ferromodellista

io e i miei trenini

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Indice
E.402A scala N
I musetti
La carrozzeria
Il tetto
I pantografi
il telaio e i carrelli
Prova di montaggio
Coloritura
La motorizzazione
Sul plastico a Novegro
Tutte le pagine


Questo é un modello bellissimo da montare, la maggiore difficoltà sta nella realizzazione dei due musetti. Bisogna ottenere le giuste curvature e inclinazioni per far combaciare tutte le parti e dargli l'aspetto corretto. Per fortuna il progettista ha previsto di inserire 4 musetti di prova per prendere dimestichezza con il pezzo e io consiglio, a chi si accingesse a montarlo, di usarli tutti prima di passare ai definitivi. Altro punto critico sono i carrelli, ricchi di particolari e con pochissimo spazio per posizionarli tutti correttamente senza creare problemi alle ruote e ai loro movimenti. Superati questi ostacoli, il resto é "normale amministrazione". Per questo, dopo aver studiato le lastrine, ho deciso di iniziare proprio da questi due pezzi (4 per la verità) per avere poi la strada in discesa. Mi sono detto: se non ce la faccio e devo buttare tutto é inutile fare lavoro che poi non potrò usare.

 
La E402A (foto di Ernesto Imperato g.c. - pubblicata su trenomania.org)

La E402A scala N


I musetti            



Il musetto aperto prima della piegatura, ma dopo che sono stati saldati gli scalini e altri particolari.


Il musetto in fase di piegatura (Questo é uno di quelli di prova con gli scalini incorporati)


In questa fase si deve fare attenzione a dare la giusta curvatura al musetto in modo che le fessure siano più sottili possibile e che la sagoma corrisponda al modello reale.


Le saldature è bene farle sia all’interno che all’esterno. Queste ultime dovranno ,poi, essere fresate e rifinite con carta vetrata sottile. Questo serve per riempire le fessure tra le parti.


Quando si sta per chiudere il tetto è bene inserire la dima in dotazione per dargli una sagoma perfettamente coincidente con la carrozzeria. Se non si facesse così potrebbero esserci dei problemi a collegare i due pezzi. Per tenerla ferma in posizione ci sono degli incastri, ma tende comunque a scappare fuori, allora ho dato due piccoli punti di attak che sarà facile eliminare in seguito.

         
Vista frontale e laterale del musetto chiuso


L’interno del musetto visto da sotto. E’ importante che le saldature siano sottili per non creare ostacoli all'inserimento dell’arredamento della cabina


I cilindretti saldati sul tetto e lo scatolare del faro superiore fissato nella sede sbassata.


Il particolare che rappresenta la parte bassa del musetto deve essere collocato in posizione perfetta perché nei suoi fori dovranno essere alloggiati diversi particolari e soprattutto deve coincidere perfettamente con i fori del corpo del musetto per permettere il corretto inserimento dei respingenti. Per ottenere la precisione assoluto ho incastrato nei fori due stuzzicadenti. A destra si vedono i due pezzi saldati con precisione.


Con un piccolo punto di stagno ho fissato al centro la mascherina che ospiterà il gancio.


Ho fissato il vomere


Ho saldato i respingenti e ho inserito negli appositi fori i supporti per tabelle di fine convoglio. Li ho realizzati con del filo di ottone da 0,6 mm. Schiacciandolo con le pinze sino a farlo diventare quadro.


Qui si vedono i dettagli aggiunti: il gancio e i tubi


Si vede il particolare aggiunto della presa REC


A destra è stata aggiunta la spina REC


Sul musetto A ho deciso di installare il gancio realistico (funzionante). La sua costruzione è un esercizio di pazienza notevole. I pezzi sono talmente piccoli che devo lavorare sempre con la lente 6x sull’ occhiale. Per avere un movimento corretto ho usato come spine del filo di ottone 0,2mm che va tagliato quasi a filo e schiacciato con pinze piatte per non farlo uscire. Alla fine però il risultato è soddisfacente. Gratificante é stato il commento di Carlo Mercuri su Ferrovie.info quando ha detto che la stessa lineamodel ha presentato il modello senza questo gancio, segno che anche loro avevano avuto qualche problema a realizzarlo.

     
Gancio realistico aperto e chiuso


Una bella lavata con il diluente nitro ed é pronto per la coloritura.


Avevo pensato di fissare i tergicristalli e il fischio all’ultimo, dopo la coloritura, per paura che si danneggiassero, ma poi ho deciso di montarli subito. Ho messo del nastro adesivo per avere il riferimento del filo dei vetri e ho saldato la base.


I tergicristalli saldati in posizione e a filo vetri.


Uno dei due fischi saldato

 


La carrozzeria 


La carrozzeria è la parte più facile da eseguire, basta solo un po’ di attenzione e la solita precisione nelle piegature e nelle saldature.


Prima di iniziare a piegare la carrozzeria è fondamentale indebolire l’incisione interna con un cutter perché essendo in ottone crudo non si riuscirebbe a piegare senza deformarla. Io, per fortuna, ho molti attrezzi da incisione e ho usato un bulino che esegue questo lavoro alla perfezione.


Come fatto per il musetto, è importante sagomare precisa la carrozzeria sulla dima


Sull’apposita barretta ho saldato i due dadini che servono per fissare la carrozzeria al telaio, quindi ho piegato le lamelle a 90°.


All’interno della carrozzeria c’è una scanalatura nella quale si deve saldare la barretta che serve da rinforzo e alla quale ho saldato i dadini. Per tenerla ferma durante la saldatura ho usato diversi becchi e mollette.


Particolare della saldatura


La griglia esterna è suddivisa in 2 pezzi che vanno saldati assieme prima di fissarla alla carrozzeria. Per facilitare quest’operazione ci sono dei fori interni al pezzo maggiore attraverso i quali si fa penetrare lo stagno fuso.


Ora si può saldare la griglia completa alla fiancata della carrozzeria servendosi sempre dei fori predisposti.


A questo punto possiamo iniziare a dare corpo alla locomotiva togliendo le dime e saldando i musetti. Se tutto sarà stato fatto con precisione le parti combaceranno. Prima ho saldato le parti dall’interno, poi dall’esterno facendo attenzione a non lasciare fessure. Quindi ho dato una leggera passata con il dremel e ho rifinito il tutto con carta vetro grana 400 e 800.


Il musetto B visto dal lato opposto


Si ripetono le stesse operazioni sul lato A e la loco inizia a potersi apprezzare nella sua linea. Attenzione: nel saldare i musetti al corpo della carrozzeria è importante controllare che lo spazio lasciato per il tetto permetta un suo facile inserimento. Io non ho fatto questo controllo e quello spazio è risultato stretto con la conseguenza che ho dovuto leggermente limare le parti per farlo entrare.


Il tetto 



Per prima cosa ho saldato al tetto le viti che lo fisseranno alla carrozzeria, ho usato il saldatore a fiamma per avere delle saldature sottilissime.


La testa delle viti deve essere fresata sino a togliere il segno del taglio. Questo per permettere l’inserimento delle parti superiori del tetto.


Ho saldato al tetto la base interna del cassone


Su questa ho saldato le sagome che rinforzeranno la copertura


Prima di fissare tutti i particolari sul tetto ho provato a inserirlo sulla carrozzeria. E’ in questa fase che (come già detto) mi sono accorto che non entrava perfettamente. Non potevo accorcialo perché non sarebbero più combaciati i pantografi con il cassone, allora ho limato la carrozzeria quel tanto che è stato sufficiente a farlo entrare. Fatto questo l’ho estratto per finirlo.


Ho piegato e saldato il cassone, le basi per i pantografi e i carter che ospiteranno le trombe e gli attacchi dei tubi per i pantografi


Il dettaglio con il carter montato

 
La scatolina da collocare all’interno del carter piegata e saldata


Il tetto con montata la tromba e i fili


I 4 isolatori per la piastra


La piastra saldata agli isolatori e collegata con i fili


I pantografi


La lastrina dei pantografi.


Le basi dei pantografi con i supporti ancora da staccare


Dopo aver staccato e piegato i supporti, ho saldato gli isolatori alla base.


I ganci per tenere abbassati i pantografi sono stati saldati


La parte inferiore del braccio ripiegata in posizione e rinforzata con un punto di saldatura


Ho inserito gli assi di rotazione, ma non li ho tagliati subito come da istruzioni, li ho anzi lasciati abbondati per ogni evenienza.


L' inserimanto delle staffe non é agevole...


... ma alla fine sono andate a posto.


Ho collegato i bracci superiori


Dopo aver piegato le due parti che formano i pattini le ho saldate assieme.


Ho fissato il pattino al braccio


Alla fine ho inserito la molla e il pantografo è finito. Però l’ingombro della molla crea difficoltà alla chiusura del pantografo. Dovrò, in seguito, risolvere questo problema.


Il telaio e i carrelli   


 
Il carrello per sostenere le ruote aperto


I carrelli chiusi e saldati


I pezzi che compongono il carrello e un carrello montato


I carter che chiudono sotto i carrelli ancora da piegare.


I carter piegati e saldati


Un carrello fissato di prova prima di montare il carter inferiore.


Il telaio con le ruote montate. Mancano ancora i carrelli con i fianchetti.


Il pezzo del telaio in fase di piegatura. I cotoni bagnati servono per raffreddare le parti già saldate e impedire che il calore del saldatore a fiamma le riapra.

 
Il telaio chiuso sotto


Ora saldo le boccole per il fissaggio dei carrelli nelle loro sedi


Il cassone inferiore finito e con tutti i dettagli fissati


La struttura del carrello aperta e saldata. Bisogna fare attenzione che sul lato dove viene chiuso, i fori a cui verrà fissato il carter che regge le ruote siano alla stessa distanza tra di loro che c'é sul lato opposto. Se noi fosse così, si incontreranno problemi seri in fase di fissaggio dello stesso carter.


Le fusioni dei fianchetti saldate alla struttura dei carrelli.


Le saldature che fissano i perni delle fiancate potrebbero ostacolare le ruote e devono essere fresate


Il pezzo fresato


La saldatura dei ceppi è uno dei momenti più delicati. Oltre che per la loro dimensione, anche perché devono essere collocati con estrema precisione e, dovendo stare quasi a contatto con le ruote potrebbero impedirne lo scorrimento.


Per realizzare i cacciapietre bisogna unire con molta precisione tre parti in un unico pezzo. Qui ne vediamo uno finito e le parti che lo compongono.


I ceppi dei freni e i cacciapietre montati


Qui si vede un tirante da piegare, uno piegato e uno inserito nella fiancata


Per reggere i carrelli delle ruote sono stati prevvisti dei carter da fissare internamente al telaio. Qui si vede un carter aperto, uno piegato e uno saldato.


I tiranti di rinforzo inferiori montati


La parte sotto del telaio con inseriti i carrelli ruote e il cassone.


Prova di montaggio

Come sempre, prima di passare alla coloritura, provo ad assemblare il modello per vedere che non ci siano problemi che sarebbe difficile risolvere con la loco colorata. Naturalmente non ho serrato tutte le viti per cui l'aspetto non é perfetto. 


Vista di fronte del modello montato provvisoriamente.


Vista laterale.


Vistra di tre quarti


Coloritura

La coloritura dell’ E402A non è un passaggio facile. I modelli che ho colorato finora erano praticamente a tinta unita. Qui ci sono zone con diversi colori e parti piuttosto delicate da colorare come i musetti. Comunque, i concetti fondamentali sono sempre gli stessi: Sgrassare bene la superficie da colorare, assicurarsi che non ci sia polvere, spruzzare un aggrappante di buona qualità e colorare con tutta la precisione di cui si è capaci. Fondamentale: non farsi rincrescere di ricominciare da capo anche più volte se il risultato non soddisfa. Vi cito una frase che ci ripeteva continuamente Edoardo Alfieri (il mio insegnante di scultura al Liceo Artistico di Genova) che non c’ entra nulla con il modellismo, ma vale in tutti i campi e quindi anche qui: “se osservando il tuo lavoro non sei soddisfatto, ricomincia subito da capo, se aspetti e lo riguardi comincerai a dire che non è poi male, poi dirai che può andare e se aspetti ancora ti sembrerà bello. Ma poi ti accorgerai che la prima impressione era giusta e sarà tardi.” Non mi sono mai pentito di aver seguito questa suo consiglio. In tutti i modelli, la colorazione, l’ho rifatta diverse volte e nel caso della E402 solo al terzo tentativo ero soddisfatto della mano di fondo. Usando i colori al nitro è più facile, basta inserire tutto in un barattolo pieno di diluente e il colore si toglie da solo.
Ho scelto la versione XMPR perché a me è quella che piace di più. So che molti la trovano brutta, ma non sono assolutamente d’accordo.
Penso che la sporcherò, ma intanto cercherò di farla meglio che posso come se dovessi lasciarla nuova.


Per tenere fermi i pezzi durante la spruzzatura del primer (Tamiya bianco) ho usato mollette e becchi per i pezzi piccoli, mentre la cassa l’ho tenuta ferma con le pinze di una terza mano che stingevano delle mollette che a loro volta tenevano dei chiodi infilati nei fori del tetto.


La cassa con il primer


Il telaio colorato di nero


Il tetto con una mano di grigio chiaro Ral 7004


Ho colorato gli isolatori di rosso. I fili e la piastra di nero


Il pantografo colorato di rosso. Il pattino lo spellerò in fase di sporcatura.


Dopo aver dato una leggera spruzzata di bianco FS e averlo lasciato asciugare 24 ore, ho posizionato la mascherina per colorare la parte verde. Avrei dovuto usare la mascherina blu, ma io ho preferito quella della versione rossa perché ho pensato che se andava bene alla prima tanto meglio, se invece dovevo rifarla avrei avuto a disposizione quella più adatta per l’ultimo tentativo.


Ho colorato le parti lasciate scoperte con il verde C329. Quindi ho applicato la mascheratura per la parte sotto i fanali della cabina anteriore


L’ho spruzzata ad aerografo con del rosso Ral 3001


La parte bassa con ganci respingenti e vomere l’ho fatta a pennello con acrilico nero.


Le spine e le prese Rec le ho colorate con alluminio, e per non sbavare mi sono fatto questa semplicissima mascherina. Basta tagliare un cartoncino e incastrarlo nella spina.


Più delicata si è presentata la colorazione dei maniglioni di salita in cabina. Sono sottilissimi e non avendo luce dietro non è possibile infilare nulla sotto per non sbavare. Inoltre sono incassati e l’inserimento di nastri non è agevole. Allora ho applicato del nastro per mascherare proprio a filo delle maniglie, cercando di tenere il pennello leggero in modo da non sporcare il bianco. Qualche punto si è comunque sporcato e ho dovuto ritoccarlo.


Le maniglie colorate.


I finestrini laterali della cassa, a differenza di quelli della cabina, non sono applicabili sopra, ma sono da colorare direttamente. Data la loro conformazione, ho ritenuto improbabile una buona mascheratura e mi sono rassegnato a farli in punta di pennello. E’ molto più difficile colorare il finestrino senza sbavare che la cassa vicino al finestrino. Perciò ho adottato il sistema che si vede sopra: ho colorato il telaio rialzato di nero cercando comunque di uscire il meno possibile, e il risultato ottenuto è quello di sinistra che non è certo soddisfacente. Ho lasciato asciugare il nero e poi, con piccoli tocchi di bianco acrilico usando solo la punta di un pennello 15/0 di martora finissima, l’ho portato alla situazione che si vede a destra.
Sui pennelli rimando a quando sarà pronta la sezione dedicata agli attrezzi che uso, ma intanto vorrei sottolineare che risparmiare sul loro acquisto non scegliendo i migliori, in lavori così minuti, significa compromettere in partenza la possibilità di buoni risultati (44 anni di esperienza come pittore mi danno la presunzione di poter fare simili affermazioni).


L'interno delle cabine colorato


La cassa con il tetto montato, la riga blu e le scritte bianche applicate. Le targhe di riconoscimento in metallo le ho incollate dopo averle sporcate di rosso (poco per non rendere illeggibile la scritta).


Vista di tre quarti. Ho messo la numerazione e ho colorato gli attacchi dei tubi in giallo e rosso.


Ho montato i vetri, e collocato all'interno le cabine con le poltroncine e il quadro commando.
Per la sporcatura ho usato colori acrilici dati con pennello nelle griglie, per il resto ho usato l'aerografo, per i carrelli polveri grigie.


Sul plastico si inserisce meglio che pulita


La E402 042 sui binari


La E402 042 esce dalla  stazione di Rivarolo


Nel deposito locomotive


La motorizzazione:
per motorizzare la mia E402A ho scelto la motorizzazione realizzata da un amico dell'ASN che reputo molto bravo e che vende i sui lavori a un giusto prezzo: Nino Martire (vedi la sezione gli amici artigiani). Appena mi é arrivata l'ho provata sui binari e si muove molto bene, ha un bel minimo e una marcia fluida. Il blocco in ottone ha un bel peso e non richiede ulteriori zavorre.


L'unico elemento che non mi piace sono i carter dei carrelli in plastica (in questa foto). Quindi li sostituirò.


La motorizzazione a cui ho tolto i carter in plastica.


Ho staccato i carter e il cassone sotto al telaio del modello statico. I carter li ho tagliati nel senso longitudinale lasciando solo la parte esterna.


I carter in fotoincisione tagliati li ho fissati sui carrelli della motorizzazione.


Ecco come si presentano i carrelli dopo la modifica.


In questa foto si vedono le linguelle prendi corrente che strisciano su due piastrine fissate al telaio e isolate. La rotazione di questa linguella era ostacolata dal cassone che va fissato tra i carrelli. Ho dovuto creare un vano nel cassone che permetta la loro rotazione senza ostacolarla e  senza creare un contatto che determini cortocircuito.


Il cassone con la fresatura.


A questo punto ho potuto fissare il cassone alla motorizzazione.


La motorizzazione inserita nella cassa. Non erano previsti sistemi di fissaggio. Ho inserito degli spessori tra la motorizzazione e le fiancate della cassa e già così risulta ben ferma, ma per maggiore sicurezza l'ho fissata con dei punti di vinavil che in caso di necessità può essere facilmente tolto.


Sul plastico a Novegro 

A Novegro 2010 ho portato alcuni miei modelli e tra questi la E402A. Ho potuto sistemarla sul plastico ASN e provarne il movimento. Era presente anche l'amico Nino Martire che ha visto così la sua motorizzazione in funzione e mi é sembrato soddisfatto.


La E.402 042 sul plastico modulare dell'ASN a Novegro 2010


Anche Mario Malinverno ha portato la sua E.402A Lineamodel a Novegro, qui si vedono le due locomotive una di fronte all'altra.


I due musetti a confronto. Come si vede, Mario Malinverno ha fatto una sporcatura leggera, mentre io l'ho fatta più marcata.

 

 

Cerca

Chi è online

 17 visitatori online