno ed inserire - previa foratura - 4 tondini d. 0,5 al centro delle boccole; consentirà di mantenere in posizione tutti i successivi pezzi che, volendo, si potranno saldare anche contemporaneamente.

Per facilitare l’inserimento dei pezzi è consigliabile sbavare leggermente con la lima la punta sporgente dei perni.

0) LIVELLO 1 32
Da inserire sopra la base, raddoppia lo spessore della trave.

p) LIVELLO 2 33

Il pezzo 33 deve essere diviso in due parti e ho dovuto ripassare i fori con una punta da trapano

q) LIVELLO 3 34


r) LIVELLO 4, 5, 6 36
Inseriti uno sopra l’altro formeranno le boccole.

Si tratta di tre cerchietti di misura decrescente da staccare da un unico pezzo.


Finito l’inserimento dei pezzi nei perni, ho controllato che fossero bene a posto, ho passato del flussante e ho sistemato dei piccoli pezzi di stagno nei punti di contatto, poi col saldatore a fiamma l’ho fatto sciogliere bene e penetrare tra i livelli che sono risultati bloccati. Per maggior sicurezza ho saldato anche il bordo inferiore della base con il livello 1. Ho tagliato l’eccedenza dei 4 tondini da 0,5.


Sfilato tutto il carrello dalla tavoletta dove era fissato l’ho girato, ho tagliato anche sul retro l’ eccedenza di tondino e l’ho saldato. Ho limato le saldature perché non sporgessero creando ingombro.


Ho spazzolato i pezzi con la spazzola di ottone per accertarmi che fossero ben fermi e solo a questo punto ho piegato a 90° i fianchetti.

s) FRENI 35
Va saldato al centro della trave


Per saldare i freni ho fatto una prestagnatura sul rovescio e sul carrello e quindi li ho uniti. Nella foto si vede un particolare dei freni dal davanti, uno dal retro con il pezzetto di stagno appoggiato (deve essere piccolissimo per lasciare uno strato molto sottile) e uno con la prestagnatura fatta.


Il freno saldato al fianchetto.

t) ANTISERPEGGIO LIVELLO 2 40
Saldare un tondo d.0,5 l.3,5 nell’ incavo e saldare il tutto sull’elemento 39

u) ANTISERPEGGIO LIVELLO 1 39
Ripiegare al di sotto i peduncoli di destra e di sinistra utilizzandoli per saldare il tutto alla trave


Io ho preferito invertire i passaggi, prima ho saldato il livello 2 sul livello 1 e poi ho saldato su questo il tondino. Non per originalità, ma mi è sembrato più facile saldare i due livelli con la scanalatura non ostruita dal tondino e poterla usare per schiacciare i pezzi. Ma questo, naturalmente, fa parte dell’interpretazione personale. Va sicuramente bene anche il procedimento indicato.


Le tre parti dell' antiserpeggio unite, con i peduncoli estremi ancora da piegare.


Il fianchetto finito. I precedenti che avevo montato erano microfusioni. Questo costruito tutto con pezzi di lamierino di ottone non ha nulla da invidiare, anzi. Direi che Mario ha fatto un lavoro incredibile di progettazione. Il particolare dell' antiserpeggio é stupendo, per la semplicità di realizzazione e per l'effetto ottenuto.
Per l’esatto posizionamento sul carrello mi è stata molto utile la foto di Imperato su Trenomania.


Dal carrello della BR212 ho tolto il fianchetto in plastica.


L' ho sostituito con quello nuovo. In altezza le boccole non erano in asse con le ruote, pensavo di fresare la plastica, ma Mario mi ha sconsigliato, ha detto che bastava piegare leggermente in alto le parti estreme del carrello. L’ ho fatto e tutto è andato a posto.


Motorizzazione

Per sei mesi ho cercato di procurarmi il motore di ricambio della loco BR120 per seguire le indicazioni di Mario, ma tutti i fornitori che ho contattato non sono stati in grado di procurarmelo, allora ho deciso di usare una motorizzazione diversa. Ho rotto le scatole a Graziano che mi ha trovato una coppia di motori che potevo farmi mandare da Nino Martire. Così li ho ordinati e appena sono arrivati ho iniziato il lavoro (tenuto praticamente per mano dal solito Graziano).


Per prima cosa recupero dal vecchio motore della BR212 le viti senza fine in plastica.


Dopo aver messo una goccia di olio per motori sull'asse in prossimità della v.s.f. con un paio di pinze piatte ho spinto in fuori la vite che é uscita senza problemi.


Le v.s.f. sono per un albero di mm. 1,5 mentre i motorini di Nino hanno alberi da mm. 1, quindi per adattarli, ho preso un tubicino di rame con foro da mm. 1 e l'esterno di mm. 1,5 e ne ho tagliato due pezzi. Sulle estremità ho infilato le v.s.f. che sono entrate forzando, in testa ho messo un po' di colla per essere sicuro che con l'uso non si sfilino.


Oltre al diametro differente, gli assi sporgono dal motore mm 3, mentre per posizionarsi sull' asse del carrello devono sporgere mm. 12 quindi ho tagliato i tubi di rame della lunghezza giusta e li ho infilati sugli alberini dei motori. Ho provato a farli funzionare controllando che gli alberini con la prolunga girino in asse senza vibrazioni, tutto sembra andare bene. Ho tolto le prolunghe e ho inserito un po' di colla prima di rimetterle al loro posto facendo molta attenzione che non bloccasse il movimento dell’alberino e per assicurarmi di questo, durante l’essicazione, ogni tanto, ho fatto girare i motori.


Posizionando i motori sul telaio allungato, le viti senza fine vengono a trovarsi esattamente sopra la ruota dentata dell’ingranaggio. Però non riesco a vedere la loro posizione in verticale perché sono infossate nel telaio.


Dopo essermi consigliato con Graziano ho deciso di fresare il telaio per permettermi un controllo a vista e una regolazione accurata della posizione verticale , però dato che la fresatura (non ho una vera fresatrice) presenta qualche problema ho fatto un foro abbastanza ampio da permettermi di vedere gli ingranaggi.


Fatto questo ho fissato il primo motore ben saldo con un elastico (un sistema poco professionale ma efficace) e la vite è nella posizione giusta. Ho provato a far girare il motore e le ruote vanno benissimo. Stessa operazione con l’altro motore, ma la v.s.f. risulta un po’ alta e allora ho messo degli spessori sotto il motore per far inclinare l’asse sino al punto giusto. E tutte le ruote girano dolcemente.


Ho preso del nastro isolante e ne ho messe due striscioline dove devo sistemare le piastrine di contatto con le linguelle delle prese di corrente delle ruote. Ho fatto scattare le piastrine e le ho incollate con colla attak. Il contatto per un polo dovrebbe essere pronto. Per l’altro contatto ho preso un pezzetto di plasticard da mm. 0,75 e l’ho incollato dove strisciano le lamelle del secondo polo e sopra ho incollato un pezzetto di ottone spesso mm 0,35.

A questo punto, dopo aver provato ancora una volta il funzionamento, ho incollato i motori e ho tolto gli elastici.


Ho dovuto fare ancora qualche aggiustamento, consultandomi continuamente con Graziano. Dopo aver collegato le piastrine di contatto con i fili del motore la motorizzazione é pronta e... con mia sorpresa funziona.


La cassa 

a) CONTROTELAIO 18
é da utilizzare per costruire una comoda culla che farà da dima alla cassa. Chi non farà uso della meccanica Fleischmann potrà usare questo elemento, opportunamente fresato, come controtelaio.  

b) DIMA ESTERNA 14
sono 2 e vanno saldate utilizzando i fori predisposti nel controtelaio 18. Non hanno un verso e daranno l'esatto controllo delle piegature.

Per saldare la dima perfettamente in squadra mi sono aiutato con un blocchetto di legno a cui l'ho appoggiata.

c) CASSA 1
prima di posizionarla nella dima, é consigliabile fissare gli elementi descritti ai punti d), e). Solo successivamente si potrà procedere alla piegatura e saldatura della cassa.

La cassa appena staccata

d) SPORTELLI BASSI 3,4
vanno saldati dall'interno facendo attenzione a non far uscire lo stagno dalla parte anteriore pena la sparizione del contorno (limare poi il dentello inferiore per facilitare l'ingresso del telaio) 

Le due serie di sportelli saldati alla cassa.

e) TAPPI SERBATOI 5.
La linguetta di fissaggio alla staffa deve stare al di sopra dei fori per non interferire con il controtelaio

Il primo tappo che ho staccato mi si è sbriciolato subito in tre pezzi, cominciamo bene… Con più attenzione ho staccato gli altri, li ho posizionati dall’ interno e ho saldato la linguella di fissaggio quando il pezzo era ancora aperto. Dopo è stato facile piegarlo nella giusta posizione, anche se le alette laterali sono un poco scarse e c’è il pericolo che lo stagno esca all’esterno.

f) DIMA INTERNA 15.
Inserire la cassa - previa piegatura - nelle dime esterne e quindi posizionare le dime interne in corrispondenza di quelle esterne, che bloccheranno correttamente i fianchi della cassa. A questo punto sarà possibile saldare le piegature interne.

La cassa piegata e inserita nelle dime esterne


Le dime interne


Le dime interne inserite all' interno della cassa


La saldatura interna per rinforzare la cassa


la cassa vista dall' esterno. Non ci sono stati particolari problemi nell'esecuzione di questo passaggio.

g) FRONTALI 2
Anche in questo caso è forse utile inserire gli elementi h) i) l) prima di saldare il tutto alla cassa.

Un frontale staccato e le due flange da saldare



Dopo aver staccato le flange per i respingenti ho dovuto togliere il residuo del collegamento alla lastra. Date le piccole dimensioni l’ho infilate con uno stuzzicadenti e appoggiandole al dito l’ho limate facilmente. Sempre con l’aiuto di uno stuzzicadenti ho tenuto in posizione i due pezzi in modo che il foro coincida e, dopo averli prestagnati, li ho saldati da dietro.


le flange saldate


Per posizionare la dima posadado 16 non ci sono indicazioni dell'esatta posizione, suppongo vada messa al centro e per l'altezza ho cercato di fare riferimento ai segni della piegatura del musetto. Per tenere il pezzo bene ortogonale, ho tirato una riga con una punta che uso per l’incisione (una qualsiasi punta da tracciare va bene) oltretutto basta quella leggera incisione per aiutarmi a tenerlo fermo. Come temevo il fissaggio non è stato perfetto, ho dovuto dissaldare il pezzo e fissarlo leggermente più basso. Ottenuta la giusta posizione, ho piegato il musetto che aderisce perfettamente alla dima.


Il musetto piegato sulla dima


Il portadado con il dado saldato. ATTENZIONE: il portadado non é il pezzo 17 come indicato nelle istruzioni, ma il 30. Io ci ho perso un po' di tempo per trovarlo e ci sono arrivato per esclusione e cercando il pezzo con le alette che coincidessero con i fori. Non é un grosso problema, ma se si sa già si risparmia tempo.


Il porta dado si inserisce nei fori e nella dima con una precisione incredibile. 

            
E' bastato dare due punti di saldatura e, tolta la dima, il pezzo a cui verrà fissato il telaio appare nella giusta posizione e con la giusta inclinazione.  Ora si ripetono le stesse operazioni sull' altro musetto ed entrambe sono pronti per essere saldati alla cassa.


Le fiancate dei musetti vanno leggermente piegate all’interno e si deve sagomare la fuga sotto i finestrini ( * segnata con asterisco rosso). Il tetto sopra la cabina va leggermente inclinato in basso. Ho fatto combaciare meglio che ho potuto le parti e le ho fissate con dei punti di stagno. Per tenere in sagoma la cassa ho nuovamente inserito la dima interna.


Per facilitare la saldatura ho prima prestagnato due punti a contatto. All' interno del musetto si vedono i segni lasciati dalla fresa che ho usato per togliere lo stagno che fissava la dima.


Oltre che piegare il musetto sulla sagoma della dima bisogna anche piegare in avanti i pezzi con le flange dei respingenti. Devono combaciare con i fianchi della cassa. Con dei becchi ho tenuto in posizione i due pezzi per saldarli.


Prima della saldatura definitiva ho dato qualche punto di stagno facendo aderire bene le parti. Consiglio di fare molta attenzione a piegare con le giuste inclinazioni il frontalino sulla dima, con il primo non ero stato molto rigoroso e ho un po’ tribolato a far combaciare tutto. Il secondo lo fatto preciso e tutto e andato a posto in un attimo. Dopo aver puntato il frontalino ho ripassato con lo stagno tutte le giunture. E’ preferibile abbondare che lasciare delle fessure. Le parti abbondanti le ho fresate con il platorello e con mini frese.


A questo punto ho tolto la dima interna e ho finito di saldare il frontalino.

o) TELAI FINESTRINI LATERALI 6
troveranno la loro esatta posizione inserendo due tondini d. 0,5 nei fori corrispondenti.


Dopo aver staccato il finestrino ho piegato la parte superiore sulla tacca interna per adeguarne il bordo alla carrozzeria. Dopo averlo posizionato correttamente ho inserito due pezzi di tondino come da istruzioni e, tenendolo fermo con un becco, ho saldato il finestrino dall'interno.


Il finestrino saldato. Naturalmente i due fori serviti per posizionarlo dovranno essere chiusi.

p) MANCORRENTI 10
Servono anche come riscontro per posizionare correttamente i finestrini 6 delle porte cabina.

I mancorrenti montati dall' interno per ottenere una maggiore pulizia dell' attacco alla cassa.

q) GRONDE 9
previa piegatura delle teste - come la dima 14 - vanno fissate inserendo i riscontri nei fori presenti lungo la cassa.


Una gronda montata e una da montare.


Per fissarla l' ho tenuta bene aderente con un becco e l'ho saldata dall'interno.

 


La piegatura della testa della gronda. Mi ero dimenticato di piegarla prima, ma non é stato un grosso problema, essendo ben fissata all'ultimo peduncolo, vicino al punto di piegatura, é bastato prenderla con delle pinzette e girarla in basso. Non sarà perfetta come con la dima, ma oramai di meglio non potevo fare.

r) MONTABENE 11
Anche questi vanno fissati nelle loro sedi.


Qui si vede dal tetto verso il basso per poter meglio notare la pulizia che si ottiene con la saldatura dall' interno.

s) GANCI DI SOLLEVAMENTO CASSA 43
Idem come sopra

Al centro si vede il gancio per il sollevamento della cassa saldato nella sua sede

t)DISTANZIATORE FUNI DI SOLLEVAMENTO CASSA 52
Il fissaggio di questi elementi é un po' delicato, va eseguito dall'interno e vanno posizionati orizzontalmente.

Il distanziatore (uno dei 4 é qui indicato dalla freccia) é posto verticalmente sopra al gancio per il sollevamento cassa.

u) TERZO FANALE
Dopo la piegatura e la saldatura va posizionato sopra il riscontro esistente sul tetto.

Il fanale piegato visto dal sopra e dall' interno.


Il fanale saldato. Per ottenere una perfetta centratura ho usato il solito stuzzicadenti infilato nei fori del fanale e della cassa.

v) BOTOLE TETTO 13
Vanno posizionate utilizzando i fori di riscontro nella cassa infilando tondini d. 0,5. Questi tondini saranno poi tagliati limandone l' eccedenza.
Sulla cassa inserire gli isolatori - non presenti nella lastrina - negli appositi buchi. Tutti alla stessa altezza da terra. Se non si ha di meglio possono essere utilizzati dei chiodini di ottone da modellismo navale.
A questo punto conviene iniziare le operazioni di verniciatura: pulizia, aggrappante, prima mano, seconda mano, mascherature ecc. ecc


Non tutti i fori delle botole coincidono con quelli di riscontro del tetto. Nella foto appare evidente che slittando a destra la botola i fori non potranno coincidere. Basta comunque saldarli o incollarli stando attenti a posizionarli bene e il problema é risolto.


Le botole montate

Y) REOSTATI 54-59
Sono formati da 6 elementi: 3 sono i reostati e 3 sono le gabbie con i praticabili, queste vanno posizionate sopra i reostati che saranno stati preventivamente verniciati di colore scuro per evidenziarli.

I tre reostati aperti


I reostati: non ci sono particolari accorgimenti se non quello di posizionare le alette di testa in modo che la parte bassa sia appoggiata bene su un piano. Questo assieme a un buon allineamento degli angoli ci da la giusta inclinazione della parte superiore.


Le tre griglie ancora aperte


Le griglie: per primi ho piegato i due elementi di testa che mi danno la sagoma su cui piegare la parte superiore.


Poi ho dato dei punti di saldatura sugli angoli, devono essere molto piccoli perché l’ intelaiatura delle griglie è bella sottile e punti grossi stonerebbero, tanto non devono sopportare nessuno sforzo.


I reostati li ho saldati con dei punti abbastanza solidi. Sotto le gabbie non si noteranno e mi garantiranno una buona tenuta. Se si dovessero staccare quando le gabbie saranno saldate e colorate sarebbe un grosso guaio.


Le gabbie, invece, le ho fissate sugli angoli e poi ho fresato lo stagno rasente perché, una volta colorati, non si noti molto il punto in cui sono saldati.

I pantografi


Splendida foto di Giovanni Noli (g.c.) - tratta dal sito amicitreni - con il pantografo... ancora bello rosso. 

a) BASI 66
Piegare lungo le linee e saldare al disotto un dado MA1 per il fissaggio alla cassa.

Piegando prima i laterali, quando ho saldato il dado mi si è deformata la base grigliata, probabilmente è stata colpa mia. Siccome Mario è stato tanto accorto da mettere 3 basi l’ ho rifatta, ma questa volta ho saldato prima il dado nella sua sede e poi ho piegato le teste. Così facendo, la leggera pressione che ho esercitato per tenere il dado fermo e dritto ha agito sul pezzo (ancora piano) sul tavolo e non ha causato deformazioni.


La parte superiore della base con gli agganci per i bracci piegati.

b) BRACCI INFERIORI 70
Sono tutti uguali e previa piegatura e saldatura - per mantenerli a 90° - vanno assemblati alla base inserendo un tondino di rotazione di d. 0,5 che verrà poi tagliato e saldato sulle teste per evitare che si sfili.

Ho saldato gli angoli come indicato nelle istruzioni, facendo attenzione a non ostruire con lo stagno i fori che sono molto vicini. Uno si è leggermente stretto e l’ho riaperto usando uno spillo come alesatore.


ho collegato i bracci inferiori alla base con il tondino di rotazione da mm. 0,5

c) TIRANTI 69
Inserirli negli appositi fori sui bracci inferiori prima di saldare i tondini di rotazione.

Nella costruzione del pantografo per la E402A l’inserimento dei tiranti mi aveva creato tante difficoltà che stavo per rinunciare e acquistarli fatti. Ho pensato che non poteva essere normale e che dovevo trovare un sistema più pratico. La cosa complicata era quella di inserire il tirante nel foro che resta sotto al braccio e nascosto dal pezzo della base che lo affianca. Guardando bene ho capito che se avessi sfilato il tondino dal foro della base, ma tenendolo inserito nel braccio si poteva facilmente spostarlo quel tanto che permette di inserire il tirante. Fatto questo ho reinserito il tondino nel foro e il resto è stato facile. Sopra si vede il tondino di destra sfilato e tenuto fermo con le dita.


Il tirante é stato inserito


Ho rimesso a posto il tondino


Ho inserito il tirante anche nell'altro foro


Ho piegato le estremità dei tiranti perché non si sfilino dai fori lasciandole abbondanti  (le accorcerò in seguito). I tondini di rotazione li ho tagliati e saldati alla base facendo attenzione che i bracci inferiori non vengano bloccati e possano ruotare.

d) BRACCI SUPERIORI 70
vanno fissati agli inferiori tramite i prolungamenti esistenti da piegare.

Semplicemente si infilano nei corrispondenti fori dei bracci inferiori e si piegano

e) STRISCIANTE 68
I peduncoli centrali vanno piegati a 90° e infilati negli appositi fori sulla base dello strisciante 67.

Non ci sono particolari accorgimenti per questa operazione. Si può fare sia prima che dopo aver piegato lo strisciante 67, io l’ho fatto dopo per lavorare più liberamente sullo strisciante 67. Lo strisciante 68 va piegato come si vede nella foto dal vero.

f) BASE STRISCIANTE 67
vanno piegati a Z e saldati, poi vanno ripassati i fori che ospiteranno i bracci superiori.

La saldatura di questo pezzo richiede o po’ di attenzione per il pericolo di otturare i fori che ospiteranno i bracci superiori. Lo strisciante 68 va piegato come si vede nella foto dal vero.



Non resta che collegare i bracci superiori allo strisciante inserendo le estremità superiori negli appositi fori, piegarli, accorciarli  e il pantografo é finito. Ho stretto bene anche le parti dei bracci inferiori che avevo lasciate lunghe e le ho accorciate.Non resta che collegare i bracci superiori allo strisciante inserendo le estremità superiori negli appositi fori, piegarli, accorciarli  e il pantografo é finito. Ho stretto bene anche le parti dei bracci inferiori che avevo lasciate lunghe e le ho accorciate.


E’ molto bello, pulito, i profili sono sottili ed è stato facile montarlo, tutto merito di Mario che l’ha progettato ottimamente.


Isolatori

Uno dei problemi che non sapevo come risolvere era la costruzione degli isolatori per i pantografi. La dritta mi é arrivata da Carlo Mercuri, mi ha segnalato che acquistando i candelieri art.4950/06 della ditta Amati, avrei potuto ricavarne dei perfetti isolatori. In effetti aveva ragione. E' bastato inserire la parte con le due sfere nel dremel, farlo ruotare, e con piccole lime ho portato allo spessore di mm. 0,3 i due pezzi di gambo a cavallo della parte svasata. Ho quindi tranciato il pezzo in eccedenza, lasciando i gambi ben lunghi. Questo mi servirà quando posizionerò il pantografo sul tetto. Infatti sul lato esterno, il tetto, scende e i gambi dovranno essere un po' più lunghi.


I candelieri lavorati (uno lavorato e uno originale a sinistra) finiti e tagliati (a destra).

Con una punta da 0,35 e usando il girapunte a mano, ho alesato i fori dei pantografi. Fatto questo, ho controllato che tutti gli isolatori entrassero bene nei fori. 


L'alesatura dei fori e la prova di inserimento.


Dettagli conclusivi

Siamo arrivati quasi alla fine, mancano ancora pochi dettagli presenti nella lastrina che non ritengo più necessario descrivere, se non elencarli:

CABINE 71-75, VOMERI 61, DIME VETRI 62, REC MASCHIO 63, GANCI PER TRAINO 65, GANCI MOELLISTICI 76, MAGLIA GANCIO 48, REC 49, CONNETTORI 78, POLI 50, TUBI ARIA 51, e per finire un OMAGGIO AL PLASTICO 77:due reti di protezione per un ponte sulla ferrovia.

MARIO MALINVERNO e CARLO MALDIFASSI

In effetti, per i montatori esperti questi elementi sono semplici da montare, ma io ho trovato qualche difficoltà e pertanto spiegherò come li ho realizzati e magari sarà di aiuto a qualcuno come me.

VOMERI 61

Li ho staccati e ho studiato bene la loro sagomatura e il posizionamento in altezza guardando foto reali.


Per la sagomatura degli attacchi mi sono servito delle incisioni sul retro, poi ho curvato il vomere piegandolo verso le estremità e infine, servendomi di un paio di pinze con i becchi curvi ho sagomato la parte alta delle estremità. Per ottenere le giuste inclinazioni, ho provato parecchie volte a posizionarlo sulla cassa. le alette centrali devono rimanere esterne e appoggiare sul musetto, mentre quelle laterali devono infilarsi dentro alla cassa e servono per saldarlo.


Ho posizionato il vomere ben centrato e con le alette esterne all'altezza giusta, l'ho tenuto fermo con delle pinze autostringenti e l'ho saldato.

TERGICRISTALLI 53

Ci sono delle 633 che hanno i tergicristalli con movimento convergente e altre con movimento parallelo. Io li ho posizionati paralleli. Non ci sono particolari problemi. Dopo aver piegato la parte terminale del tergicristallo l'ho inserita nell'apposito foro e saldata Prima di colorarla dovrò fresare la saldatura in eccesso.

GANCI DI TRAINO 65

Li ho saldati dall'interno negli appositi fori alle estremità inferiori del musetto.

 

REC MASCHIO 63

Il rec maschio della lastrina é, per forza di cose, piatto. Io ho voluto farmelo. Ho preso del filo di ottone mm.05 e ne ho tagliato un piccolo pezzo che ho limato portandolo alla lunghezza di mm. 2, l'ho stretto nella morsa e con un girapunte a mano ho fatto un piccolo foro di testa che mi servirà per accogliere il filo del tubo. Ho ritagliato un pezzo di filo mm. 0,2 e l'ho saldato all'interno del foro fatto. Ora non resta che piegarlo e tagliarlo della lunghezza giusta. Questa operazione la farò al momento di fissarlo e dopo averlo colorato.

RESPINGENTI 46
Nella lastrina sono previsti solo i piattelli, io pensavo di recuperare il resto da respingenti di altri modelli, ma Mario mi ha spiegato come ha fatto lui e ho seguito il suo consiglio.

Mi sono fatto uno schizzo per avere le dimensioni delle varie parti. Ho preso un tondino di ottone da mm. 1, ne ho tagliato un pezzo abbondante e l'ho saldato al piattello inserendolo nell'apposito invito. L'unica accortezza é che sia perfettamente ortogonale. Ho tagliato un pezzo di circa 4 mm di un tubetto di rame da mm. 1,5 con foro da mm.1 e l'ho limato portandolo a mm. 2,2. E' bastato inserire il tondino nel tubetto, tagliare la parte eccedente e il respingente era pronto.


I 4 respingenti pronti


Ho provato a inserirli negli appositi fori, ma il tondino da 1 mm era leggermente grande, una piccola limatina e sono entrati perfettamente (qui sono ancora da fissare).


I piattelli risultavano troppo spigolosi e li ho un po' smussati.

CONNETTORI A 78 POLI  50

Nella lastrina di Mario Malinverno sono previsti i connettori a 78 poli, ma sono piatti, mentre la presa e semisferica. Ho pensato di sfruttare i pezzi di scarto dei candelabri usati per gli isolatori. Ho stretto tra le pinze il pezzo e con una lima ne ho asportato un po' più di metà. questo perché togliendone solo metà la circonferenza risultava un po' grande, scendendo ancora, naturalmente, questa si stringe sino alla giusta misura. Ho cercato di far rimanere bella piatta la parte che dovrà poggiare sul musetto e di non imbrattarla di stagno. infatti, dopo aver realizzato le piccole semisfere, ho saldato di lato un filo di ottone da mm. 0,2.


A sinistra il pezzo di scarto del candeliere prima della lavorazione, a destra con il filo saldato.


 

 

 


La E.633 ferma nella costruenda stazione di Ge Rivarolo

 

 

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